giovedì 30 aprile 2009

Una nuova antenna alle Terre Perse

Dopo che il TAR ha sentenziato che le Amministrazioni locali non sono competenti in materia di salute se la disciplina è già prevista da leggi dello Stato e che quindi l'attuazione del principio di precauzione non è fra le prerogative ai Comuni, le compagnie di telefonia mobile si trovano libere di installare antenne dove meglio credono. Il Gruppo consiliare di Rifondazione comunista - Sinistra europea della Municipalità di Lido - Pellestrina è venuto a conoscenza di una prossima installazione di un antenna radiobase in un'area densamente popolata di Lido - Terre Perse, tra l'altro nei pressi di una scuola elementare, e ha subito informato il delegato all'ambiente dell'organo di decentramento e intende informare della cosa anche l'opinione pubblica.
L'installazione di antenne presso i centri abitati, se non altro per il giustificato allarme sociale che produce, è questione che va sicuramente e al più presto ripresa, a tutti i livelli. Così come va riproposta, con forza e decisione, l'opzione per l'utilizzo delle tecnologie alternative meno pericolose per la salute.

Sebastiano BONZIO - Capogruppo PRC-SE Comune di Venezia
Simone STEFAN - Capogruppo PRC-SE Municipalità Lido-Pellestrina
Sergio TORCINOVICH - Consigliere PRC-SE Municipalità Lido-Pellestrina

domenica 26 aprile 2009

25 APRILE 1945 - 2009: contro il fascismo, sempre



Anche quest'anno si è festeggiata la festa della Liberazione dal fascismo e dal nazismo. Due i momenti salienti delle manifestazioni di ieri a Venezia: il primo è stato il tradizionale Percorso della Memoria a Cannaregio, per ricordare alcuni partigiani trucidati a Venezia, che da Campo Bruno Crovato ha raggiunto la stazione ferroviaria e si è concluso in Ghetto.

Poi nel pomeriggio ottima riuscita dell'iniziativa delle associazioni veneziane contro il fascismo, con dibattito, musica e banchetti in cui le associazioni hanno presentato le loro attività. Il 25 aprile non può essere infatti solo una mera commemorazione del passato, ma deve rappresentare l'attualità dei valori dell'antifascismo e della lotta quotidiana contro il fascismo e i rigurgiti autoritari.

Entrambi i momenti hanno visto la partecipazione di compagni del nostro circolo.


Pubblichiamo alcune foto di Campo Santa Margherita





ORA E SEMPRE RESISTENZA
MORTE AL FASCISMO, LIBERTA' AL POPOLO

venerdì 10 aprile 2009

Via Anita Mezzalira: approvata la proposta di Rifondazione



Per la prima volta una strada del Lido di Venezia viene intitolata ad una donna. Il Consiglio della Municipalità del Lido e di Pellestrina ha approvato la proposta formulata da Simone Stefan a nome del gruppo di Rifondazione Comunista, di dedicare una via ad Anita Mezzalira.

La realizzazione di tre nuove strade nell'area del P.I.P. delle Terre Perse ha portato la necessità della loro intitolazione. Le prime proposte d'intitolazione erano a Mario Tiso, Antonio Marceglia e San Camillo de Lellis. Tenuto conto che ad Antonio Marceglia è già dedicata la piscina comunale e che a S. Camillo è intitolato l'ospedale dei camillani, si era votata solo l'intitolazione a Mario Tiso, imprenditore lidense, rinviando ad un secondo momento la discussione sulle altre due vie.

Abbiamo orientato la ricerca su una figura che rappresentasse il mondo del lavoro dipendente (dato che la strada si trova nell'area produttiva e che una via è già stata intitolata ad un imprenditore), legata al territorio veneziano e donna, dato che, ripetiamo, nessuna strada del Lido era dedicata ad una donna.

La proposta è stata quindi di intitolare la strada ad Anita Mezzalira, ed è stata approvata con i voti di Rifondazione Comunista, Verdi e Partito Democratico e con l'astensione del centrodestra.


La terza intitolazione, su proposta di Stefano Stipitivich del Pd, è stata attribuita a Giuseppe Mazzariol (critico d'arte, docente, presidente della fondazione Querini Stampalia).



Riportiamo alcune note biografiche di Anita Mezzalira, una bella storia di emancipazione sociale, di classe e di genere:




ANITA MEZZALIRA


da "miserabile" a prima donna assessore del Comune di Venezia


Nata a Venezia il 28 luglio 1886, operaia della Manifattura Tabacchi, dalla quale viene assunta nel 1901 grazie ad un attestato del Comune che ne riconosce la condizione di “miserabile”. Il contatto con la durissima realtà di quel lavoro di dieci, dodici ore al giorno, in un clima reso malsano dalle esalazioni del tabacco, la spinge ad aderire alla Camera del Lavoro.

A 28 anni partecipa in prima fila all'organizzazione dello sciopero delle “tabacchine” del 1914, sciopero nazionale che punta a rivendicazioni che vanno dal salario, alle pensioni, alla salubrità dell'ambiente di lavoro. È lo sciopero più importante della storia della categoria che si protrarrà per oltre due mesi (cessa il 28 giugno del '14).

La sua intensa attività la rende riferimento per le compagne di lavoro, che la considerano la loro rappresentante: verrà quindi nominata segretaria della Lega Tabacchi aderente alla Camera del Lavoro nel 1919 e poco dopo entra nella Commissione Esecutiva dell'organizzazione, diventando così la prima donna ad entrare nella direzione sindacale.

Oppositrice del fascismo, il 4 febbraio 1923 viene arrestata per “attentato alla sicurezza dello Stato”, nel 1926 è sottoposta ad un periodo di due anni di “ammonizione politica” e poi definitivamente espulsa dalla fabbrica il 1 giugno del 1927. Partecipa alla resistenza.

Nel 1945 viene riassunta dalla Manifattura dov'è eletta alla segreteria della commissione interna.

Nel 1946 viene eletta consigliera comunale (seconda per numero di preferenze) nelle liste del Partito Comunista Italiano ed in seguito rieletta altre due volte (1951 e 1956). Nella consiliatura del 1946, la prima dopo la Liberazione, è la prima donna ad entrare in una Giunta del Comune di Venezia (guidata dal sindaco comunista Giobatta Gianquinto) con l'incarico di Assessore Supplente all'Alimentazione.

Nel 1958 è segretaria della Federazione Italiana Pensionati di Venezia.

Muore il 24 novembre del 1962.


mercoledì 8 aprile 2009

Manifestazione per la sanità apartitica o dell'Udc? Rifondazione non partecipa

Pubblichiamo intervento del Segretario del circolo su quanto accaduto oggi pomeriggio alla fiaccolata per la sanità
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Poiché non amo fare la figura del provocatore, ma nemmeno essere preso in giro, voglio spiegare la mancata partecipazione di Rifondazione Comunista del Lido alla manifestazione per la sanità organizzata oggi pomeriggio dall'Udc.

È stato distribuito nei giorni scorsi un volantino, firmato dall'associazione dei commercianti “Vivere il Lido”, con cui si invitavano “cittadini, associazioni e partiti politici” alla fiaccolata. Ovviamente se i partiti vengono ufficialmente invitati è normale che partecipino con i loro simboli. Peraltro, sulla stampa odierna, la manifestazione, promossa come apartitica, è magicamente diventata “dell'Udc”, ragione in più, per noi, per essere presenti con i nostri simboli, dato che (si può ben immaginare) non vogliamo certo figurare come sostenitori dell'Udc.
La nostra partecipazione alla manifestazione (e quella del Partito Democratico) con le bandiere è stata però impedita, con notevole animosità, coinvolgendo impropriamente anche le forze dell'ordine. Abbiamo quindi ritenuto opportuno non partecipare.
Rifondazione Comunista può dimostrare la propria attività in favore della sanità pubblica lidense, documenti alla mano, ad ogni livello istituzionale (Municipalità, Comune, Regione). Ci chiediamo se chi sostiene la giunta regionale veneta che ha espresso l'attuale direttore dell'Aulss, sposandone quindi le politiche, possa dire altrettanto.

Simone Stefan
segretario Rif. Comunista
Lido-Pellestrina

domenica 29 marzo 2009

Il comune rimanda la vendita dell'Oam. E i soldi per il Palazzo?

Comunicato stampa del 20 marzo.
Il Circolo di Rifondazione Comunista di Lido Pellestrina “G.B. Gianquinto”, a seguito delle dichiarazioni del direttore del Patrimonio del Comune di Venezia, ribadisce le sue forti preoccupazioni sull’operazione di vendita degli immobili e dell’area dell’ex Ospedale al Mare legata alla costruzione del nuovo Palazzo del Cinema.Da notizie pubblicate sulla stampa, veniamo infatti a sapere dal Direttore Luigi Bassetto (non dal Sindaco o dall'Assessore competente) che, “causa crisi economica”, il bando per l’alienazione dell’ex OAM slitterà a fine 2009. Poiché ci vorranno almeno sei mesi per la sua chiusura, trattandosi di gara europea, se tutto andrà bene sapremo chi e a quali condizioni avrà comprato l’area e gli immobili solo a metà 2010. Facciamo peraltro notare che per quell'epoca si saranno già tenute le prossime elezioni comunali!Ci chiediamo nel frattempo come sarà finanziata la costruzione del nuovo Palazzo. Bisogna sempre ricordare che il Comune è già esposto per 27 milioni di euro: a quanto ammontano gli oneri per questo debito? Ci domandiamo inoltre se l'amministrazione comunale non conoscesse ormai da tempo la portata della crisi economica e su quali basi invece ritenga che fra sei mesi si produrranno le condizioni migliori per la vendita dell'ex Ospedale al Mare. È certo auspicabile che fra sei mesi la crisi sia solo un brutto ricordo... ci permettiamo però di dubitare!Pertanto oggi ci troviamo a lavori iniziati senza sapere se effettivamente l'opera (che dovrebbe essere completata per l'anniversario dell'Unità d'Italia, nel 2011!) sia completamente finanziata. E i lavori già stanno incidendo pesantemente sul territorio, in particolar modo ricordiamo il recente abbattimento delle alberature di piazzale del casinò e la parziale distruzione del parco retrostante il cantiere, tutelato dal PALAV e oggi utilizzato come deposito materiali.Pur non essendo contrari alla costruzione del nuovo palazzo, abbiamo sempre evidenziato in tutte le sedi possibili l’arditezza e la pericolosità dell’operazione congegnata da Amministrazione Comunale e Aulss 12, con i suoi riflessi preoccupanti anche sui servizi sanitari dell’Estuario. È infatti sempre stata nostra priorità il mantenimento dei servizi sanitari nelle strutture pubbliche dell'isola, ma oggi, nonostante la vittoria dei cittadini del Lido sulla mancata alienazione del monoblocco (vittoria nella quale rivendichiamo anche un nostro ruolo), purtroppo abbiamo la conferma dei nostri dubbi. Alcuni servizi infatti scompariranno (pediatria, medico rianimatore...) o saranno affidati a strutture private (radiologia). Pensare che, in base agli accordi iniziali, l’Aulss doveva addirittura essere lo speculatore edilizio per l’intera operazione!Cosa dobbiamo aspettarci fra qualche tempo? Un cantiere bloccato quando i danni ambientali sono già stati prodotti? Su tutto questo ovviamente aspettiamo risposte chiare dall'Amministrazione Comunale. È ora di cambiare il modo di considerare il territorio e di ridefinire il concetto di sviluppo: la travagliata e per molti aspetti controversa questione del Quarto palazzo del cinema ci insegni almeno questo.

Simone Stefan
segretario circolo PRC Lido-Pellestrina

sabato 7 marzo 2009

sabato 28 febbraio 2009

In ricordo del compagno Beppe Tasca

Omaggio al compagno Beppe Tasca, fondatore dell'ArciGay, militante dei diritti civili, ambientalista. E COMUNISTA.



Venerdì scorso, sfogliando Il Gazzettino, mia madre sbianca in volto e mi chiede: "Ma è Tasca, è morto!!! Lo sapevi?" Così, con lo stesso stupore incredulo di centinaia di compagne e compagni, ho appreso la fine di un caro amico, morto nel sonno assieme al suo amato cane, a causa di una banalissima fuga di monossido di carbonio dovuta al malfunzionamento della caldaia domestica.
Non lo sentivo dai primi giorni di gennaio. Da quando si era trasferito definitivamente a Marghera e si era ritirato dalla politica attiva, i contatti che manteneva con gli amici e le amiche erano prevalentemente telefonici, e ultimamente per via e-mail.


Fondatore dell'ArciGay durante i primi anni Ottanta, Beppe Tasca si era distinto per il suo attivismo a 360 gradi, lavorando attivamente a far da ponte tra la comunità gay, la sinistra, il volontariato e la società civile. Utilizzando la generosa "copertura" dell'Arci veneziana riesce a rendere visibili le tematiche dell'omosessualità e del diritto alla libertà sessuale e affettiva, collegandola alla lotta per i diritti sociali e civili dell'intera società italiana, praticando una militanza attiva quando essere omosessuali era "pericoloso" e disdicevole (ad esempio, ricordo che prima della legge Basaglia l'omossessualità era considerata una "malattia" da curare mediante botte, psicofarmaci, iniezioni di ormoni ed elettroshock). Allo stesso tempo Beppe e l'ArciGay veneziana si occupò attivamente dei malati di AIDS quando ancora nessuno ne parlava.
Nato monarchico, Beppe diviene comunista negli anni sessanta. "Uguali ma diversi, Diversi ma uguali" era lo slogan veneziano dell'ArciGay da lui coniato, e il biglietto da visita che presentò a tutti nel suo vivere quotidiano. Coniugò l'impegno per i diritti degli omosessuali con una discreta militanza nelle file del PCI, partito dal quale esce dopo la svolta di Occhetto, rifiutando la tessera del PDS. Entra e esce, a varie riprese, dal PRC, con una brevissima parentesi nel Partito Radicale. Si considerava ancora comunista mai pentito, pur confidandomi che faticava a seguire le traversie che avevano colpito il PRC dalla svolta del 2005 fino ai nostri giorni. Deluso dalle nuove leve dell'ArciGay locale che lo avevano di fatto messo alla porta alla fine degli anni novanta dopo anni di dura, efficace e visibile militanza (non è un caso che dopo il suo abbandono l'attività dell'ArciGay sia praticamente scomparsa nel nostro territorio), continuava ad operare nel sociale e nel volontariato, nonostante a 72 anni dovesse ancora lavorare: pur avendo praticato mille mestieri non aveva maturato la pensione minima per vivere!


Troppi sono i ricordi che ho di Beppe, e nel dolore mi risulta difficile ordinarli. Lo conobbi presso i locali mestrini dell'ARCI provinciale nel dicembre 1986, quando l'ArciGay e Legambiente ne facevano ancora parte. Grande fu la mia sorpresa quando lo scoprii iscritto alla stessa sezione del Partito Comunista di Cannaregio! Mi colpì da subito la sua ironia disarmante e la sua profonda e anticonvenzionale cultura, che metteva a proprio agio le/i giovani militanti e gli obiettori della Lega per l'Ambiente (vecchio nome di Legambiente) Circolo Fandango, con cui condivise un lungo percorso concluso nel dicembre 1994 con la radiazione dalle strutture nazionali del circolo veneziano, noto per la sua radicalità, voluta dai vertici nazionali. Ricordo in particolar modo il suo impegno a Mestre nella raccolta di firme dei referendum caccia-pesticidi nel 1989, sia nei banchetti che nel lavoro "d'ufficio", invisibile ma indispensabile. Grande la sua propensione ad aiutare Legambiente o gli studenti della Pantera, mettendo a disposizione le strutture dell'Arci, naturalmente "a scrocco", arrivando a danneggiare un costoso fotocopiatore a furia di stampare migliaia di volantini in carta riciclata contro la caccia! Per non parlare delle migliaia di copie di opuscoli informativi contro l'Aids, con relativi preservativi in omaggio, distribuiti assieme tra il 1989 e il 1990 presso le sedi universitarie a più riprese. Con le inevitabili schermaglie verbali con bigotti, fascistelli e ciellini, in cui Beppe usciva sempre vincente grazie alla sua caustica ironia.
Fin dal 1993 Beppe s'era reso conto che il paese stava pericolosamente scivolando a destra, e considerava deleteria per la libertà di tutti la nascita del Polo delle Libertà. Non a caso la prima riunione veneta per promuovere la prima manifestazione (25 aprile 1994) a Milano contro le destre in difesa della Costituzione fu tenuta nel primo centro sociale gay del Triveneto, il Centro sociale occupato La Vida di S. Giacomo dell'Orio a Venezia, originale laboratorio di idee creato da Beppe e dall'ArciGay dove per anni il movimento gay si incrociò/incontrò con i movimenti della sinistra sociale ed ambientalista veneziana. Tra le tante iniziative di "meticciato culturale" importante fu la copromozione nel 1994, assieme all'associazione Italia-Cuba di Venezia, del primo film cubano distribuito in Italia, Fragola e cioccolato dei registi Tomás Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabío, in cui si denunciava il clima persecutorio subito dagli omosessuali cubani negli anni settanta.


Beppe aveva ideato il primo Gay Pride a Venezia nel 1997, un grande corteo acqueo gioioso e colorato quando ancora parteciparvi non era "di moda", soprattutto tra i "normali". L'Arcigay vinse la scommessa della visibilità, contribuendo a "rompere il ghiaccio" tra il mondo gay e gli eterosessuali favorevoli alla loro causa, seme che i diktat omofobi del Vaticano e delle destre faranno gioiosamente germogliare di lì a pochi anni.


Particolare importanza hanno avuto le lunghe chiacchierate con Beppe e gli esempi concreti di militanza e altruismo che, a dispetto delle centinaia di articoli volantini libri dibattiti e comizi che ingollavamo, sono stati una vera scuola di laicità, tolleranza, libertà e democrazia che ha dato a decine di noi (allora, ahimè!) giovani ambientalisti di sinistra l'opportunità di vedere il mondo in maniera diversa, in un'epoca in cui il Partito Comunista si stava trasformando rapidamente in un soggetto liberaldemocratico e liberista, e l'impegno sociale e ambientalista veniva mutando in business sponsorizzato, serbatoio di voti per scalate istituzionali, opportunità per fare rapide carriere in aziende pubbliche e private, o in sfogatoio settario e avulso dalla realtà.
Beppe il mondo voleva cambiarlo. Cambiarlo, non riformarlo. Perché, come mi diceva spesso, senza la speranza di rivoltare la realtà, il senso del nostro impegno è inutile. Ed è con questo assillo che se ne è andato. Sta a noi non deluderlo, e continuare la lotta, per un mondo libero pregiudizi e barriere sessuali e etniche, a misura dell'uomo e dei suoi bisogni, e non modellato in funzione del Capitale, dell'Industria, della Religione e degli Eserciti.



Flavio Cogo


Lido, passerella di via Lepanto - via Pisani, agosto 1988. Beppe Tasca e Flavio Cogo

giovedì 29 gennaio 2009

Torcinovich lascia la delega all'ambiente

Dopo essermi consultato con il mio partito, ho deciso di rimettere la delega nelle mani del Presidente della Municipalità. A scanso di equivoci, dico subito che la costruzione del Palazzo del cinema e il conseguente abbattimento della pineta non sono la ragione di questa mia decisione.

Ciò che invece ha indotto me e il Partito della Rifondazione comunista a questa decisione è stato, innanzitutto, lo scarso interesse dimostrato dalla maggioranza in Municipalità, salve alcune lodevoli eccezioni, nei confronti delle questioni ambientali, in palese violazione del patto programmatico. Se il buongiorno si vede dal mattino, giusto all’indomani della riconferma dell’amministrazione di centro sinistra per Lido Pellestrina, l’Esecutivo, senza alcuna motivazione plausibile, ha bocciato la mia proposta di ricostituzione del “Gruppo ambiente” che prevedeva la partecipazione attiva di cittadini e associazioni. Eppure, nella precedente consiliatura tale gruppo aveva svolto un apprezzabilissimo lavoro …
Da lì in poi il mio ruolo di delegato all’ambiente è stato più volte misconosciuto e scavalcato in una sorta di autoreferenzialità presidenzialistica. Da ultimo, il caso dell’importante progetto ambientale sulle tegnue realizzato dal Comune col decisivo apporto della Municipalità … all’insaputa del delegato all’ambiente! I miei tentativi di stimolare un lavoro collettivo, “di squadra” sono falliti anche a causa della vuotezza della delega. Finché si trattava di votare innocui documenti, costituenti mere petizioni di principio, non sorgevano problemi; ma quando si è trattato di operare concretamente in difesa del verde e dell’ambiente, magari operando scelte e impegnando risorse, c’erano sempre altre priorità e tutto finiva in studi di fattibilità, mai del resto approntati. Così è stato per il recupero di un’area verde a Malamocco, per dotare il parco di terre perse di un’area cani agibile, per la realizzazione di piste ciclabili

Soprattutto, ciò che è mancato e manca è una visione complessiva e prospettica in cui inserire le varie questioni affrontate. Si procede per scelte singole, senza delineare una comune e condivisa visione di insieme, perché la sintesi è affidata a pochi fedelissimi decisori, per di più ossequioso ai (presunti) poteri forti locali. In questo quadro, l’ambiente particolarmente prezioso di Lido e Pellestrina diventa questione di “valorizzazione”, il che ha finora comportato nella migliore delle ipotesi rendere giardino o “parcheggio a verde” aree che andavano ben altrimenti tutelate.
Eppure, nel programma del centrosinistra che ancora considero e consideriamo valido, gli elementi per una buona politica ambientale c’erano e in misura notevole.

L’ altro riguardo che mi obbliga a rinunciare alla delega è appunto la sua inefficacia pratica. In questi anni, nonostante i miei solitari sforzi per invertire la tendenza, mi sono accorto che non potevo contare su nessun reale potere di intervento. Le Municipalità non sono state fornite di deleghe sull’ambiente. E ciò ha dato luogo a un solo apparente paradosso: l’aumento del potere dei funzionari e degli uffici comunali, a dispetto delle intenzioni di fornire ai cittadini uno strumento di controllo e di decisione politica a loro più vicino. Infatti, le proposte, i suggerimenti e le indicazioni avanzate all’Amministrazione comunale andavano e vanno sempre sottoposte al vaglio del dirigente del settore competente, il quale si riserva di decidete assumendo di fatto il ruolo di decisore politico, nel mentre la responsabilità politica relative alle scelte (o alle non - scelte) rimane comunque in capo al delegato / consigliere. Lo stesso vale all’interno della Municipalità stessa. Non essendovi deleghe specifiche sull’ambiente, tutte le opere e gli interventi che incidevano su questo spesso non venivano neanche anticipati e discussi col Delegato. Così è stato, solo per fare due esempio, per la realizzazione del parco di terre perse e per la bretella per gli autobus dell’ACTV a Malamocco; pure i parcheggi nel verde dell’intervento di Piazze S. Antonio e Traù, inseriti in corso d’opera, sono stati fatti all’insaputa del delegato all’ambiente.

Addirittura anche per cose previste da norme e regolamenti bisogna aspettare il placet degli Uffici: così è per l’affidamento delle aiuole di piazza Traù alla cura dei residenti. Incontri spiegazioni e accordi non sono bastati , adesso la decisione (ripeto: per una cosa prevista dal regolamento per il verde pubblico!) spetta agli Uffici comunali. E intanto gli anni passano.
Quattro ne sono passati da quando ho segnalato la pericolosa discarica dietro il cimitero di Pellestrina, suggerendo di mettere una barra per impedire il suo riformarsi una volta bonificata l’area. La barra non è stata messa, né la bonifica stata fatta, nonostante solleciti, incontri, sopralluoghi e richiami. E che dire dell’impianto fotovoltaico per la piscina energivora di Ca’ Bianca? Ho portato il progetto a costo zero fino all’Assessore ai Lavori pubblici ma non si è potuto fare nulla … bisognava percorrere altre strade … nulla di fatto, insomma.
Quasi due anni di discussioni, a volte anche aspra, è costato l’esame del Piano dell’arenile. La proposta elaborata dalla Municipalità è stata, in quell’occasione, condivisa e articolata in modo dettagliato: ora il Piano è fermo in qualche Ufficio e sono stati annunciati cambiamenti da autorevole membro della Giunta comunale, sulla cui natura nulla ufficialmente si sa. E gli anni passano.

Mi rimane il rammarico per il fatto che tali questioni le avevo individuate e segnalate ancora anni fa ma tali analisi non sono mai state prese in considerazione. Anzi, le prese di posizione politiche mie del mio gruppo politico sono state per lo più ridotte al rango di questioni personali o di semplice ricerca di visibilità giornalistica. Per noi è stato veramente difficile operare in queste condizioni. Tuttavia, poiché riteniamo ancora valido il patto programmatico del centrosinistra a suo tempo siglato, cercherò assieme al mio Gruppo di contribuire alla sua realizzazione dai banchi del Consiglio, anche per rispetto del voto di preferenza che gli elettori mi hanno assegnato.


Venezia Lido, 29 Gennaio 2009


Sergio TORCINOVICH
Consigliere Municipalità Lido e Pellestrina
Gruppo Rifondazione comunista - Sinistra europea

giovedì 8 gennaio 2009

Chiediamo una nuova convocazione della commissione sanità

Al Presidente della IV Commissione
Politiche Sociali ed Educative – Sanità
Pietro BALLARIN

e, p.c. Al Delegato alle Politiche sociali ed educative e sanitarie
Giannandrea MENCINI
MUNICIPALITÀ LIDO PELLESTRINA

Oggetto: Richiesta riunione IV Commissione

Venezia-Lido, 8 gennaio 2009

Notizie di stampa danno ormai per certo il trasferimento del servizio di radiologia presso la struttura privata del S. Camillo. Questa scelta della Regione ci pare quantomeno contraddittoria con le assicurazione di USSL 12 e del Sindaco che promettevano il trasferimento di tutti i servizi sanitari al Monoblocco. Inoltre, ci pare assurdo delocalizzare un servizio così importante in un luogo lontano dal punto di primo intervento, fatto che costringerebbe i traumatizzati a dolorosi, costosi e pericolosi trasporti da una parte all’altra dell’isola prima di venire, se del caso, trasferiti nella struttura ospedaliera del Civile.

Fra la popolazione serpeggia un’altra fonte di preoccupazione, relativa alla sostanziale chiusura del sevizio di rianimazione presso il Punto di primo intervento che non sarebbe più assegnato a medici specializzati. La preoccupazione è anche nostra, sia in quanto cittadini che amministratori. Ci chiediamo infatti cosa potrà succedere in caso di pazienti che necessitino di stabilizzazioni salvavita; ma ci chiediamo anche cosa potrà avvenire, per l’economia turistica, se si venisse a spargere la voce che a Lido Pellestrina mancano i servizi sanitari di base.

Ricordiamo che il territorio della nostra Municipalità, proprio per le sue caratteristiche insulari, ha bisogno di servizi ad hoc e di attenzioni particolari che l’USSL non ha mai dimostrato di avere.

Tutti questi motivi ci inducono a richiedere una riunione della commissione nella quale sia prevista la partecipazione dei massimi responsabili dell’USSL 12 per chiarire le motivazioni di queste scelte e, soprattutto, per permettere al Consiglio di prendere una posizione politica in merito.

Simone STEFAN – Capogruppo

Sergio TORCINOVICH - Consigliere

giovedì 1 gennaio 2009

1 Gennaio 1959 - 1 Gennaio 2009: 50 anni della Rivoluzione Cubana

Oggi cade il cinquantesimo anniversario della Rivoluzione Cubana.


Auguri di buon anno nuovo a tutte e tutti.

lunedì 1 dicembre 2008

Osservazioni Piano del Traffico

Pubblichiamo le osservazioni sul Piano del Traffico del Lido che abbiamo presentato come gruppo consiliare alla Municipalità

PARCHEGGI

-Parcheggio a S. Nicolò (4.4.2): si prevede la costruzione di un parcheggio a pagamento per circa 400 posti nell'area verde situata tra via G. Selva, R. Morandi e riviera S. Nicolò. Il parcheggio sarebbe in particolare dedicato alle autovetture dei residenti del centro storico.
Questa previsione ci pare contraddittoria rispetto agli obiettivi del piano, che dovrebbero essere incentrati sulla diminuzione del traffico veicolare e quindi sul portare meno automobili possibili in isola. Sarebbe invece da disincentivare l'arrivo di automobili di non residenti, non solo per limitare il più possibile il traffico, ma anche per decongestionare il ferry-boat, il cui utilizzo, specialmente nei mesi estivi, spesso versa in condizioni di criticità.
L'area indicata inoltre, è di particolare pregio per la presenza degli antichi bastioni del forte che andrebbero ripuliti dalle erbacce e dai rovi e contornati da uno spazio erboso, realizzando magari un percorso pedonale o ciclo pedonale che li seguisse da S. Nicolò fino ad oltre i capannoni delle ex officine aeronavali. Inoltre, data la posizione relativamente centrale e la vicinanza alla spiaggia ed al ferry-boat, l'area potrebbe essere utilizzata ad altri scopi: ricordiamo, a titolo d'esempio, la proposta avanzata dal Delegato Stipitivich di realizzare lì il “Lido Village”, ipotesi poi abortita per la mancata concessione dell'area da parte dell'Esercito.
-Parcheggio in via U. Klinger (o piazzale Ravà?): dalla cartografia non è chiaro se detto parcheggio sarà realizzato nella parte asfaltata del piazzale (davanti al ristorante Beer-bante) o sull'area verde adiacente alla spiaggia. È necessario chiarire il punto ed eventualmente correggerlo nel caso si preveda l'utilizzo dell'area verde.

PERCORSI CICLABILI (cfr. 4.1.3; 4.4.3; 4.4.4)

È stato sottolineato durante l'illustrazione del Piano in commissione, come non sia prevista la costruzione di piste ciclabili. Si prevede invece la realizzazione di “corsie riservate monodirezionali” per le biciclette, come già realizzato in un lungo tratto delle vie S. Gallo e Malamocco.
Ricordiamo come la realizzazione delle corsie avesse carattere sperimentale e come abbia comportato una serie di polemiche e di critiche, anche da parte della Polizia Municipale. Se è certamente vero che queste corsie hanno dato maggiore ordine alla circolazione ed hanno contribuito a rallentare il traffico, è anche vero che non offrono nemmeno lontanamente la protezione che offrirebbero vere e proprie piste ciclabili.
Riteniamo pertanto necessario valutare la possibilità di inserire nel piano la realizzazione delle piste ciclabili, laddove l'ampiezza della carreggiata lo consenta. In particolare
-Nei lungomari G. D'Annunzio e G. Marconi, anche in caso utilizzando in parte la sede dell'ex galoppatoio del tram.
-In riviera S. Nicolò e S. M. Elisabetta e nei tratti sufficientemente ampi delle vie S. Gallo e Malamocco, utilizzando una porzione del marciapiede.
Inoltre vanno ridefiniti gli accessi alla pista ciclabile di via G. Selva: attualmente è impossibile la svolta in via R. Morandi, è difficoltoso l'accesso dal lato laguna (a causa della presenza di un pannello per affissioni pubblicitarie e di una baracca già in uso all'Actv) ed inoltre l'uscita verso la laguna è contromano.

Riteniamo positivo il disegno del percorso ciclabile di progetto, così come indicato nelle tavole 4.01 a, b, c. comprensivo dei Murazzi, di via Lepanto e delle piste ciclabili esistenti.
Proponiamo però di ampliare detto percorso avanzando le proposte riportate di seguito che, se accolte, permetterebbero di ottenere un percorso ciclabile che coprirebbe tutto il Lido e che avrebbe valenze paesaggistiche e naturalistiche notevoli. Questo, oltre a rendere usufruibile il percorso a tutti i cittadini, potrebbe anche potenziare un turismo (che già esiste a livello embrionale) di percorsi in bici assistiti.

Lido Nord:
-Realizzare un tratto che colleghi via G. Selva con Piazzale Ravà e via U. Klinger, comprendendo poi la strada sterrata che attraversa l'oasi di San Nicolò fino alla riva della bocca di porto del Lido. Da questo punto valutare la possibilità di arrivare, girando intorno al muro perimetrale dei cantieri del MoSE (per esempio mediante passarelle di legno posate su sabbia), all'inizio della diga per proseguire poi fino al faro di San Nicolò del Lido.
-Da Via Selva verso S. Nicolò: prevedere una diramazione a Nord per la riviera S. Nicolò verso la chiesa San Nicolò e la zona militare con ritorno per Via dei Sammichieli.
-Da via Selva verso Santa Maria Elisabetta: prevedere una diramazione a Sud utilizzando la passeggiata pedonale molto ampia a bordo laguna delle riviere S. Nicolò e S. M. Elisabetta per l'uso promiscuo con biciclette.
Lido centrale:
Da Rotatoria di via S. Gallo con Via Morosini ampliare il percorso con variante pista ciclabile che prendendo via V. Falier arrivi in Riva Corinto, riviera B. Marcello, via C. Colombo e si ricolleghi con via S. Gallo. Da qui il tracciato in direzione Malamocco prosegue utilizzando in parte il marciapiede per dare continuità al modello attuato dalla zona delle “Case Rosse” in poi.
Lido Sud:
-Dopo Malamocco, da via Doge Galla in direzione sud, deviazione lato laguna (valutando la possibilità di utilizzo del percorso pedonale in direzione Alberoni).
-Dall'imbarco ferry boat per Pellestrina continuazione per strada della Droma verso Faro Rocchetta, prosecuzione per la diga degli Alberoni costeggiando i cantieri del MoSE e da qui fino alla punta del Faro degli Alberoni.
-Dalla diga degli Alberoni, tramite la strada sterrata che attraversa l'oasi Alberoni, percorso fino ai bagni Alberoni (attrezzando la strada sterrata tramite la posa di passerelle di legno sul fondo stradale sabbioso o con una soluzione tipo nido d’ape in materiale plastico o lapideo).
-Dai bagni Alberoni prendendo strada vecchia dei bagni ricongiungimento del tracciato su strada della Droma.
PIAZZALE S. MARIA ELISABETTA (5.1)
In commissione si è rilevato come la questione del piazzale sia da trattare separatamente rispetto al PGTU (che infatti prevede un ambito di progettazione di dettaglio), ipotesi da noi condivisa. Pur condividendo infatti in linea di massima l'idea della pedonalizzazione, riteniamo che debba essere valutata con molta attenzione: per realizzare infatti una parziale pedonalizzazione (continuerebbero a transitare autobus, taxi, autorizzati e biciclette) di quello che oggi è il principale nodo viario dell'isola e in sostanza l'unico punto di collegamento con il centro storico di Venezia, si rischia di creare un effetto imbuto in via Corfù congestionando ancora di più il Gran Viale. Si potrebbe ipotizzare una fase sperimentale di chiusura al traffico per valutare gli effettivi risultati.
TRASPORTI PUBBLICI (5; 5.1; 5.3)
Il Piano avanza anche alcune proposte sui trasporti pubblici. A questo proposito ricordiamo come la Municipalità aveva approvato all'unanimità un documento sui trasporti: riteniamo che questo sia ancora valido e che quindi debba essere inserito nel piano.
Venezia-Lido, 1 dicembre 2008
Il capogruppo PRC - SE
Simone STEFAN

domenica 2 novembre 2008

31 ottobre: per la sanità pubblica

Molti cittadini lidensi sono intervenuti il 31 ottobre alla manifestazione per chiedere conto all'Ulss della situazione sanitaria del Lido e di Pellestrina e in particolare per sollecitare il trasferimento dei servizi al monoblocco. La fiaccolata ha percorso il Gran Viale S. Maria Elisabetta per poi tornare in piazzetta Lepanto. Il nostro circolo era presente con un proprio striscione. Dopo il corteo ci sono poi stati alcuni interventi degli organizzatori: per il coordinamento dei cittadini in difesa della sanità pubblica Salvatore Lihard; per Italia dei Valori Nicola Funari, assessore della Provincia di Venezia; per il Partito Democratico Paolo Povolato, coordinatore del circolo del Lido; per Rifondazione Comunista Simone Stefan, segretario del circolo del Lido e di Pellestrina; per i Verdi Giannandrea Mencini, delegato alla sanità della Municipalità del Lido e di Pellestrina.
Prossimamente pubblicheremo un VIDEO dell'iniziativa.

venerdì 24 ottobre 2008

Manifestazione per la sanità pubblica

Rifondazione Comunista, i Verdi e il Partito Democratico del Lido e di Pellestrina si fanno promotori di una manifestazione in difesa della sanità delle isole e per chiedere il trasferimento dei servizi al monoblocco.

TUTTI IN PIAZZA
VENERDI' 31 OTTOBRE 2008, ORE 17.30

CONCENTRAMENTO PIAZZETTA LEPANTO
CORTEO FIACCOLATA
Gran Viale S. M. Elisabetta, Lungomare G. D'Annunzio, Ospedale al Mare
Alla manifestazione hanno aderito diverse associazioni tra cui il circolo culturale Rosa Luxemburg, Medicina Democratica e il Coordinamento dei cittadini in difesa della sanità pubblica.
Di seguito volantino. NON MANCATE!
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Circolo Partito Democratico Lido/Pellestrina
I Verdi Pace Lido/Pellestrina
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Comitato difesa della salute
Associazione Rosa Luxemburg
Medicina democratica
S.P.I. CGIL VE Lido
INVITANO
LA SOCIETA’ CIVILE DEL LIDO-PELLESTRINA A SCENDERE IN PIAZZA PER UN FUTURO TRASPARENTE ED OTTIMALE DEL SETTORE SANITARIO E SOCIALE NEL NOSTRO TERRITORIO

L’A.S.L: 12 Veneziana in diversi incontri pubblici, dichiarazioni alla stampa locale ed accordi sottoscritti con Governo, Regione e Comune di Venezia ha preso l’impegno di garantire il mantenimento ed il miglioramento dei servizi socio-sanitari nelle isole del Lido e di Pellestrina:

ALLO STATO ATTUALE REGISTRIAMO CHE L’A.S.L. 12 NON PROCEDE:

° Al miglioramento e potenziamento dei servizi distrettuali socio-sanitari;"; da tempo manca un fisiatra mentre altre specialità, pur essendo presenti, sono sottoutilizzate perché si preferisce indirizzare i pazienti verso altre strutture;"
° Alla copertura delle carenze di organico che costringono a limitare servizi già da tempo sottodimensionati;
° All’integrazione dei servizi poliambulatoriali che causano una costante diminuzione delle prestazioni specialistiche;
° A rafforzare le strutture sanitarie e sociali presenti, specie nel settore della prevenzione e della riabilitazione;
° A potenziare i trasporti acquei per il trasferimento dei malati dalle isole verso il centro storico. A Pellestrina non c’è un’idroambulanza stabile e per quelle del Lido si registra una presenza ormai a singhiozzo;
° A migliorare il Punto di Primo Intervento che fa registrare, a volte, situazioni di carenze indescrivibili, nonostante l’impegno del Personale presente;
° A realizzare il tanto sbandierato servizio di telemedicina;
° A dare la dovuta informazione ai nostri cittadini sui servizi del Distretto e sui Piani futuri, agendo invece spesso con decisioni verticistiche e non previamente comunicate e motivate;

Inoltre:

Il MONOBLOCCO appena restaurato, con la spesa di 4,8 milioni di euro, VA SUBITO UTILIZZATO AD USO SANITARIO come da accordi.

In ogni caso andrà affrontata contestualmente, e discussa con la cittadinanza, una strategia complessiva sul sistema sanitario pubblico e convenzionato nel territorio di Lido e Pellestrina.

TROVIAMOCI IL 31 OTTOBRE 2008, ALLE ORE 17.30, IN VIA LEPANTO
PER UN CORTEO FINO ALL’EX OSPEDALE AL MARE

Con gli studenti

Anche a Venezia gli studenti si sono mobilitati per contrastare la controriforma Gelmini e i tagli di Tremonti. Ieri assemblea a Ca' Foscari e allo Iuav e manifestazione degli studenti medi in campo S. Geremia. Questa mattina altra assemblea a Ca' Foscari e corteo da S. Basilio a Rialto attraverso le Zattere e l'Accademia. In Erbaria lezione all'aperto sulla Costituzione della Repubblica. La mobilitazione continua la prossima settimana. Solidarietà dal nostro circolo.