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venerdì 7 dicembre 2012

Voto sulla Favorita: precisazione di Sebastiano Bonzio

Pubblichiamo la precisazione del nostro capogruppo in Consiglio Comunale, Sebastiano Bonzio, sul voto espresso sulla vendita dell'area della Favorita.
 
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Car* tutt*,
 
venuto a sapere che si sta diffondendo una voce che riporta un mio voto favorevole alla vendita della Favorita al Lido,  VOGLIO CATEGORICAMENTE SMENTIRE QUESTA LEGGENDA METROPOLITANA e tengo a precisare, a nome del gruppo Federazione Della Sinistra, che ho sostenuto gli emendamenti che cercavano di modificare la filosofia della delibera e NON HO PARTECIPATO AL VOTO PER LA SOLA RAGIONE CHE, NON ESSENDOCI I NUMERI PER BOCCIARE LA PROPOSTA E RITENENDO CERTO IL RICORSO ALLA MAGISTRATURA CONTABILE (NON CERTO CAMPATO IN ARIA), IL NON VOTO E' PIU' SIGNIFICATIVO DI UN VOTO CONTRARIO CHE PER LA GIURISPRUDENZA IN MATERIA COMPORTA L'ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA'. FACCIO ALTRESì NOTARE CHE ANALOGAMENTE NON HO AVVALLATO IL BILANCIO DEL COMUNE DI VENEZIA 2012
Un saluto a pugno chiuso,
 
Sebastiano Bonzio

venerdì 21 settembre 2012

Teatro Marinoni e sfregi alla legalità

Apprendo da il Gazzettino (del 20 settembre 2012) come il vicepresidente della Municipalità Bodi consideri l'occupazione del Teatro Marinoni uno “sfregio alla legalità”.

Premetto che mi pare che tale sfregio alla legalità sia di assai minor entità dello sfregio “della” legalità, rappresentato dallo scandalo della legalissima operazione Ospedale al Mare-palacinema, sostenuta con ampio consenso bipartisan anche da parte delle forze politiche oggi in maggioranza in Municipalità, che ha visto come unico risultato tangibile la realizzazione del buco costato quasi quaranta milioni di euro.

Entrando nel merito, rilevo che lo “sfregio degli occupanti” ha consentito il recupero alla pubblica fruizione di un edificio storico segnato da anni d'incuria e la sua difesa dalla devastazione sistematica a cui sono andate incontro le altre strutture abbandonate dell'ex ospedale: ha impedito, per esempio, che si ripetessero eventi analoghi alla “scomparsa” della via crucis dalla chiesa e della scultura del leone marciano dal giardino. Lo “sfregio” poi, oltre ad offrire un programma culturale di tutto rispetto, ha messo a disposizione del Lido una sala dove organizzare iniziative, dibattiti ed eventi, quella sala pubblica di cui tanto si sente l'esigenza da parte del mondo associativo lidense e che a tutt'oggi non esiste in strutture comunali.

Auspico che il vibrato appello del Vicepresidente al ripristino della legalità sia volto non ad ipotesi di sgombero, che priverebbero il Lido di una ricchezza (sociale oltre che architettonica) e riprecipiterebbero il Marinoni nel suo antico stato d'abbandono, ma vada piuttosto verso il sostegno da parte della Municipalità delle richieste di chi ha recuperato quello spazio, esplicitate in una petizione, per l'ufficializzazione della gestione collettiva dell'auditorium e per impedirne la vendita a privati.



Simone Stefan

segretario Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra

Venezia-Lido


domenica 8 luglio 2012

Dibattito pubblico: quale futuro per l'isola?

QUALE FUTURO PER L'ISOLA? ESISTE UN'ANOMALIA DEL LIDO?
E' POSSIBILE INTERVENIRE SULLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA DEL NOSTRO TERRITORIO? E COME?
Presentazione delle osservazioni al Piano d'Assetto Territoriale del Comune di Venezia riguardanti il Lido, sottoscritte dal circolo "P. P. Pasolini" di Sinistra Ecologia e Libertà, dall'Associazione "In Comune", dal circolo di Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra del Lido, dal Collettivo del Teatro Marinoni, dal Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Lido.

pareciperanno:

GIANFRANCO BETTIN, assessore del Comune di Venezia
SEBASTIANO BONZIO, consigliere comunale della Federazione della Sinistra
BEPPE CACCIA, consigliere comunale di In Comune
ROBERTO D'AGOSTINO, architetto
FEDRICA DI PIAZZA, dell'Associazione "InComune"
SALVATORE LIHARD, del Coordinamento "un Altro Lido è possibile"
SANDRO MANONI, architetto
AMERIGO RESTUCCI, rettore IUAV
SIMONE STEFAN, segretario del Circolo di Rifondazione Comunista - Fed. della Sinistra- Lido
MARCO ZANETTI, architetto
un rappresentante del Comitato "Marinoni Bene Comune"

modera RENATA MANNISE, coordinatrice del Circolo "P.Pasolini"

12 luglio 2012, ore 20.30
Teatro Marinoni (Ospedale al Mare)
Lido 

Partecipate numerosi

venerdì 29 giugno 2012

Campo dei Lagunari al Lido: area sotto sequestro e cumuli di materiale

In seguito alla segnalazione del nostro circolo, il nostro consigliere comunale Sebastiano Bonzio ha presentato un'interrogazione sulla situazione del cosiddetto Campo dei Lagunari, tra via Renato Morandi, via Giannantonio Selva (la strada del Ferry Boat) e riviera S. Nicolò. Che c'è sotto i teli bianchi?

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il campo dei Lagunari situato al Lido di Venezia tra via Selva, via Morandi e la riviera S. Nicolò, vicino all'approdo del Ferry Boat, veniva utilizzato come deposito materiali per i lavori del nuovo palazzo del cinema e oggi l'area, zona Militare, è stata posta sotto sequestro giudiziario e al suo interno sono ben visibili dei cumuli di materiali coperti da teli bianchi.
Durante i lavori preliminari alla costruzione del nuovo Palacinema sono stati ritrovati dei pezzi di amianto nel sottosuolo, e, anche per questo, alcuni cittadini residenti della zona si dicono fortemente preoccupati per la possibile presenza di amianto tra i materiali stivati sotto i teli;
Per questo con l'interrogazione allegata interroghiamo il Sindaco per sapere:


- se sia a conoscenza della presenza di tali depositi di materiale ricoperti da teli bianchi e di che materiale si tratta;

- se il sequestro dell’area sia riconducibile alla presenza di amianto tra i materiali stivati sotto i teli;

- cosa intenda fare per informare i residenti della pericolosità, o meno, di tali depositi di materiale.


Sebastano Bonzio
Federazione della Sinistra Veneta





lunedì 25 giugno 2012

Il futuro del Lido di Venezia, tra buchi nell'amianto e buchi finanziari

Credo che il minuetto di opinioni, smentite, battaglie legali, “buchi” nell’amianto e “buchi” finanziari, mezze minacce e falsi moralismi al quale stiamo assistendo confermi la validità e la fondatezza della posizione assunta in tempi non sospetti dalla Federazione Della Sinistra di Venezia in sintonia con i Comitati che hanno sempre guardato oltre i “miserabili” vantaggi di parte che queste enormi operazioni o meglio speculazioni edilizie e finanziarie nascondono. 

Ribadiamo con forza e convinzione che la FDS non ha mai avvallato le scelte dell’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Massimo Cacciari, votando contro alle delibere collegate al progetto di “rinascita (?)” del Lido, presentando interrogazioni e avvallando possibili alternative a questo groviglio pazzesco di conflitti d’interesse, o da quella attuale cui (pur facendo parte della maggioranza) non abbiamo lesinato il voto contrario al Pat adottato non condividendo l’eccessiva disponibilità rispetto ad una filosofia di gestione del territorio che preferisce dialogare con i poteri forti piuttosto che con i cittadini.

Siamo convinti che la tutela dei beni comuni quali l’ambiente, la sanità e il lavoro non possa e non debba essere confusa con operazioni che sono utili soltanto per quei soggetti (che si contano sulle dita di una mano) che le promuovono.

La Federazione della Sinistra è impegnata a fermare quest'opera di stravolgimento del territorio e dei suoi delicati equilibri, a partire da una netta revisione dell’attuale progetto di “rinascita (?)” del Lido, per riportare al centro l'interesse collettivo, ripristinare nelle mani dell'Amministrazione Comunale le leve di governo dei processi di pianificazione e arrivare, finalmente, a un progetto diverso, sostenibile, come chiede la città. Una volontà che confido venga condivisa anche da quelle forze politiche che "obtorto collo", con l'intento di ridurre il danno, hanno avvallato mediazioni che oggi dimostrano di essere impraticabili, essendo basate su un rapporto disarmonico tra gli attori in gioco che può essere riequilibrato solo se le Istituzioni locali, Comune di Venezia in primis, decideranno di governare le dinamiche che interessano i loro territori avendo come obiettivo di fondo il soddisfacimento del bene comune e non l'eterna rincorsa di pulsioni speculative che, in ultima analisi, finiscono sempre con l'impoverire il territorio.


Sebastiano Bonzio

giovedì 19 aprile 2012

Palacinema: paghi chi ha sbagliato

Tornato dall'estero, apprendo le ultime novità sul destino del palazzo del cinema del Lido: leggo la dichiarazione del Sindaco che afferma “intanto procederemo alla copertura del buco, poi vedremo”. Splendido! Si prende atto che il palazzo del cinema (già ridimensionato) non si potrà costruire e si decide di ricoprire tutto in attesa di pensare che fare, quindi senza un minimo di prospettiva concreta. “Scusate, abbiamo scherzato” sembra dire il Sindaco. Peccato che lo scherzetto sia costato svariati milioni di euro e che non sappiamo quanto ancora costeranno i lavori che, da qui in poi, saranno necessari a ripristinare lo stato dei luoghi e a costruire... non si sa cosa. Alcune considerazioni: è allucinante che non si sia in grado di costruire un palazzo: un palazzo (per quanto grande)! Non una centrale nucleare! L'operazione Ospedale al Mare-Palacinema, dimostra tutti i suoi limiti e chi li denunciava non era quindi un pazzo, nemico del fulgido sviluppo dell'isola, ma aveva ragione. La gestione commissariale, che ha espropriato gli organi democratici del potere decisionale sulle opere del Lido per facilitare e snellire le procedure, ha miseramente fallito il suo compito. Il “rilancio del Lido”, che doveva manifestarsi grazie a questi mirabolanti progetti, è ben lungi a venire, ed anzi stiamo assistendo ad una perdita di posti di lavoro nelle strutture alberghiere. È chiaro che l'interesse pubblico non è stato sufficientemente tutelato. Dato tutto questo da cittadino (pagante) vorrei sapere chi ha le responsabilità, politiche e tecniche, di una tale situazione: l'ex sindaco Cacciari? Il Commissario straordinario? I tecnici del Comune? Gli avvocati che hanno redatto i contratti? Gli ingegneri? Il direttore dei lavori? Dove si è inceppato il meccanismo? Non siano i cittadini a pagare gli errori altrui.

Simone Stefan

ex consigliere della Municipalità

Rifondazione Comunista

Venezia-Lido

14 aprile 2012

lunedì 23 agosto 2010

Manifestazione per la santià pubblica, in difesa del Monoblocco

Ancora una volta i cittadini lidensi sono costretti a scendere in piazza per difendere la sanità pubblica, sotto attacco da parte degli speculatori.

Protestiamo insieme

VENERDì 3 SETTEMBRE 2010,
ore 17.30 S. Maria Elisabetta.

Corteo per il Gran Viale e il Lungomare, conclusione con comizio in Piazzetta Lepanto

Partecipate numerosi!

giovedì 12 agosto 2010

9 agosto: assemblea pubblica davanti al monoblocco

Folta partecipazione all'assemblea pubblica organizzata dal coordinamento per la sanità e dal comitato Sinistraunitalido, davanti al Monoblocco. Ha introdotto i lavori Salvatore Lihard e tra gli altri sono intervenuti Simone Stefan e Sergio Torcinovich, ex consiglieri della Municipalità di Rifondazione e compagni del nostro circolo. Presenti due consiglieri comunali (Giuseppe Toso del PD e Funari dell'IdV) ma nessuno della Municipalità. Hanno preso la parola anche Bruno Amendola, Walter Vanni, e altri cittadini.

Pubblichiamo foto e rassegna stampa



Salvatore Lihard

Chi comanda a Venezia? Oam e Palazzo del Cinema: il comune è sotto ricatto

Pubblichiamo intervento di Simone Stefan dell'8 agosto, inviato alla stampa locale.
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Leggo indignato che l'operazione Palazzo del Cinema – Ospedale al Mare, di cui in tempi non sospetti avevamo indicato limiti e rischi, sta fatalmente sfuggendo di mano. Ricordo bene che il progetto dell'area ex OAM che era stato illustrato (non votato, solo graziosamente illustrato) in Municipalità prevedeva solo tre nuove edificazioni: una a fini residenziali sul campo da calcio della Favorita e sui magazzini adiacenti, una alberghiera dietro il monoblocco ed una con vincolo sanitario nell'area di ex ginecologia. Il resto dell'area della Favorita diventava parco pubblico e il monoblocco conservava i servizi sanitari, come peraltro assicurato da Cacciari e dal commissario Spaziante in una partecipata assemblea pubblica. E questo lo sapevano tutti gli interessati. Dopo però è emersa la necessità dell'investitore privato di massimizzare i profitti (chi l'avrebbe mai detto!!) e quindi sono improvvisamente comparse le torri da venti metri (edificazioni “anni '60” che deturperanno il panorama lidense) più villette al posto del parco della Favorita. Riassumiamo quindi che sta succedendo: il Governo Berlusconi e la precedente Giunta Comunale, in perfetto accordo, impongono un Commissario per la realizzazione del palazzo del cinema, dotato di poteri speciali giustificati dal fatto che l'opera dev'essere inaugurata per un evento straordinario quale l'anniversario dell'unità d'Italia nel 2011 (cosa che, penserò male, non credo avverrà). I poteri di questo commissario travalicano l'ambito di questo progetto per essere estesi, senza alcun motivo logico apparente, ad altre zone del Lido e addirittura all'isola della Certosa, aree sulle quali il Comune di fatto abdica ai propri compiti di gestione del territorio (d'altronde gli strumenti di garanzia, controllo e discussione democratica sono “lacci e laccioli” da tagliare, come ci ha pazientemente insegnato l'ex sindaco Cacciari). Il Comune si avventura in una complessa operazione immobiliare ipotecando la tenuta del bilancio comunale al buon esito della compravendita dell'OAM, fatto che ovviamente pone l'Istituzione Pubblica in una posizione di estrema debolezza e ricattabilità rispetto al privato investitore, che ora batte cassa (o si fa come dico io o non pago e il Comune va a mare). Complimenti! Il Comune subisce, in barba alle promesse elettorali. Viene proposto solo oggi (sorta di placebo) un referendum per decidere se i lidensi preferiscono perdere il monoblocco o subire la costruzione dei palazzoni, consultazione che ovviamente inviterò a boicottare.
Ma quindi chi comanda a Venezia? I cittadini e le istituzioni da loro elette o le grandi imprese private che hanno il potere di fare il bello e il cattivo tempo in città? Purtroppo credo di avere la risposta.

Simone Stefan
ex consigliere della Municipalità Lido-Pellestrina
Federazione della Sinistra – Rifondazione Comunista

martedì 23 marzo 2010

Chi comanda a Venezia? Speculazioni immobiliari e poteri forti

Ma da chi è governata Venezia? La domanda non è retorica. Sulla città insistono progetti speculativi di vario genere su cui l'amministrazione pubblica e i cittadini sono di fatto esautorati del potere decisionale. Decidono i commissari di governo, decide la Save, decide lautorità portuale, decide il Consorzio Venezia Nuova, decide chi detiene il potere economico. E il Cosiglio Comunale, la Commissione Salvaguardia, i veneziani? Sono “lacci e lacciuoli” da tagliare, come ha recentemente ricordato Massimo Cacciari. In tutto questo la democrazia partecipata, il federalismo con cui tutti si riempiono la bocca, vanno a farsi benedire. Vediamo di tracciare un quadro, necessariamente parziale, di cosa sta succedendo in città.

Il Lido è oggetto di una grande speculazione edilizia, legata alla realizzazione del nuovo palazzo del cinema. Su richiesta del sindaco Cacciari, il governo ha affidato la gestione della realizzazione del palazzo a Vincenzo Spaziante già vicesegretario generale alla difesa e vice capo del dipartimento della Protezione Civile, nonché più recentemente assessore della giunta Loiero in Calabria e presidente di una società di Finmeccanica. Approfittando della nomina a commissario di Spaziante l'accordo tra sindaco e governo ha stabilito di inserire tra le deleghe del commissario anche la possibilità di esaminare qualunque progetto presentato dai privati che possa servire a “valorizzare il territorio”. Pertanto il commissario si trova oggi a gestire la realizzazione del palazzo del cinema, la cosiddetta riqualificazione dell'ex ospedale al mare e in più ha approvato (o si appresta ad approvare) un progetto che riguarda nuove edificazioni sul Parco delle Rose e al Forte Malamocco. Più recente la notizia che il commissario prenderà sotto la sua ala anche l'Isola della Certosa, superando quindi i troppo angusti confini lidensi. I poteri del commissario travalicano i limiti urbanistici, bypassano la commissione salvaguardia, evitano quindi i “lacci e lacciuoli”: l'approvazione dei progetti quindi prescinde da qualunque valutazione di altri organi e dal piano regolatore. Ecco, per esempio, che al Parco delle Rose viene previsa l'edificazione di alcuni condomini e di due garage sotterranei. La contropartita che i privati dovrebbero dare in cambio di cotanta generosità da parte dell'amministrazione, sarebbe la realizzazione di opere di pubblica utilità a loro spese, quale il rifacimento del lungomare.
Al di là comunque della positività o meno dei singoli progetti (anche se forse nuove case popolari a prezzo calmierato, magari per i giovani, sarebbero più utili dei centri benessere), resta il punto che i cittadini sono completamente al di fuori del processo decisionale che interessa il loro territorio e ne sono fuori anche le istituzioni democratiche (consiglio comunale e consiglio della municipalità) che non possono dire una parola in merito ed al massimo possono essere graziosamente informate. Il sindaco ha rivendicato con forza la paternità dell'idea del commissariamento, auspicando l'abolizione della commissione salvaguardia e aggiungendo che: “ce ne vorrebbero di commissari così”. Ma perché allora non abolire direttamente la figura del Sindaco e sostituirla con il più efficiente Podestà di nomina governativa, di mussoliniana memoria?
L'investitore principale di questa operazione è il gruppo finanziario Est Capital, di Gianfranco Mossetto e Federico Tosato, una holding che si occupa di gestione di fondi immobiliari, e che ha acquistato gli hotel Excelsior e Des Bains e l'ex Ospedale al Mare (azionisti Mossetto, presidente 30,25%; Tosato vicepresidente 30,25%; Eta Finance spa 20%; Pulega AD 8,50%; altri 11%) . Il gruppo ha acquisito oltre 100.000 mq di proprietà immobiliari e 350.000.000 euro di investimenti (fonte: sito società).
Il progetto inoltre ha l'espresso sostegno dall'immobiliare Antonio De Martino che ha acquisito la proprietà del Parco delle Rose. De Martino è esponente di riferimento dell'Udc lidense e presidente dell'associazione “Vivere il Lido” che raccoglie la maggior parte dei commercianti del Gran Viale.
La maggior parte delle forze presenti in consiglio di municipalità, Pd in testa, con la sola esclusione di noi e dei verdi, ha espresso grande favore rispetto a questa situazione identificando un proficuo circolo virtuoso tra pubblico e privato. La nostra preoccupazione è invece appunto la mancata possibilità dell'ente locale di influire su scelte attorno alle quali gravitano interessi economici veramente rilevanti.

Accanto ai temi della “valorizzazione del Lido” una grande variante al piano regolatore che ha interessato il comune di Venezia nei mesi scorsi è stato il cosiddetto quadrante tessera. Una serie di associazioni ambientaliste hanno rilevato che tale operazione interesserà un'area di oltre 100 ettari con una edificabilità di oltre un milione di mq (1.085.000) in aggiunta all'attrezzatura polivalente per lo stadio e i grandi spettacoli. Si andrà quindi a quadruplicare la superficie urbanizzata prevista per la grande attrezzatura polivalente per la quale il piano regolatore comunale vigente già destina un'area di 274.000 mq.
Anche qui l'interesse economico dei privati risulta prevalente rispetto alla volontà delle comunità locali, tanto che i tecnici che hanno redatto la variante pare siano stati incaricati dai privati interessati. La Municipalità di Favaro ha decisamente espresso la propria contrarietà al progetto, che prevede una vastissima area di nuove edificazioni che modificheranno profondamente la vita della popolazione, lamentando il non coinvolgimento nel processo decisionale. Sempre da parte della Municipalità è stato anche paventato un rischio idrogeologico connesso alle nuove edificazioni, stante la morfologia di un territorio soggetto a bonifica meccanica e che costituisce il tratto terminale del bacino scolante veneto. Un eventuale ulteriore impermeabilizzazione del territorio, specialmente in seguito all'eventuale ampliamento dell'aeroporto, potrebbe acuire il rischio già presente di inondazioni, come dimostrato dalle alluvioni del settembre 2006 e 2007. Nell'ambito di questo progetto si inserisce infatti la proposta di realizzazione di una nuova pista dell'aeroporto, opzione di cui da più parti si contesta la necessità effettiva, paragonando il traffico aereo su Venezia con quello di altri aeroporti internazionali.
I principali attori economici in questo caso sono il Casinò di Venezia, tramite un'immobiliare da esso posseduta, e la Save, spa aeroportuale, che hanno espresso la dichiarata volontà di utilizzare tale operazione per “produrre risorse”. Per quanto riguarda il comportamento dell'amministrazione comunale sul tema, pur essendoci stata effettivamente l'approvazione del Consiglio Comunale, al contrario di quanto avvenuto per il Lido, è certamente sospetta la brusca accelerazione imposta all'approvazione, peraltro a fine mandato.
Il progetto di portare le olimpiadi del 2020 a Venezia, scaturito improvvisamente, va inserito in questo contesto e quindi nel quadro della nuova urbanizzazione di Tessera. Credo che, rispetto all'entusiasmo espresso da più parti, la prudenza sia d'obbligo: abbiamo ancora vivo il ricordo delle speculazioni di Italia '90!

Accanto a tutto ciò non va poi dimenticato il tema del Mose, che pare scomparso dalla discussione politica, visto lo spedito procedere dei lavori. Forse le possibilità di fermare la realizzazione dell'opera sembrano ormai poche, ma è invece vero che tutta la parte meccanica ed le paratie devono ancora essere costruite. Se ci fosse la volontà politica, l'ecomostro potrebbe essere ancora fermato. Secondo quanto riferito dall'associazione AmbienteVenezia in una recente conferenza stampa per i candidati alle comunali (a cui, per inciso, ero l'unico candidato presente) nuovi studi dimostrerebbero che l'oscillazione delle paratoie, al verificarsi di specifiche condizioni metereologiche e di marea, potrebbe essere assai maggiore dei 5-6 gradi previsti. Questo comporterebbe l'ingresso di una notevole quantità di acqua in laguna anche a Mose chiuso (vanificando quindi l'utilità dell'opera) e addirittura il rischio di ribaltamento di una paratia. Finora non si è avuta alcuna risposta scientifica a questa analisi da parte dei progettisti del Mose, nonostante la richiesta avanzata di un confronto tecnico-scientifico. Non mi dilungo sul tema (chi interessato può ascoltare nella sezione “video” del gruppo Facebook il mio intervento alla festa di Liberazione di Firenze) ma è chiaro e attualissimo il problema della situazione abnorme rappresentata dall'esistenza di un concessionario unico delle opere di salvaguardia, che opera al di fuori della normativa sulla concorrenza, e che esercita un potere economico rilevantissimo in città, resta intatta. E riguardo al tema del Mose deve ancora aprirsi tutta la partita delle opere di compensazione, su cui non mi sembra si sia ancora aperta nessuna discussione ampia e fattiva. L'attenzione sul Mose va tenuta alta, così come la denuncia dei danni che cagionerà e degli interessi economici che muove.

Ma sempre in ambito di speculazioni immobiliari bisogna anche sottolineare come negli ultimi anni il bilancio del comune di Venezia si sia mantenuto anche grazie alle alienazioni di immobili. Dopo le cartolarizzazione della giunta Costa, il comune ha continuato a vendere, fino a giungere a creare un fondo apposito, finalizzato alla gestione e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale e alla sua vendita al momento della realizzazione delle condizioni migliori. Questo può anche essere fatto una tantum per finanziare spese d'investimento: sorge però un problema quando il comune dipende dalle alienazioni immobiliari, soprattutto se poi deve andare... in affitto, come è accaduto per alcuni uffici.

Per quanto riguarda il tema ambientale, anche se non più gli aspetti legati alle speculazioni immobiliari, penso sia utile citare, se non altro perché notizia recente, la annunciata rimessa in funzione dell'inceneritore SG31 di Marghera. Stiamo ancora pagando l'inquinamento dell'inceneritore di Sacca Fisola: il tratto di laguna attorno alla sacca dov'era situato è una delle più inquinate da diossina. L'inceneritore sg31 brucerà rifiuti tossico-nocivi che arriveranno da tutta Italia e si prevedono 100.000 tonnellate all'anno. L'incenerimento dei rifiuti produce l'emissione di sostanze tossiche e di polveri sottili che è dimostrato nel lungo termine aumentano la mortalità generale per cause cardiovascolari e respiratorie, nonché per tumore. La riapertura dell'inceneritore quindi pone una nuova fonte di inquinamento in un'area già fortemente minata e che invece va bonificata e recuperata, in primis attraverso le politiche di riconversione del polo chimico, così come da sempre avanzate dal nostro partito. È necessario quindi opporsi a questa ipotesi e dobbiamo invece farci promotori di politiche finalizzate al riciclo dei rifiuti e quindi alla riduzione della quantità di rifiuti da smaltire.

Simone Stefan

candidato Federazione della Sinistra
consiglio comunale di Venezia
consiglio della Municipalità del Lido e di Pellestrina

mercoledì 8 aprile 2009

Manifestazione per la sanità apartitica o dell'Udc? Rifondazione non partecipa

Pubblichiamo intervento del Segretario del circolo su quanto accaduto oggi pomeriggio alla fiaccolata per la sanità
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Poiché non amo fare la figura del provocatore, ma nemmeno essere preso in giro, voglio spiegare la mancata partecipazione di Rifondazione Comunista del Lido alla manifestazione per la sanità organizzata oggi pomeriggio dall'Udc.

È stato distribuito nei giorni scorsi un volantino, firmato dall'associazione dei commercianti “Vivere il Lido”, con cui si invitavano “cittadini, associazioni e partiti politici” alla fiaccolata. Ovviamente se i partiti vengono ufficialmente invitati è normale che partecipino con i loro simboli. Peraltro, sulla stampa odierna, la manifestazione, promossa come apartitica, è magicamente diventata “dell'Udc”, ragione in più, per noi, per essere presenti con i nostri simboli, dato che (si può ben immaginare) non vogliamo certo figurare come sostenitori dell'Udc.
La nostra partecipazione alla manifestazione (e quella del Partito Democratico) con le bandiere è stata però impedita, con notevole animosità, coinvolgendo impropriamente anche le forze dell'ordine. Abbiamo quindi ritenuto opportuno non partecipare.
Rifondazione Comunista può dimostrare la propria attività in favore della sanità pubblica lidense, documenti alla mano, ad ogni livello istituzionale (Municipalità, Comune, Regione). Ci chiediamo se chi sostiene la giunta regionale veneta che ha espresso l'attuale direttore dell'Aulss, sposandone quindi le politiche, possa dire altrettanto.

Simone Stefan
segretario Rif. Comunista
Lido-Pellestrina

domenica 29 marzo 2009

Il comune rimanda la vendita dell'Oam. E i soldi per il Palazzo?

Comunicato stampa del 20 marzo.
Il Circolo di Rifondazione Comunista di Lido Pellestrina “G.B. Gianquinto”, a seguito delle dichiarazioni del direttore del Patrimonio del Comune di Venezia, ribadisce le sue forti preoccupazioni sull’operazione di vendita degli immobili e dell’area dell’ex Ospedale al Mare legata alla costruzione del nuovo Palazzo del Cinema.Da notizie pubblicate sulla stampa, veniamo infatti a sapere dal Direttore Luigi Bassetto (non dal Sindaco o dall'Assessore competente) che, “causa crisi economica”, il bando per l’alienazione dell’ex OAM slitterà a fine 2009. Poiché ci vorranno almeno sei mesi per la sua chiusura, trattandosi di gara europea, se tutto andrà bene sapremo chi e a quali condizioni avrà comprato l’area e gli immobili solo a metà 2010. Facciamo peraltro notare che per quell'epoca si saranno già tenute le prossime elezioni comunali!Ci chiediamo nel frattempo come sarà finanziata la costruzione del nuovo Palazzo. Bisogna sempre ricordare che il Comune è già esposto per 27 milioni di euro: a quanto ammontano gli oneri per questo debito? Ci domandiamo inoltre se l'amministrazione comunale non conoscesse ormai da tempo la portata della crisi economica e su quali basi invece ritenga che fra sei mesi si produrranno le condizioni migliori per la vendita dell'ex Ospedale al Mare. È certo auspicabile che fra sei mesi la crisi sia solo un brutto ricordo... ci permettiamo però di dubitare!Pertanto oggi ci troviamo a lavori iniziati senza sapere se effettivamente l'opera (che dovrebbe essere completata per l'anniversario dell'Unità d'Italia, nel 2011!) sia completamente finanziata. E i lavori già stanno incidendo pesantemente sul territorio, in particolar modo ricordiamo il recente abbattimento delle alberature di piazzale del casinò e la parziale distruzione del parco retrostante il cantiere, tutelato dal PALAV e oggi utilizzato come deposito materiali.Pur non essendo contrari alla costruzione del nuovo palazzo, abbiamo sempre evidenziato in tutte le sedi possibili l’arditezza e la pericolosità dell’operazione congegnata da Amministrazione Comunale e Aulss 12, con i suoi riflessi preoccupanti anche sui servizi sanitari dell’Estuario. È infatti sempre stata nostra priorità il mantenimento dei servizi sanitari nelle strutture pubbliche dell'isola, ma oggi, nonostante la vittoria dei cittadini del Lido sulla mancata alienazione del monoblocco (vittoria nella quale rivendichiamo anche un nostro ruolo), purtroppo abbiamo la conferma dei nostri dubbi. Alcuni servizi infatti scompariranno (pediatria, medico rianimatore...) o saranno affidati a strutture private (radiologia). Pensare che, in base agli accordi iniziali, l’Aulss doveva addirittura essere lo speculatore edilizio per l’intera operazione!Cosa dobbiamo aspettarci fra qualche tempo? Un cantiere bloccato quando i danni ambientali sono già stati prodotti? Su tutto questo ovviamente aspettiamo risposte chiare dall'Amministrazione Comunale. È ora di cambiare il modo di considerare il territorio e di ridefinire il concetto di sviluppo: la travagliata e per molti aspetti controversa questione del Quarto palazzo del cinema ci insegni almeno questo.

Simone Stefan
segretario circolo PRC Lido-Pellestrina

giovedì 8 gennaio 2009

Chiediamo una nuova convocazione della commissione sanità

Al Presidente della IV Commissione
Politiche Sociali ed Educative – Sanità
Pietro BALLARIN

e, p.c. Al Delegato alle Politiche sociali ed educative e sanitarie
Giannandrea MENCINI
MUNICIPALITÀ LIDO PELLESTRINA

Oggetto: Richiesta riunione IV Commissione

Venezia-Lido, 8 gennaio 2009

Notizie di stampa danno ormai per certo il trasferimento del servizio di radiologia presso la struttura privata del S. Camillo. Questa scelta della Regione ci pare quantomeno contraddittoria con le assicurazione di USSL 12 e del Sindaco che promettevano il trasferimento di tutti i servizi sanitari al Monoblocco. Inoltre, ci pare assurdo delocalizzare un servizio così importante in un luogo lontano dal punto di primo intervento, fatto che costringerebbe i traumatizzati a dolorosi, costosi e pericolosi trasporti da una parte all’altra dell’isola prima di venire, se del caso, trasferiti nella struttura ospedaliera del Civile.

Fra la popolazione serpeggia un’altra fonte di preoccupazione, relativa alla sostanziale chiusura del sevizio di rianimazione presso il Punto di primo intervento che non sarebbe più assegnato a medici specializzati. La preoccupazione è anche nostra, sia in quanto cittadini che amministratori. Ci chiediamo infatti cosa potrà succedere in caso di pazienti che necessitino di stabilizzazioni salvavita; ma ci chiediamo anche cosa potrà avvenire, per l’economia turistica, se si venisse a spargere la voce che a Lido Pellestrina mancano i servizi sanitari di base.

Ricordiamo che il territorio della nostra Municipalità, proprio per le sue caratteristiche insulari, ha bisogno di servizi ad hoc e di attenzioni particolari che l’USSL non ha mai dimostrato di avere.

Tutti questi motivi ci inducono a richiedere una riunione della commissione nella quale sia prevista la partecipazione dei massimi responsabili dell’USSL 12 per chiarire le motivazioni di queste scelte e, soprattutto, per permettere al Consiglio di prendere una posizione politica in merito.

Simone STEFAN – Capogruppo

Sergio TORCINOVICH - Consigliere

domenica 2 novembre 2008

31 ottobre: per la sanità pubblica

Molti cittadini lidensi sono intervenuti il 31 ottobre alla manifestazione per chiedere conto all'Ulss della situazione sanitaria del Lido e di Pellestrina e in particolare per sollecitare il trasferimento dei servizi al monoblocco. La fiaccolata ha percorso il Gran Viale S. Maria Elisabetta per poi tornare in piazzetta Lepanto. Il nostro circolo era presente con un proprio striscione. Dopo il corteo ci sono poi stati alcuni interventi degli organizzatori: per il coordinamento dei cittadini in difesa della sanità pubblica Salvatore Lihard; per Italia dei Valori Nicola Funari, assessore della Provincia di Venezia; per il Partito Democratico Paolo Povolato, coordinatore del circolo del Lido; per Rifondazione Comunista Simone Stefan, segretario del circolo del Lido e di Pellestrina; per i Verdi Giannandrea Mencini, delegato alla sanità della Municipalità del Lido e di Pellestrina.
Prossimamente pubblicheremo un VIDEO dell'iniziativa.

venerdì 24 ottobre 2008

Manifestazione per la sanità pubblica

Rifondazione Comunista, i Verdi e il Partito Democratico del Lido e di Pellestrina si fanno promotori di una manifestazione in difesa della sanità delle isole e per chiedere il trasferimento dei servizi al monoblocco.

TUTTI IN PIAZZA
VENERDI' 31 OTTOBRE 2008, ORE 17.30

CONCENTRAMENTO PIAZZETTA LEPANTO
CORTEO FIACCOLATA
Gran Viale S. M. Elisabetta, Lungomare G. D'Annunzio, Ospedale al Mare
Alla manifestazione hanno aderito diverse associazioni tra cui il circolo culturale Rosa Luxemburg, Medicina Democratica e il Coordinamento dei cittadini in difesa della sanità pubblica.
Di seguito volantino. NON MANCATE!
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Circolo Partito Democratico Lido/Pellestrina
I Verdi Pace Lido/Pellestrina
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Comitato difesa della salute
Associazione Rosa Luxemburg
Medicina democratica
S.P.I. CGIL VE Lido
INVITANO
LA SOCIETA’ CIVILE DEL LIDO-PELLESTRINA A SCENDERE IN PIAZZA PER UN FUTURO TRASPARENTE ED OTTIMALE DEL SETTORE SANITARIO E SOCIALE NEL NOSTRO TERRITORIO

L’A.S.L: 12 Veneziana in diversi incontri pubblici, dichiarazioni alla stampa locale ed accordi sottoscritti con Governo, Regione e Comune di Venezia ha preso l’impegno di garantire il mantenimento ed il miglioramento dei servizi socio-sanitari nelle isole del Lido e di Pellestrina:

ALLO STATO ATTUALE REGISTRIAMO CHE L’A.S.L. 12 NON PROCEDE:

° Al miglioramento e potenziamento dei servizi distrettuali socio-sanitari;"; da tempo manca un fisiatra mentre altre specialità, pur essendo presenti, sono sottoutilizzate perché si preferisce indirizzare i pazienti verso altre strutture;"
° Alla copertura delle carenze di organico che costringono a limitare servizi già da tempo sottodimensionati;
° All’integrazione dei servizi poliambulatoriali che causano una costante diminuzione delle prestazioni specialistiche;
° A rafforzare le strutture sanitarie e sociali presenti, specie nel settore della prevenzione e della riabilitazione;
° A potenziare i trasporti acquei per il trasferimento dei malati dalle isole verso il centro storico. A Pellestrina non c’è un’idroambulanza stabile e per quelle del Lido si registra una presenza ormai a singhiozzo;
° A migliorare il Punto di Primo Intervento che fa registrare, a volte, situazioni di carenze indescrivibili, nonostante l’impegno del Personale presente;
° A realizzare il tanto sbandierato servizio di telemedicina;
° A dare la dovuta informazione ai nostri cittadini sui servizi del Distretto e sui Piani futuri, agendo invece spesso con decisioni verticistiche e non previamente comunicate e motivate;

Inoltre:

Il MONOBLOCCO appena restaurato, con la spesa di 4,8 milioni di euro, VA SUBITO UTILIZZATO AD USO SANITARIO come da accordi.

In ogni caso andrà affrontata contestualmente, e discussa con la cittadinanza, una strategia complessiva sul sistema sanitario pubblico e convenzionato nel territorio di Lido e Pellestrina.

TROVIAMOCI IL 31 OTTOBRE 2008, ALLE ORE 17.30, IN VIA LEPANTO
PER UN CORTEO FINO ALL’EX OSPEDALE AL MARE

lunedì 25 agosto 2008

Sanità al Lido e Pellestrina: richiediamo la convocazione di una commissione

Cosa si sta muovendo nella sanità del Lido e di Pellestrina? Abbiamo richiesto la convocazione di una commissione consiliare

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Al Presidente della IV Commissione Consiliare
Pietro BALLARIN

p.c. Al Delegato alla sanità
Giannandrea MENCINI

oggetto: richiesta convocazione commissione

Venezia – Lido, 25 agosto 2008


Il consiglio della Municipalità ha approvato recentemente la delibera che autorizza il Sindaco a partecipare alla conferenza di servizi finalizzata alla costruzione del nuovo palazzo della Mostra del Cinema e all'acquisto e successiva alienazione dei padiglioni dismessi dell'ex Ospedale al Mare. La delibera parlava di un (generico) impegno dell'Aulss 12 a potenziare i servizi sanitari al Lido.

Tramite stampa abbiamo appreso diverse notizie riguardanti la sanità locale. In particolare:
- privatizzazione del servizio di idroambulanza di Pellestrina;
- attuale mancanza del medico fisiatra nel distretto 2 e prossimo affidamento del servizio all'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare;
- acquisizione dell'ex Istituto Carlo Stebb da parte dell'Aulss;

Inoltre non abbiamo più notizie della situazione del Monoblocco (l'Aulss procede al trasferimento
dei servizi o continua a tergiversare?).

Riteniamo pertanto opportuno chiedere la convocazione della IV Commissione Consiliare per illustrare ai consiglieri ed ai cittadini queste operazioni, per avere notizie dell'attuale situazione del Monoblocco e per formulare eventuali proposte in merito.


Il capogruppo PRC-SE
Simone STEFAN

venerdì 8 agosto 2008

Al Lido manca il fisiatra, a Pellestrina l'idroambulanza

Pubblichiamo comunicato stampa del gruppo consiliare della Municipalità sulle ultime notizie sulla sanità del Lido e di Pellestrina
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Apprendiamo dalla stampa notizie preoccupanti per quanto riguarda la sanità nel nostro territorio. Nel Distretto 02 del Lido non c'è più il medico fisiatra e non si sa se e quando verrà sostituito; a Pellestrina il servizio dell'idroambulanza è sospeso in attesa di un suo affidamento a privati. Situazioni queste che lasciano i cittadini nell'incertezza e che sono causa di disagio e, almeno nel secondo caso, di concreto rischio per la salute pubblica. Molto si sta muovendo nella sanità delle due isole, sia nel servizio pubblico, sia presso i privati: abbiamo assistito alla recente vicenda del Carlo Stebb, alla costruzione di una piscina al S. Camillo e all'acquisizione di quest'ultimo dello Stella Maris, mentre l'Ulss ha proceduto alla vendita degli spazi dell'ex Ospedale al Mare. Da consiglieri municipali vogliamo capire in che direzione l'Ulss e la Regione Veneto stanno indirizzando le proprie politiche e soprattutto vorremmo essere smentiti del nostro timore di un ulteriore depauperamento del servizio pubblico a vantaggio del privato. Il Consiglio della Municipalità ha dato parere favorevole alla delibera che autorizza il Sindaco a partecipare alla conferenza di servizi e che gli dà mandato di sottoscrivere l'accordo di programma per l'acquisto, la formulazione di una variante urbanistica e la successiva vendita delle aree dell'ex Ospedale al Mare. La delibera, a fronte di tali operazioni, chiede l'impegno dell'Ulss a mantenere e potenziare i servizi sanitari al Lido. Rifondazione Comunista si è astenuta al momento del voto, considerando una vittoria propria e del movimento il fatto che per il monoblocco non sia più previsto la vendita; al contempo, però, giudica assai generico richiedere un impegno all'Ulss e pertanto auspica passi concreti in questa direzione. Invero, le ultime notizie ci sembrano di ben altro tenore rispetto alla lettera del testo votato. Chiediamo che il Sindaco si faccia garante dell'accordo che andrà a sottoscrivere e che, nella conferenza di servizi, utilizzi la propria forza contrattuale per pretendere che l'Ulss si vincoli a proposte concrete di "miglioramento e potenziamento" dei servizi sanitari pubblici.
Che problemi ci sono per mettere definitivamente a regime la struttura del Monoblocco? Cosa verrà fatto dell'area dell'ex ginecologia, che rimane a vincolo sanitario? Che ne sarà dei servizi di Pellestrina e in particolare dell'idroambulanza, posto che sull'isola vivono cinquemila persone dal punto di vista sanitario praticamente abbandonate a sé stesse? Da consiglieri municipali e da cittadini, aspettiamo risposte.


Simone Stefan
Sergio Torcinovich


consiglieri Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Municipalità Lido - Pellestrina

lunedì 4 agosto 2008

Ospedale al Mare: il perché di un'astensione

Il 14 luglio scorso il Consiglio della Municipalità ha dovuto esprimere il parere "su proposta di deliberazione di C.C. avente per oggetto: “PD.2008.1749 – Accordo di programma per la Riqualificazione dell’isola del Lido ai sensi dell’art. 32 della L.R. 35/2001. Autorizzazione alla Partecipazione del Sindaco alla conferenza di Servizi e Mandato per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma”.

Il Monoblocco non era previsto in vendita nella delibera e quindi (per ora) è salvo: una vittoria di Rifondazione e del movimento!

Il gruppo di Rifondazione Comunista si è pertanto astenuto. Di seguito l'intervento in Consiglio del capogruppo Simone Stefan.

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L'operazione di cui stiamo discutendo oggi è ovviamente di somma rilevanza e di una importanza che travalica i confini della nostra Municipalità e forse addirittura i confini del nostro Comune. Il Presidente ha ben ricordato la storia di questo percorso: il mio gruppo consiliare, insieme agli altri gruppi di questa Municipalità, alla prima delibera che è stata fatta su questo tema, aveva dato parere favorevole, ed infatti il risultato era stato un parere positivo unanime, perché riconoscevamo la necessità e riconosciamo la necessità sia di un recupero di una area importante della nostra Isola com'è quella dell'ex Oam (certo avremmo preferito un recupero pubblico ma ovviamente ci rendiamo ben conto che la situazione economica è tale da non rendere possibile oggi una operazione eclusivamente pubblica di questo livello), così come ritenevamo importante la tutela della Mostra del Cinema e la costruzione del nuovo palazzo che era peraltro stato previsto nel programma del centrosinistra con cui ci siamo presentati alle elezioni e sul quale tutta la coalizione di centrosinistra ha ottenuto la fiducia dei cittadini.

Viceversa c'eravamo opposti in un momento successivo alla prosecuzione di questo percorso per la possibilità, come giustamente ha ricordato il Presidente (non la previsione), che c'era stata di alienazione del Monoblocco, tanto che anche le dichiarazioni del Direttore dell'Ulss sembrava una strada non solo percorribile ma anche probabile.

L'ipotesi che è oggi al vaglio del consiglio la consideriamo quindi un passo in avanti, rispetto a questo, e anche un notevole passo in avanti. Viene salvaguardiato il carattere dei siti, attraverso appunto i vincoli della salvaguardia, e anche le nuove edificazioni sono abbastanza limitate; anche questo ci interessa: anche da un punto di vista anche ambientalista, il fatto che ci siano solo tre nuove edificazioni e non un "radere al suolo e ricostruire", come poteva anche essere al principio, lo troviamo positivo.

Ma soprattutto è positivo che il Monoblocco non sia previsto in vendita. Questo è quello che abbiamo sempre chiesto ed è un risultato importante, riteniamo, sia per la municipalità che, soprattutto negli ultimi mesi, ha fatto diverse pressioni perché i servizi vengano trasferiti quanto prima nel monoblocco, sia per la mobilitazione dei cittadini che è stata importante su questo tema, e anche, consentitemi, per il mio Partito (Rifondazione Comunista) che su questo aveva speso parecchie energie.

Tuttavia rimangono ancora diversi problemi, nel senso che per quanto riguarda la previsione del miglioramento dei servizi sanitari effettivamente la delibera parla di un impegno da parte dell'Ulss di "contestualmente migliorare e potenziare" le strutture sanitarie. Siccome purtroppo a pensar male qualche volta ci si azzecca (come si dice) non mi pare che l'Ulss e soprattutto l'attuale Direttore si stia "uccidendo" per cercare di migliorare le strutture sanitarie al Lido, come peraltro questa Municipalità ha sottolineato con le richieste reiterate di trasferimento dei servizi al Monoblocco. Pertanto mi sarebbe piaciuto vedere in questa delibera una serie di impegni più precisi. Il tecnico che è venuto in commissione ad illustrare, ha ricordato come, una volta passata questa delibera, la forza contrattuale del Comune indubbiamente resterà importante nei confronti dell'Ulss e non verrà assolutamente sminuita. Avrei voluto che questa forza contrattuale del Comune fosse stata usata in maniera forse più pregnante nei confronti dell'Ulss per chiedere effettivamente cosa intende fare nelle strutture sanitarie. Per esempio, anche in questa delibera, si prevede che una parte dell'area di ex ginecologia sia mantenuta per servizi sanitari; anche questa è una cosa interessante: si tratta, mi pare, di oltre seimila metri quadri di servizi sanitari che andrebbero ad aggiungersi (o... a sostituirsi?) al Monoblocco. Area che però, come è stato confermato, dovrà essere riacquistata dall'Ulss una volta che il Comune avrà fatto la variante al piano regolatore che consentirà lì di mantenere le strutture sanitarie. Quindi avrei voluto capire se il comune si è interessato a capire quale progetto effettivamente l'Ulss sta facendo. Il Sindaco in commissione Comunale ha affermato che finché ci sarà lui il Monoblocco non verrà toccato, ed infatti questa delibera va in questa direzione. Io mi sento di dar anche fiducia al sindaco, nel senso che il parere che probabilmente Rifondazione Comunista esprimerà alla fine di questa discussione sarà di astensione, quindi non di opposizione al che il sindaco vada in Conferenza di Servizi. Quello che mi auguro è che il Sindaco si impegni, in conferenza di servizi, perché il monoblocco non duri per i due anni che restano al suo mandato ma perché possa durare ben oltre. E che possa utilizzare la forza contrattuale che il Comune ha ancora (perché è il comune che deve fare la variante urbanistica) effettivamente perché l'Ulss si impegni su ipotesi concrete di migliormanto dei servizi e non solo sullo slogan "miglioramento e potenziamento dei servizi".

Collegandomi infine a quanto diceva prima di me, e poi concludo, il consigliere Povolato, io ricordo che nella prima delibera che qui votammo all'unanimità, c'era stata la richiesta che parte delle residenze che saranno costruite nell'area dell'ex Oam fossero in social housing o in edilizia convenzionata. Mi rendo conto benissimo, il Presidente me lo insegna, che questa operazione è finalizzata a massimizzare gli introiti da destinare ad un'opera di grande importanza come è il Palazzo del Cinema; credo però che siccome altrettanta importanza hanno gli alloggi per le giovani coppie e per chi oggi è impossibilitato a vivere al Lido, dove abbiamo una popolazione che continua a diminuire nonostante si costruiscano sempre case, io penso che anche su questo la Municipalità, nella seconda fase, quindi quando andremo a definire la gara di vendita e dove chiederemo cosa vogliamo che venga effettivamente fatto in quel sito, dovrà mantenere e ribadire questa proposta

Simone Stefan

capogruppo PRC-SE

Municipalità Lido - Pellestrina

sabato 16 febbraio 2008

Monoblocco: Rifondazione a Radio Base

Questa sera il capogruppo alla Municipalità Simone Stefan è intervenuto alla trasmissione "Il Cubo" di Radio Base (frequenza 93.550), sul tema del Monoblocco dell'ex Ospedale al Mare.

Il programma, trasmesso alle 19.10, sarà replicato Lunedì mattina alle 08.10.

L'intervento sarà scaricabile on line (per una settimana) all'indirizzo
http://www.radiobase.net/stream/cubosab.mp3, raggiungibile dal sito di Radio Base (http://www.radiobase.net).