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domenica 31 maggio 2009

Grande manifestazione antifascista: fallisce la "Marcia su Venezia" dei fascisti

Doveva essere la giornata in cui i fascisti violavano la coscienza democratica della nostra città, imponendo la loro "marcia su Venezia" a due passi dal Ghetto e dal Percorso della Memoria. Invece sono stati caricati su una motonave e portati a S. Elena, mentre la città risvegliava il suo antifascismo e veniva percorsa da un grande corteo.
Il presidio a S. Leonardo si è trasformato infatti in un corteo che ha penetrato il centro della città fino a campo S. Bortolomio, ai piedi del ponte di Rialto. Poi i manifestanti hanno raggiunto il presidio che Rifondazione Comunista aveva organizzato in Riva dei Sette Martiri, luogo simbolo della resistenza veneziana. Al passaggio della motonave carica dei fascisti che se ne andavano, alla vista delle aquile di salò e delle croci celtiche, è esplosa l'indignazione dalla riva: insulti ai fascisti, pugni chiusi e si è cantata Bella Ciao. Striscioni antifascisti sono apparsi in varie parti della città, in particolare alla Giudecca e alle Zattere, lungo il percorso che i battelli dei fascisti dovevano percorrere per giungere a S. Elena. Anche numerose imbarcazioni sono intervenute per accogliere i battelli della fiamma con slogan e bandiere antifasciste e disturbarne il passaggio.
Una bella giornata per la città: nessuna marcia dei fascisti ed invece una grande manifestazione antifascista che l'ha attraversata tutta.

mercoledì 20 maggio 2009

No alla marcia fascista il 30 maggio

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea del Lido e di Pellestrina si unisce alle forze sociali e politiche della Città che si oppongono alla “marcia su Venezia” organizzata dal partito “Fiamma Tricolore” per il prossimo 30 maggio.
Venezia, forte della sua tradizione democratica e antifascista, non vuole essere costretta ad assistere ad una manifestazione di un movimento che si richiama espressamente ed impunemente al fascismo, evento che immaginiamo corredato della solita scenografia di saluti romani, fasci littori, aquile, croce celtiche e slogan della dittatura che oppresse il Paese per oltre vent'anni e che lo condusse alla tragedia della guerra.
Consideriamo una provocazione di particolare gravità che il corteo percorra un tratto del “percorso della memoria”, lungo il quale si ricordano alcuni partigiani trucidati in città durante la guerra di Liberazione, e che la sua fine sia prevista a pochi passi dal Ghetto ebraico.
Invitiamo l'autorità giudiziaria ad operare per il rispetto della normativa che prevede il reato di apologia al fascismo, che vieta la ricostituzione del Partito Fascista e che punisce l'istigazione all'odio etnico, razziale e religioso.
Simone Stefan
segretario PRC-SE Lido Pellestrina, Venezia

domenica 26 aprile 2009

25 APRILE 1945 - 2009: contro il fascismo, sempre



Anche quest'anno si è festeggiata la festa della Liberazione dal fascismo e dal nazismo. Due i momenti salienti delle manifestazioni di ieri a Venezia: il primo è stato il tradizionale Percorso della Memoria a Cannaregio, per ricordare alcuni partigiani trucidati a Venezia, che da Campo Bruno Crovato ha raggiunto la stazione ferroviaria e si è concluso in Ghetto.

Poi nel pomeriggio ottima riuscita dell'iniziativa delle associazioni veneziane contro il fascismo, con dibattito, musica e banchetti in cui le associazioni hanno presentato le loro attività. Il 25 aprile non può essere infatti solo una mera commemorazione del passato, ma deve rappresentare l'attualità dei valori dell'antifascismo e della lotta quotidiana contro il fascismo e i rigurgiti autoritari.

Entrambi i momenti hanno visto la partecipazione di compagni del nostro circolo.


Pubblichiamo alcune foto di Campo Santa Margherita





ORA E SEMPRE RESISTENZA
MORTE AL FASCISMO, LIBERTA' AL POPOLO

giovedì 4 settembre 2008

Tolto alla madre perché di Rifondazione: intervento in municipalità

In seguito ai fatti di Catania descritti in un recente articolo de La Repubblica, il capogruppo in Consiglio della Municipalità Simone Stefan è intervenuto sulla questione all'inizio del consiglio del 28 agosto scorso, prima dell'apertura dell'Ordine del Giorno. In seguito all'intervento il Presidente della Municipalità ha espresso la solidarietà del Consiglio.
Riportiamo la trascrizione dell'intervento
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Mi scuso se ruberò un minuto al consiglio ma volevo fare una dichiarazione che riguarda la mia organizzazione giovanile. Come forse alcuni sanno, io non sono iscritto a Rifondazione Comunista con la tessera del Partito bensì con la tessera della sua organizzazione giovanile, denominata Giovani Comuniste e Comunisti. Vorrei fare questa dichiarazione perché si è verificato nei giorni scorsi, come avrete appresso dalla stampa, un fatto che reputo parecchio grave. Un ragazzo a Catania, aderente ai Giovani Comunisti, è stato tolto alla madre ovviamente in seguito ad una situazione degradata e certamente triste come purtroppo ve ne sono ogni giorno troppe. Quello che mi ha colpito è che tra le carte allegate dagli assistenti sociali, per dimostrare l'indegnità della madre e la sregolatezza del figlio, è stata inserita la tessera del mio movimento, con la giustificazione che sarebbe un'organizzazione di estremisti dediti all'uso di alcool e di sostanze psicotrope (come il quotidiano la Repubblica ha riportato).
La realtà che io vivo nell'organizzazione dei Giovani Comunisti è molto diversa: ho conosciuto ragazze e ragazzi che amano molto la politica (cosa non facile da trovare oggi, credo per nessuna forza politica), gente con idee certamente contestabili (da parte di molti lo sono e vengono contestate anche in maniera accesa), ma mossi, questo ve lo assicuro, da una volontà di conquistare una maggiore eguaglianza ed equità sociale. Ragazze e ragazzi che cercano di darsi da fare: magari, come il sottoscritto, riuscendo ad entrare in un consiglio di circoscrizione, magari lavorando in uno spazio sociale, creando momenti di socialità, oppure partecipando alle carovane della pace che vengono organizzate ogni anno (un esempio quelle in Messico e in Palestina) e vorrei ricordare che due anni fa, il 10 agosto, un nostro compagno Angelo Frammartino è stato ammazzato in Palestina proprio mentre partecipava a un programma di solidarietà per i bambini di quella terra martoriata.

Un'organizzazione peraltro che ha inciso profondamente nel processo di rinnovamento che ha vissuto Rifondazione Comunista: un processo di ricerca che ha fatto sì che il mio Partito non sia solo un'accozzaglia di nostalgici dell'Unione Sovietica ma ben altro: non per niente il circolo di questo compagno è intitolato ai morti di piazza Tien An Men.
Il giudice ha dichiarato che non ha utilizzato questo documento, ossia la tessera del mio movimento, per giustificare il provvedimento, ma certamente il fatto che un pubblico ufficiale, qual'è un assistente sociale, arrivi ad allegare la tessera di un movimento giovanile di un partito, che peraltro esprimeva fino a pochi mesi fa il Presidente della Camera (non le Brigate Rosse, insomma), per giustificare l'indegnità di una madre, mi sembra una cosa molto grave, inaudita se non in epoche che penso nessuno qui voglia rivivere.

Pertanto ho sentito questo fatto come grave sia politicamente che culturalmente: mi scuso col consiglio se ho rubato questi due minuti del vostro tempo ma in quanto iscritto al movimento dei Giovani Comunisti mi sentivo in dovere, visto che ho il privilegio e l'onore di rappresentare una comunità in un consiglio e quindi ho una possibilità di visibilità maggiore rispetto ad altri compagni che lavorano in maniera più silenziosa di me, di esprimere la mia solidarietà al compagno catanese e di dirvi queste cose. Vi ringrazio.
Simone STEFAN
capogruppo PRC-SE municipalità Lido - Pellestrina
coordinamento provinciale GC Venezia

lunedì 25 agosto 2008

Segnali di una svolta autoritaria


Il mio docente di Diritto Costituzionale diceva che la libertà non è un concetto assoluto ma è come un'area che può essere più o meno ampliata o ristretta. Mi pare che l'area si stia restringendo. Ma cosa mi dà questa sensazione? Una serie di fatti, slegati tra loro, ma che credo siano complessivamente sintomo di un rigurgito autoritario che sta colpendo trasversalmente istituzioni e forze politiche. Primo fatto: i militari affiancano le forze dell'ordine nel controllo del territorio. Al di là che non mi piace vedere i soldati pattugliare le strade (mi ricorda Lhasa) e al di là anche della facile ironia che suscita vedere i nostri militi passare dalla difesa dei “sacri confini” alla difesa delle città dal commercio abusivo di borsette, mi chiedo se non ci fosse una ragione per cui nei paesi democratici si è sempre distinta la tutela dell'ordine pubblico dalla difesa militare. D'altronde è per questo che qualche mese fa si parlava addirittura di smilitarizzare la Guardia di Finanza. Ora si va invece verso la militarizzazione dell'ordine pubblico. Secondo fatto: le impronte digitali. Ha suscitato giusta indignazione l'ipotesi di prenderle solo ai rom. Soluzione? Prenderle a tutti, ossia schedare l'intera popolazione (sull'esempio della Germania Est?), col plauso dell'opposizione parlamentare. Terzo e quarto fatto: da un lato l'impedimento della realizzazione della commissione d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova e le blande condanne o assoluzioni per i presunti responsabili di violenze contro i manifestanti, dall'altro l'immunità per le alte cariche dello Stato. Si sa: l'Autorità non si mette in dubbio! Se ogni tanto è un po' “cattivella” le si perdona tutto. Quinto fatto: sette in condotta (meglio prenderli da piccoli). Mi chiedo: uno studente che organizza un'occupazione o uno sciopero studentesco sarà passibile di bocciatura? Ultimo fatto: un adolescente viene tolto alla potestà della madre. Tra i documenti che dimostrano l'incapacità della madre e la sregolatezza del figlio viene allegata la tessera dell'organizzazione giovanile di Rifondazione Comunista, ossia di un partito che, per esempio, fino a pochi mesi fa esprimeva il Presidente della Camera. Qui davvero la realtà supera la fantasia e rimanda a periodi ben tragici della nostra storia. Inizio a preoccuparmi.


Simone Stefan
Giovani Comunisti
Venezia

domenica 18 maggio 2008

Manifestazione antifascista: c'eravamo

Alcuni compagni del nostro circolo hanno partecipato ieri alla manifestazione antifascista di Verona. La manifestazione è stata molto partecipata nonostante la pioggia persistente. Pubblichiamo alcune foto della giornata.

PIAZZALE 25 APRILE, partenza del Corteo







Flavio Cogo, Gianni Veneziale e Oriella Busetto



Al centro: Salvatore Lihard ed Alessandro Biasioli






Presenti compagni da tutta Italia: uno spezzone da Livorno



Francesco Esposito, compagno di Cavallino, Nicola del Csoa Zona Bandita e Simone Stefan





CORSO PORTA NUOVA









PORTA LEONI: a 50 metri dal luogo dell'assassinio di Nicola Tommasoli. Nicola è ognuno di Noi. Commemorazione



Noi, dopo aver percorso l'Interrato dell'Acqua Morta, siamo su PONTE NUOVO, parte del corteo sta ancora percorrendo PONTE NAVI








PIAZZA DEI SIGNORI: conclusione del corteo. Flavio Cogo e Simone Stefan









domenica 11 maggio 2008

'900 a Venezia. Una riflessione sul "secolo breve": prima tappa la

Segnaliamo questa interessante iniziativa promossa dall'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea e dal Circolo Culturale Rosa Luxemburg del Lido di Venezia

'900 a Venezia. Una riflessione sul "secolo breve": prima tappa la
Resistenza e la sua memoria

Ripensare il Novecento attraverso le vicende, i personaggi e i movimenti che hanno segnato la storia cittadina, è questo il filo conduttore di un ciclo "itinerante" in diversi spazi della città.

Questa tappa alla Mondadori ci conduce nel biennio 1943-1945: il tempo della violenza e della sofferenza, ma anche del riscatto, della speranza e delle "scelte" più autentiche e senza
ritorno. Se ne discute a partire dal volume Memoria resistente. La lotta partigiana a Venezia e provincia nel ricordo dei protagonisti (pubblicato nel 2005) dove le voci dei giovani veneziani di "ieri" diventano uno stimolo di riflessione per i giovani veneziani di "oggi" e un'occasione per conoscere una pagina fondamentale, e irrinunciabile, della storia recente della loro città.


Ne discutono

Marco BORGHI

Flavio COGO


Venerdi 16 maggio, ore 18.00

Libreria Mondadori, S. Marco, Venezia

Manifestazione nazionale antifascista. Verona 17 maggio

La notte del primo maggio un ragazzo di 29 anni, Nicola Tommasoli è stato ammazzato di botte in pieno centro a Verona da un gruppo di neo-fascisti. La sua colpa? Avere il codino ed aver rifiutato una sigaretta agli assassini.


Alcuni dei neo-fascisti, tutti sui vent'anni e ragazzi "per bene", erano già noti alle forze dell'ordine per varie aggressioni avvenute negli scorsi mesi, sempre nel centro di Verona, ai danni di chi, a loro dire, non era degno di stare in città perché, per qualche ragione, "diverso". Bisognava aspettare il morto per intervenire?


A chi dice che la politica non c'entra rispondiamo che non solo uno degli aggressori è stato candidato alle ultime amministrative nelle liste di Forza Nuova ma che i gruppi di estrema destra a Verona sono stati coccolati e foraggiati dall'attuale sindaco Tosi che ha trovato un buon bacino elettorale nei gruppi neo-fascisti dove ha fatto breccia con le sue politiche intolleranti e securitarie. Ricordiamo che il capogruppo in Consiglio Comunale della lista che porta il nome di Tosi è Andrea Miglioranzi, già leader del Fronte Veneto Skinhead e membro del gruppo nazi-rock Gesta Bellica (con testi del tipo "ebreo maledetto che derubi la povera gente").


E che dire del Presidente della Camera, Fini, che ha affermato che bruciare una bandiera israeliana è più grave di ammazzare di botte un ragazzo? E' questa la destra moderna ed europea che tanto vanta?


Non è possibile che nella città di Verona non si possa camminare in centro (di alcune settimane fa la notizia che un gruppo di ragazzi del csoa La Chimica in piazza Erbe sono stati allontanati dalla polizia tra gli applausi della gente), che vengano ristretti gli spazi di agibilità democratica, che tutto questo avvenga nella totale indifferenza, o meglio con la compiacenza della giunta Tosi.


Non è ammissibile che di fascismo si muoia!


Per questo Verona, il Veneto e l'Italia democratica tutta deve rispondere:



MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA

VERONA, 17 MAGGIO 2008

concentramento:
ORE 15.00 PIAZZALE 25 APRILE
(davanti alla Stazione FS di Verona Porta Nuova)



Di seguito l'appello dei Giovani Comunisti Veronesi
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A Verona da anni si respira un clima pesante di intolleranza e razzismo ,con aggressioni ai danni di meridionali, migranti, omosessuali, lesbiche, transgender e chiunque sia percepito come 'diverso', politicamente o anche solo nel modo di vestire.

Politiche securitarie, slogan razzisti, manifestazioni omofobe chetrovano radici, consensi e coperture nell'arco istituzionale, dalsindaco leghista Tosi a consiglieri comunali dichiaratamente fascisti, come Miglioranzi, già leader del Veneto Fronte Skinhead.

La notte del primo maggio, in pieno centro a Verona, è stato ucciso un ragazzo, Nicola Tommasoli. Non è stato un atto di bullismo, non è statauna semplice rissa innescata da un branco di deficienti. Chi lo affermaè complice del clima che ha permesso questo omicidio. Al posto di Nicola, poteva esserci ognuno o ognuna di noi.

Perchè Verona è governata da un fitto intreccio di poteri forti, lobby economiche, integralismo cattolico, violenza neofascista, intolleranza diffusa e instillata con campagne di odio verso tutto cioè che non è omologato o produttivo. A Verona, nel 2008, è per questo motivo che si muore di fascismo.

Ma c'è un'altra Verona, che resiste e chiede verità e giustizia per Nicola Tommasoli, condanna il fascismo, vuole rompere la cappa di intolleranza e intende denunciare le continuità fra le istituzioni cittadine e gli stessi gruppi e aree da cui provengono gli assassini di Nicola.

Il 17 maggio parteciperemo al corteo nazionale per la liberazione di Verona dalla paura, dall'odio, dal razzismo, da forme vecchie e nuove di fascismo.

Non vogliamo stare in silenzio, non vogliamo stare fermi, non possiamo dimenticare.

I Giovani Comunisti aderiscono al corteo del 17 maggio e invitano tutte e tutti, cittadini e cittadine, studenti, antifascisti e antifasciste, associazioni, partiti, sindacati a camminare con noi, a urlare con noi, ad attraversare Verona il 17 maggio con tutti i colori che siamo, con tutta la rabbia e la voglia di giustizia che abbiamo.

Non abbiamo paura, riprendiamoci le città!

Le strade sono di chi ama!

GIOVANI COMUNISTE E COMUNISTI
VERONA

giovedì 24 aprile 2008

25 APRILE 1945 - 2008, Ora e sempre RESISTENZA


E' un brutto momento quello in cui ci apprestiamo a ricordare e festeggiare il 63° anniversario della Liberazione dal Nazismo e dal Fascismo. La destra ha vinto le elezioni e la sinistra è per la prima volta fuori dal Parlamento... per la prima volta se escludiamo il periodo della dittatura fascista, ovviamente!!

Si fa di ogni erba un... fascio, mettendo sullo stesso piano partigiani e repubblichini, si dice che bisogna riscrivere i libri di storia (Dell'Utri, lo stesso per il quale il mafioso condannato Mangano è un eroe), si proibisce di cantare Bella Ciao in corteo (sì, è vero! Il sindaco di Forza Italia di Alghero l'ha proibito), si propone di spostare la festa nazionale dal 25 aprile al 18 aprile, sconfitta del Fronte Democratico Popolare alle elezioni del 1948 (un deputato del PdL). Si chiarisce che erano i partigiani comunisti che in realtà volevano la dittatura! Peccato che la Costituzione la scrissero anche i comunisti e che a presiedere l'Assemblea Costituente fu un comunista... ma d'altronde la Costituzione ormai è inadeguata e tutti si preparano a metterci le mani sopra!

Non possiamo restare inerti davanti a questa vergogna! Domani sarà la prima uscita pubblica dopo la batosta elettorale: saremo di nuovo in piazza, con le nostre bandiere per ricordare ancora una volta i partigiani che combatterono l'invasore nazista e i fascisti per darci la libertà.


Domani MANIFESTAZIONE

concentramento alle ore 10.00 in Campo S. Cancian

Percorso della Memoria e conclusione al Ghetto


LA MEMORIA NON SI CANCELLA

ORA E SEMPRE RESISTENZA






Nella foto: Sandro Gallo, Partigiano Comunista della Brigata garibaldina "Calvi", nato a Venezia nel 1914, laureato in giurisprudenza ed in filosofia, insegnante al liceo scientifico Benedetti, morì il 20 settembre 1944 a Lozzo di Cadore nel corso di un attacco da parte della pattuglia partigiana da lui comandata contro tre autocarri tedeschi.

A Sandro Gallo è dedicata la via principale del Lido di Venezia




lunedì 29 ottobre 2007

Caro Papa, noi non dimentichiamo

Il Papa ha beatificato le vittime franchiste.
Pubblichiamo alcuni "link" per ricordare le vittime repubblicane, per ricordare il popolo spagnolo e le brigate internazionali che combatterono per difendere la giovane democrazia spagnola dalle forze nazifasciste.