mercoledì 7 maggio 2014
12 maggio: iniziativa sull'Ucraina
giovedì 12 agosto 2010
9 agosto: assemblea pubblica davanti al monoblocco
Pubblichiamo foto e rassegna stampa




Iniziativa GC sulla libertà di stampa
venerdì 5 marzo 2010
Non voteremo per la municipalità
---------------------
Non voteremo per il centrosinistra alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Municipalità di Lido Pellestrina. Non voteremo neanche a destra; semplicemente, non ritireremo la scheda.
La vicenda della designazione del Candidato Presidente della coalizione si è conclusa nel più avvilente e peggiore dei modi. Nell’unica Municipalità in cui forte si era levata la richiesta di una svolta nell’amministrazione del decentramento nel segno di una discontinuità col recente passato, la coalizione allargata al centro con l’UDC ripropone il vecchio Presidente che molti aveva lasciato perplessi per la sua per lo meno scarsa attitudine a considerare gli interessi generali della popolazione e del territorio, avendo egli sempre privilegiato il rapporto con i “poteri forti”, in special modo quelli della vecchia e nuova speculazione urbanistico – immobiliare.
La nostra non è una posizione puramente ideologica: sono i fatti, a tutti ben noti, a condurci a queste considerazioni. Ricordiamone alcuni:
- l’assoluta mancata aderenza ai programmi sottoscritti;
- la conseguente ambiguità sulla questione sanitaria, in particolare sul rapporto pubblico / privato, superata solo a seguito dell’ampia e trasversale mobilitazione popolare che chiedeva la difesa del Monoblocco senza se e senza ma;
- la non volontà di tutelare gli spazi verdi (ad es., il giardino storico del casinò), considerati aree da riempire con nuove costruzioni, parcheggi, cantieri, nel segno della “valorizzazione” e del “recupero” speculativi;
- l’entusiasmo incondizionato per operazioni urbanistiche che modificheranno l’assetto del territorio con l’aggravante dell’espropriazione del ruolo degli enti pubblici rappresentativi, ruolo che viene assegnato a un Commissario governativo che non deve rendere conto a nessuno;
- l’incapacità di pensare una seria ed efficace politica del traffico e della viabilità, a fronte di dati sull’inquinamento dell’aria quanto meno allarmanti;
- un appiattimento stucchevole sulle posizioni dell’Amministrazione centrale, indicativo di subordinazione culturale e di mancanza di prospettive strategiche di una qualche consistenza.
Oggi il Lido è tutto un cantiere e il peggio deve ancora arrivare. Se si sta costruendo l’isola del futuro (ma quale futuro?), è certo che il presente è assai triste e faticoso.
Altre soluzioni erano percorribili, meno traumatiche e maggiormente in grado di rendere coeso il raggruppamento. Ma non si è voluto dare ascolto a motivate e argomentate istanze, per cui ancora una volta dobbiamo registrare che è prevalsa la logica spartitoria sul rispetto delle specificità delle realtà locali.
Ciò che lascia maggiormente stupefatti è il fatto che nessuna forza politica abbia saputo resistere concretamente a questa china e che neanche dalla società civile, come invece ci sarebbe potuto aspettare data l’attenzione per le tematiche ambientali, sia pervenuto un segnale preciso e coerente di opposizione nella direzione della discontinuità.
Non voteremo a destra ma non voteremo neanche per questa coalizione che perseguirà gli obiettivi tipici della destra.
Venezia, 28.02.2010
Bruno AMENDOLA
Alessandro BIASIOLI
Oriella BUSETTO
Salvatore LIHARD
Sergio TORCINOVICH
Gianni VENEZIALE
Eliana ZENNARO
lunedì 15 febbraio 2010
Alberi del Lido
Un altro albero verrà abbattuto al Lido. E’ morto, probabilmente di cancro. Si tratta di un platano centenario, posto all’incrocio tra via Emo e Lungomare Marconi, di fronte all’Excelsior. Presto entreranno in funzione le motoseghe e un alberello verrà messo al suo posto. Ma l’area cambierà i suoi connotati. Quando ero delegato all’ambiente della Municipalità, mi era venuta l’idea di valorizzare quell’albero, segnalandolo in una piccola guida al pari di altri significativi per età ed espansione. L’idea non fu apprezzata e non ebbe seguito, ma col senno di poi è stato meglio così. Infatti, troppi sono gli alberi di grosso fusto abbattuti o in via di abbattimento nell’isola. C’è un piano dell’Amministrazione comunale di abbattimenti e sostituzione, in corso di esecuzione da parte di Veritas. Gli alberi grandi creano problemi: costano per le necessarie potature e sono pericolosi per gli schianti di rami o della stessa pianta in caso di fortunali. Allora è meglio risolvere il problema segando. Avete mai visto curare un albero ammalato? Quello è un lavoro da botanici e giardinieri esperti; in tempi in cui anche la cura delle persone è materia di discussione, figurarci se ci sono risorse disponibili per curare gli alberi! Ormai, la figura del giardiniere responsabile di un’area verde non esiste più: troppo costosa e anacronistica nell’epoca dell’outsourcing. Anche la scelta politica (nazionale) di creare società in mano pubblica per i vari settori di intervento pubblici non è estranea alla poca disponibilità di risorse per la cura (e non solo del verde): l’aumento dei costi di gestione (CdiA, collegi sindacali, strutture burocratiche e quant’altro) sottrae risorse agli interventi istituzionali. La parola, dunque, alle motoseghe. Purtroppo, penso che sic stantibus rebus un altro tipo di interventi sia impensabile: se fossi amministratore di Veritas non credo avrei margini per fare altrimenti.
C’è un’altra questione. Gran parte dei problemi degli alberi derivano dai lavori di edificazione o per i sottoservizi (fognature, telefonia, luce, acqua, gas) che a ritmo incessante e continuativo interessano il territorio. La presenza di apparati radicali confligge col rispetto del cronoprogramma: è più semplice e, forse, economico, tirar dritto, magari senza rispettare il Regolamento del verde, eventualmente pagando per alberi nuovi in sostituzione di quelli irrimediabilmente danneggiati. Ma non sarà più la stessa cosa. Infatti, il profilo paesaggistico del Lido in questi anni è sensibilmente cambiato.
Alberi ce ne sono ancora molti (circa 7.000, contando solo quelli di proprietà comunale): la situazione è certamente invidiabile. Ma di questo passo, il patrimonio arboreo verrà impoverito e appiattito. Se poi consideriamo la scarsa sensibilità in genere verso tutte le aree verdi, che comporta ad es. l’inutile distruzioni di roveti proprio nel periodo della riproduzione dell’avifauna, per il nostro territorio le prospettive ambientali si fanno cupe: meglio mobilitarsi subito, prima che quel che resta di un patrimonio secolare venga dilapidato in pochi anni. Ma nn basta tutelare il singolo albero o una pineta: la consapevolezza che il problema è assai più ampio deve divenire senso comune.
Sergio Torcinovich –
consigliere Rifondazione comunista S. E. - Municipalità Lido Pellestrina
giovedì 30 aprile 2009
Una nuova antenna alle Terre Perse
L'installazione di antenne presso i centri abitati, se non altro per il giustificato allarme sociale che produce, è questione che va sicuramente e al più presto ripresa, a tutti i livelli. Così come va riproposta, con forza e decisione, l'opzione per l'utilizzo delle tecnologie alternative meno pericolose per la salute.
Sebastiano BONZIO - Capogruppo PRC-SE Comune di Venezia
Simone STEFAN - Capogruppo PRC-SE Municipalità Lido-Pellestrina
Sergio TORCINOVICH - Consigliere PRC-SE Municipalità Lido-Pellestrina
domenica 29 marzo 2009
Il comune rimanda la vendita dell'Oam. E i soldi per il Palazzo?
Simone Stefan
segretario circolo PRC Lido-Pellestrina
giovedì 29 gennaio 2009
Torcinovich lascia la delega all'ambiente
Ciò che invece ha indotto me e il Partito della Rifondazione comunista a questa decisione è stato, innanzitutto, lo scarso interesse dimostrato dalla maggioranza in Municipalità, salve alcune lodevoli eccezioni, nei confronti delle questioni ambientali, in palese violazione del patto programmatico. Se il buongiorno si vede dal mattino, giusto all’indomani della riconferma dell’amministrazione di centro sinistra per Lido Pellestrina, l’Esecutivo, senza alcuna motivazione plausibile, ha bocciato la mia proposta di ricostituzione del “Gruppo ambiente” che prevedeva la partecipazione attiva di cittadini e associazioni. Eppure, nella precedente consiliatura tale gruppo aveva svolto un apprezzabilissimo lavoro …
Da lì in poi il mio ruolo di delegato all’ambiente è stato più volte misconosciuto e scavalcato in una sorta di autoreferenzialità presidenzialistica. Da ultimo, il caso dell’importante progetto ambientale sulle tegnue realizzato dal Comune col decisivo apporto della Municipalità … all’insaputa del delegato all’ambiente! I miei tentativi di stimolare un lavoro collettivo, “di squadra” sono falliti anche a causa della vuotezza della delega. Finché si trattava di votare innocui documenti, costituenti mere petizioni di principio, non sorgevano problemi; ma quando si è trattato di operare concretamente in difesa del verde e dell’ambiente, magari operando scelte e impegnando risorse, c’erano sempre altre priorità e tutto finiva in studi di fattibilità, mai del resto approntati. Così è stato per il recupero di un’area verde a Malamocco, per dotare il parco di terre perse di un’area cani agibile, per la realizzazione di piste ciclabili
Soprattutto, ciò che è mancato e manca è una visione complessiva e prospettica in cui inserire le varie questioni affrontate. Si procede per scelte singole, senza delineare una comune e condivisa visione di insieme, perché la sintesi è affidata a pochi fedelissimi decisori, per di più ossequioso ai (presunti) poteri forti locali. In questo quadro, l’ambiente particolarmente prezioso di Lido e Pellestrina diventa questione di “valorizzazione”, il che ha finora comportato nella migliore delle ipotesi rendere giardino o “parcheggio a verde” aree che andavano ben altrimenti tutelate.
Eppure, nel programma del centrosinistra che ancora considero e consideriamo valido, gli elementi per una buona politica ambientale c’erano e in misura notevole.
L’ altro riguardo che mi obbliga a rinunciare alla delega è appunto la sua inefficacia pratica. In questi anni, nonostante i miei solitari sforzi per invertire la tendenza, mi sono accorto che non potevo contare su nessun reale potere di intervento. Le Municipalità non sono state fornite di deleghe sull’ambiente. E ciò ha dato luogo a un solo apparente paradosso: l’aumento del potere dei funzionari e degli uffici comunali, a dispetto delle intenzioni di fornire ai cittadini uno strumento di controllo e di decisione politica a loro più vicino. Infatti, le proposte, i suggerimenti e le indicazioni avanzate all’Amministrazione comunale andavano e vanno sempre sottoposte al vaglio del dirigente del settore competente, il quale si riserva di decidete assumendo di fatto il ruolo di decisore politico, nel mentre la responsabilità politica relative alle scelte (o alle non - scelte) rimane comunque in capo al delegato / consigliere. Lo stesso vale all’interno della Municipalità stessa. Non essendovi deleghe specifiche sull’ambiente, tutte le opere e gli interventi che incidevano su questo spesso non venivano neanche anticipati e discussi col Delegato. Così è stato, solo per fare due esempio, per la realizzazione del parco di terre perse e per la bretella per gli autobus dell’ACTV a Malamocco; pure i parcheggi nel verde dell’intervento di Piazze S. Antonio e Traù, inseriti in corso d’opera, sono stati fatti all’insaputa del delegato all’ambiente.
Addirittura anche per cose previste da norme e regolamenti bisogna aspettare il placet degli Uffici: così è per l’affidamento delle aiuole di piazza Traù alla cura dei residenti. Incontri spiegazioni e accordi non sono bastati , adesso la decisione (ripeto: per una cosa prevista dal regolamento per il verde pubblico!) spetta agli Uffici comunali. E intanto gli anni passano.
Quattro ne sono passati da quando ho segnalato la pericolosa discarica dietro il cimitero di Pellestrina, suggerendo di mettere una barra per impedire il suo riformarsi una volta bonificata l’area. La barra non è stata messa, né la bonifica stata fatta, nonostante solleciti, incontri, sopralluoghi e richiami. E che dire dell’impianto fotovoltaico per la piscina energivora di Ca’ Bianca? Ho portato il progetto a costo zero fino all’Assessore ai Lavori pubblici ma non si è potuto fare nulla … bisognava percorrere altre strade … nulla di fatto, insomma.
Quasi due anni di discussioni, a volte anche aspra, è costato l’esame del Piano dell’arenile. La proposta elaborata dalla Municipalità è stata, in quell’occasione, condivisa e articolata in modo dettagliato: ora il Piano è fermo in qualche Ufficio e sono stati annunciati cambiamenti da autorevole membro della Giunta comunale, sulla cui natura nulla ufficialmente si sa. E gli anni passano.
Mi rimane il rammarico per il fatto che tali questioni le avevo individuate e segnalate ancora anni fa ma tali analisi non sono mai state prese in considerazione. Anzi, le prese di posizione politiche mie del mio gruppo politico sono state per lo più ridotte al rango di questioni personali o di semplice ricerca di visibilità giornalistica. Per noi è stato veramente difficile operare in queste condizioni. Tuttavia, poiché riteniamo ancora valido il patto programmatico del centrosinistra a suo tempo siglato, cercherò assieme al mio Gruppo di contribuire alla sua realizzazione dai banchi del Consiglio, anche per rispetto del voto di preferenza che gli elettori mi hanno assegnato.
Venezia Lido, 29 Gennaio 2009
Sergio TORCINOVICH
Consigliere Municipalità Lido e Pellestrina
Gruppo Rifondazione comunista - Sinistra europea
giovedì 8 gennaio 2009
Chiediamo una nuova convocazione della commissione sanità
Politiche Sociali ed Educative – Sanità
Pietro BALLARIN
e, p.c. Al Delegato alle Politiche sociali ed educative e sanitarie
Giannandrea MENCINI
MUNICIPALITÀ LIDO PELLESTRINA
Oggetto: Richiesta riunione IV Commissione
Venezia-Lido, 8 gennaio 2009
Notizie di stampa danno ormai per certo il trasferimento del servizio di radiologia presso la struttura privata del S. Camillo. Questa scelta della Regione ci pare quantomeno contraddittoria con le assicurazione di USSL 12 e del Sindaco che promettevano il trasferimento di tutti i servizi sanitari al Monoblocco. Inoltre, ci pare assurdo delocalizzare un servizio così importante in un luogo lontano dal punto di primo intervento, fatto che costringerebbe i traumatizzati a dolorosi, costosi e pericolosi trasporti da una parte all’altra dell’isola prima di venire, se del caso, trasferiti nella struttura ospedaliera del Civile.
Fra la popolazione serpeggia un’altra fonte di preoccupazione, relativa alla sostanziale chiusura del sevizio di rianimazione presso il Punto di primo intervento che non sarebbe più assegnato a medici specializzati. La preoccupazione è anche nostra, sia in quanto cittadini che amministratori. Ci chiediamo infatti cosa potrà succedere in caso di pazienti che necessitino di stabilizzazioni salvavita; ma ci chiediamo anche cosa potrà avvenire, per l’economia turistica, se si venisse a spargere la voce che a Lido Pellestrina mancano i servizi sanitari di base.
Ricordiamo che il territorio della nostra Municipalità, proprio per le sue caratteristiche insulari, ha bisogno di servizi ad hoc e di attenzioni particolari che l’USSL non ha mai dimostrato di avere.
Tutti questi motivi ci inducono a richiedere una riunione della commissione nella quale sia prevista la partecipazione dei massimi responsabili dell’USSL 12 per chiarire le motivazioni di queste scelte e, soprattutto, per permettere al Consiglio di prendere una posizione politica in merito.
Simone STEFAN – Capogruppo
Sergio TORCINOVICH - Consigliere
mercoledì 20 agosto 2008
Quarto Palazzo del Cinema: alberi da salvare e giardini perduti
Qui al Lido si levano voci sempre più accorate e indignate per il destino della piccola pineta che sorge, ormai da svariati decenni, là dove verrà costruito il nuovo palazzo del cinema. Eppure, era chiara fin dall’inizio la sorte di quei begli alberi: costituiva il prezzo da pagare per salvare il retrostante parco, nel cui sito secondo una prima ipotesi doveva sorgere l’edificio del quarto palazzo del cinema della Biennale.
E’ il caso di tornare indietro con la memoria. Nel 2004, inaspettatamente almeno per i più, viene ufficialmente comunicata la necessità della Mostra del Cinema di una nuovo edificio atto a contenere le proiezioni e le altre attività festivaliere per rimanere manifestazione di livello internazionale. Poiché tutti al Lido (e per fortuna, non solo al Lido) tengono al mantenimento della prestigiosa kermesse internazionale, la richiesta venne presa in serissima considerazione: fu solo contestata l’ubicazione prescelta per la costruzione, prevista all’interna del parco retrostante la pineta di cui si è detto. Si trattava di un giardino storico, quasi un orto botanico, si argomentò, censito dal PALAV (art. 32 sub C) in quanto “di non comune bellezza” e pertanto “meritevole di tutela rigorosa”: bisogna salvarlo e quindi trovare un'altra ubicazione per il nuovo palazzo. Alcuni individuarono un sito che pareva proprio adattarsi a meraviglia alle esigenze di rilancio della Biennale del cinema: gli spazi dell’ex Ospedale al Mare, da anni dismessi. L’area sembrava ideale per diventare una “cittadella del cinema”, poco distante dai luoghi storici della Mostra e ad essi facilmente collegabile. Idea non proprio peregrina, se è balenata anche all’interno del CdiA dell’Ente culturale e se è stata di recente rilanciata a livello universitario. Ci saremmo, inoltre, risparmiati tutte le a dir poco penose vicende dell’alienazione dell’ex OAM, con un’Azienda sanitaria divenuta prima stazione appaltante per la costruzione del palazzo del cinema, poi semplice venditrice degli spazi al Comune che però per rientrare nelle spese deve infilarsi in una rischiosa operazione i cui esiti sono ancora incerti. Invece no, la Biennale ha puntato i piedi: i luoghi della mostra dovevano essere contigui. Fu allora che maturò l’opzione di salvare almeno il giardino, che risaliva agli anni Trenta, a scapito della meno prestigiosa pineta. Questi erano gli accordi. Il grave è che oggi, a progetto in fase di realizzazione dopo l’ambaradam che conosciamo che riguarda anche i destini della sanità pubblica nelle isole di Lido e Pellestrina, veniamo a scoprire che manco il giardino si salva: l’edificazione del quarto palazzo del cinema se ne mangerà almeno 11 – 12 metri. Per adesso, vien da pensare.
Non credo che al Lido manchino all’appello 5000 alberi: conto comunque di verificarlo nell’assemblea pubblica con VERITAS, che ha curato per conto dell’Amministrazione comunale il censimento delle alberature, assemblea che mi impegno a organizzare entro l’autunno. Riscontro però che nell’isola, a fronte di un costante calo della popolazione, si continua a costruire, asfaltare e piastrellare. Gli standard di verde per mq rimangono elevati e invidiabili, ma non vorrei che commettessimo l’errore di considerare il verde e gli alberi un bene disponibile e di secondaria importanza. C’è bisogno di una svolta culturale ed è su questo che non solo le associazioni ambientaliste, ma anche i semplici cittadini si devono misurare. E, certo, anche la classe dirigente, politica e non.
Sergio Torcinovich
venerdì 8 agosto 2008
Al Lido manca il fisiatra, a Pellestrina l'idroambulanza
Che problemi ci sono per mettere definitivamente a regime la struttura del Monoblocco? Cosa verrà fatto dell'area dell'ex ginecologia, che rimane a vincolo sanitario? Che ne sarà dei servizi di Pellestrina e in particolare dell'idroambulanza, posto che sull'isola vivono cinquemila persone dal punto di vista sanitario praticamente abbandonate a sé stesse? Da consiglieri municipali e da cittadini, aspettiamo risposte.
lunedì 4 agosto 2008
Venga rifinanziata la raccolta di amianto presso i privati!
IL DELEGATO ALL'AMBIENTE CHIEDE IL RIFINANZIAMENTO DELLA RACCOLTA DI MATERIALE CONTENENTE AMIANTO PRESSO I PRIVATI
Subito la Municipalità chiese il rifinanziamento del progetto, nella speranza poi che venisse esteso a tutto il territorio comunale. Non ci fu alcuna risposta e oggi l'Assessore Belcaro preannuncia un finanziamento per la sola Mestre.
Ci chiediamo: perché non anche per Lido e Pellestrina?
Sergio Torcinovich
venerdì 21 marzo 2008
Rifondazione sulla "baraccopoli" del Mose a Santa Maria del Mare
Condividiamo totalmente il comunicato diffuso ieri dal movimento NOMOSE e vogliamo ribadire tutta la nostra contrarietà ed opposizione a questo ECOMOSTRO che in tutte le sue parti (anche nella creazione di alloggi per i lavoratori) ha un effetto devastante, ed incompatibile con il fragilissimo ambiente lagunare e con aree uniche nel Mediterraneo (e per questo vincolate).
L’anno scorso lo stesso progetto era stato respinto dalla Soprintendenza ai beni Ambientali ed Architettonici perché erano valutate come opere non compatibili con un'area sottoposta a ben quattro vincoli ambientali.Le motivazioni addotte oggi per approvare lo stesso progetto, escludendo soluzioni alternative, sono inconsistenti e insostenibili. Tra queste ipotesi viene scartata quella, avanzata anche dalla Municipalità, di usare le ex colonie degli Alberoni.Questi immobili, dopo qualche lavoro di ristrutturazione, avrebbero potuto ospitare anche più dei 500 lavoratori previsti e, a fine lavori, essere riutilizzati per fini sociali. La motivazione per bocciare questa alternativa sarebbe il difficile trasferimento dei lavoratori, scusa assai risibile vista la vicinanza dei cantieri. Se il problema è il ferryboat ricordiamo come ogni giorno molti lavoratori di Pellestrina sono costretti a compiere tragitti molto più lunghi per raggiungere il luogo di lavoro. E' stata respinta anche l'ipotesi di "albergo galleggiante su nave".
E' DEL TUTTO INCOMPRENSIBILE IL CAMBIO REPENTINO DI PARERE DELLA SOPRINTENDENZA CHE PRIMA BOCCIA IL PROGETTO E POI RITIRA IL PARERE NEGATIVO.
Il progetto è stato approvato in totale assenza di una relazione paesaggistica prevista, per legge, per qualsiasi opera che modifichi lo stato dei luoghi.
Per ultimo ricordiamo che la nostra posizione è aderente al programma politico che Rifondazione Comunista ha sottoscritto assieme agli altri partiti della coalizione che ha vinto le elezioni per la Municipalità del Lido e Pellestrina, programma che sulla Salvaguardia dice cose estremamente precise.
Ne riportiamo solo alcuni passaggi:
"...In pratica, senza negare la possibilità di una soluzione di separazione tra mare e laguna in determinate condizioni anche con soluzioni alternative al MOSE maggiormente in grado di difendere Venezia dalle acque alte eccezionali nel caso di scenari di innalzamento dei livelli marini per effetto serra, si tratta di dare corso fin da subito, così come chiesto dal Consiglio Comunale ad azioni, di natura sperimentale, reversibili e di costi contenuti, nonché di minimo impatto ambientale, volte ad incrementare i fenomeni dissipativi alle bocche di porto per verificare sul campo gli effetti reali traendo utili indicazioni per il proseguo di tutti gli interventi di salvaguardia..."
"...Il Consiglio di quartiere di Pellestrina, il Consiglio Comunale di Venezia e il Consiglio della Provincia di Venezia hanno già espresso il loro pare contrario alla realizzazione dei Cantieri per la Costruzione dei cassoni e delle opere preliminari al Mo.Se. a Ca’ Roman e di Santa Maria del Mare; le suddette zone, per la loro alta valenza naturalistica, sono state classificate come Siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale e rischiano di essere stravolte dalla presenza di cantieri estremamente invasivi ed impattanti. La stessa preoccupazione esprimiamo per il cantiere sperimentale in area San Nicolò anche questo collocato in area SIC. Siamo convinti che esistono siti alternativi in altre aree lontane dal nostro territorio. ..."
Luciano Mazzolin
Segretario del Circolo Rifondazione Comunista del Lido e Pellestrina
Simone Stefan
Capogruppo Rifondazione Comunista Municipalità Lido e Pellestrina
Sergio Torcinovich
Consigliere Rifondazione Comunista Municipalità Lido e Pellestrina
Danny Carella
Consigliere Rifondazione Comunista (lista Insieme) Delegazione di Zona di Pellestrina
domenica 9 marzo 2008
Venezia crepa! Grande partecipazione e coda polemica
L'iniziativa ha infasidito il locale centrodestra che ha sollevato una polemica pretestuosa contro di noi: avremmo usato la sala illegittimamente e avremmo offeso il capogruppo leghista Lucio Sambo. Ciò ha portato alla presentazione da parte della destra di un Odg in cui si definiva "gravissima" l'iniziativa, si esprimeva solidarietà all'"offeso" Sambo e si chiedeva la predisposizione di un regolamento per precludere l'uso della sala ai gruppi politici. L'odg è stato ritirato con l'impegno del presidente Gusso a predisporre un regolamento.
Di seguito la risposta dei consiglieri del Prc alle risibili accuse.
----------
Interveniamo nel merito delle polemiche che hanno interessato l'iniziativa organizzata dal nostro gruppo consiliare, in collaborazione con alcune associazioni, domenica 2 marzo, sul tema "Venezia crepa: le grandi navi e il Mose".
Innanzitutto non si è trattato di un'iniziativa elettorale: in quel caso l'avremmo presentata a nome della Sinistra Arcobaleno (nome dell'alleanza in cui ci presentiamo alle prossime elezioni) e non di Rifondazione Comunista e, comunque, la richiesta della sala risaliva al 30 gennaio, quindi a prima della caduta del Governo.
è stato assicurato il contraddittorio: infatti chiunque è stato libero di intervenire dopo la proiezione dei filmati (prodotti peraltro dalle associazioni e non dal nostro partito) e saremmo stati certamente lieti di affrontare i temi in discussione anche confrontandoci con il consigliere Sambo.
In realtà la nostra iniziativa è stata invece provocatoriamente interrotta dal consigliere della Lega Nord che, invitato allora ad attendere l'apertura del dibattito, ha abbandonato la sala. Questo dopo che aveva già tentato di fermare la nostra assemblea pubblica chiamando addirittura la Polizia Municipale (bella prova di democrazia!), che non ha potuto che constatarne l'assoluta legittimità. Peraltro tutti i capigruppo erano stati previamente avvertiti dell'intenzione di svolgere la nostra iniziativa, del tema in discussione e della data in cui avevamo effettuato la richiesta per l'uso della sala: non essendoci giunte lamentele di sorta fino al giorno dell'evento è del tutto evidente l'assoluta strumentalità della polemica. Evidentemente un partito che riesce a fare iniziativa politica dà fastidio!
Per quanto riguarda l'uso della sede della Municipalità ricordiamo come essa sia abitualmente usata per le iniziative più varie: dalla presentazione di libri, alle conferenze di storia navale, dalle primarie del Partito Democratico, alla visita del Patriarca. Come è giusto che sia: non solo perché l'area centrale del Lido manca di altre sale pubbliche, ma anche perché crediamo che la Municipalità debba essere un luogo il più possibile aperto ai cittadini. E' curioso che si proponga oggi di impedirne l'uso proprio ai gruppi consiliari, che hanno il dovere di svolgere in quel luogo la loro attività politica.
Simone Stefan
Sergio Torcinovich
consiglieri Rifondazione Comunista
Municipalità Lido-Pellestrina
-----------
L'introduzione di Simone Stefan

L'intervento di Sergio Torcinovich

Le conclusioni di Luciano Mazzolin, a nome delle associazioni

La Polizia Municipale, chiamata da un consigliere di centrodestra, si apposta davanti all'ingresso del Palazzo della Municipalità dove si sta svolgendo la nostra assemblea pubblica. Se ne andrà molto presto, verificata la legittimità dell'iniziativa.
sabato 9 febbraio 2008
OdG Area Sic di San Nicolò
----------------
IL CONSIGLIO DELLA MUNICIPALITA’ DI LIDO PELLESTRINA
PREMESSO
che ha deliberato parere favorevole al Piano dell’arenile presentato dalla Giunta comunale suggerendo delle integrazioni o parziali modifiche volte a migliorare la tutela naturalistica dell’arenile stesso e a favorire nel contempo lo sviluppo armonico delle attività economiche e assistenziali che in esso si svolgono;
che successivamente detto Piano è stato approvato, con modifiche, con deliberazione del Consiglio Comunale
RILEVATA
in sede di discussione delle controdeduzioni alle osservazioni prodotte da privati la necessità di ricomprendere nelle previsioni di detto piano l’area identificata in Via della Spiaggia Libera a S. Nicolò, attualmente in gran parte adibita a parcheggio, dove però insiste un manufatto bellico (bunker), attualmente in concessione, eretto alla sommità di una duna consolidata;
CONSIDERATO
che detta area è ricompressa nel SIC di S. Nicolò e che, prima dello spianamento, faceva parte del sistema dunoso lì ancora osservabile;
che altresì il SIC è ancora privo di una adeguata ed efficace protezione, essendo per l’appunto quasi del tutto privo di segnaletica e cartellonistica che indichi la sua importanza naturalistica;
TUTTO CIÒ CONSIDERATO E PREMESSO
invita l’Amministrazione comunale, segnatamente il Sindaco e l’Assessore all’ambiente, a considerare seriamente l’ipotesi, più volte avanzata, di affidare la gestione del Sito di Interesse Comunitario, comprendente una pineta meritevole di valorizzazione, a un Ente specializzato nella cura e tutela di aree di rilevante valore naturalistico e ambientale, sulla scorta di quanto positivamente avviene da anni per gli altri SIC presenti nel territorio della Municipalità (Alberoni e Ca’ Roman)
venerdì 30 novembre 2007
Sanità al Lido e Pellestrina: la Municipalità deve riprendere l'iniziativa
Ha perfettamente ragione Giannandrea Mencini, Consigliere con delega alle politiche sanitarie, ad invitare Padoan a occuparsi meno di contabilità e più di sanità; noi, meno diplomaticamente, ci auguriamo che non gli venga rinnovato il mandato, ormai prossimo alla scadenza.
Ma non basta stare ad aspettare: su di una questione di tale portata bisogna sempre tenere alta la guardia, incalzando chi ha il potere di decidere, ricordando quelli che sono gli impegni presi ed esigendone il rispetto. Insomma, bisogna riprendere subito l’iniziativa!
Nel programma del centrosinistra della Municipalità c’è un chiaro ed inequivocabile riferimento alla difesa della sanità pubblica che non può non essere erogata presso strutture pubbliche, peraltro già esistenti e attrezzate. Nel nostro caso, ciò significa che nel Padiglione Rossi (Monoblocco) nell’ex Ospedale al mare vanno concentrati tutti i servizi del distretto 02, come da accordi sindacali e come più volte ribadito dai responsabili dell’AULSS 12. Sennò, perché si sarebbe provveduto a spendere fior di milioni (quanti: quattro? cinque?) per i restauro dei primi piani della struttura? Non costituisce uno spreco ritardare il trasferimento? E’ mai possibile che si rispettino i tempi per il mega ospedale di Zelarino, mentre per la ben più modesta operazione di restauro si accumuli ritardo per un banale collaudo?
E per Pellestrina, un territorio di oltre cinque mila anime senza strutture sanitarie adeguate, cosa si pensa di fare? Se, infatti, per il Lido un’emergenza in certe condizioni atmosferiche crea grossi problemi, per Pellestrina può rivelarsi fatale.
Riconosciamo che la gestione della sanità nel nostro territorio costituisce questione assai complessa e delicata, ma riteniamo che solo l’intervento pubblico sia in grado di garantire, proprio considerato tale grado di complessità, un adeguato livello di difesa del diritto alla salute. Prospettare altre soluzioni, oltretutto estemporanee, aggiunge confusione su confusione. Ci riferiamo a chi lancia messaggi tipo “tutta la sanità al S. Camillo”. Ancora una volta siamo d’accordo con il Delegato alla Sanità: progetti in tal senso non ce ne sono, quindi inutile discorrerne. Oggi bisogna puntare al rispetto dei patti. L’AULSS 12 deve portare tutti i servizi distrettuali al Monoblocco, il centrosinistra di Lido e Pellestrina deve impegnarsi senza ambiguità per la difesa della sanità pubblica e magari adoperarsi per realizzare il concordato incontro pubblico con il responsabile dell’AULSS 12 e il Sindaco allo scopo di fugare definitivamente ogni dubbio.
Simone STEFAN –Capogruppo
Sergio TORCINOVICH - Consigliere
