venerdì 21 settembre 2012
Teatro Marinoni e sfregi alla legalità
Premetto che mi pare che tale sfregio alla legalità sia di assai minor entità dello sfregio “della” legalità, rappresentato dallo scandalo della legalissima operazione Ospedale al Mare-palacinema, sostenuta con ampio consenso bipartisan anche da parte delle forze politiche oggi in maggioranza in Municipalità, che ha visto come unico risultato tangibile la realizzazione del buco costato quasi quaranta milioni di euro.
Entrando nel merito, rilevo che lo “sfregio degli occupanti” ha consentito il recupero alla pubblica fruizione di un edificio storico segnato da anni d'incuria e la sua difesa dalla devastazione sistematica a cui sono andate incontro le altre strutture abbandonate dell'ex ospedale: ha impedito, per esempio, che si ripetessero eventi analoghi alla “scomparsa” della via crucis dalla chiesa e della scultura del leone marciano dal giardino. Lo “sfregio” poi, oltre ad offrire un programma culturale di tutto rispetto, ha messo a disposizione del Lido una sala dove organizzare iniziative, dibattiti ed eventi, quella sala pubblica di cui tanto si sente l'esigenza da parte del mondo associativo lidense e che a tutt'oggi non esiste in strutture comunali.
Auspico che il vibrato appello del Vicepresidente al ripristino della legalità sia volto non ad ipotesi di sgombero, che priverebbero il Lido di una ricchezza (sociale oltre che architettonica) e riprecipiterebbero il Marinoni nel suo antico stato d'abbandono, ma vada piuttosto verso il sostegno da parte della Municipalità delle richieste di chi ha recuperato quello spazio, esplicitate in una petizione, per l'ufficializzazione della gestione collettiva dell'auditorium e per impedirne la vendita a privati.
Simone Stefan
segretario Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra
Venezia-Lido
venerdì 5 marzo 2010
Astensionismo: autolesionista e controproducente
L'astensione tuttavia impedirebbe la rappresentanza in consiglio municipale delle istanze che il Prc ha portato avanti in questi anni. Il parallelo con la situazione comunale, che ci vede sostenere un candidato centrista come Giorgio Orsoni, è evidente. L'importante è che le forze progressiste di sinistra siano rappresentate e determinanti, in grado quindi di influenzare le decisioni. L'astensione non solo darebbe un concreto vantaggio ai partiti della destra, ma appunto impedirebbe, in caso di vittoria del centrosinistra, una reale rappresentanza delle posizioni di sinistra. Riporto di seguito il mio intervento sulla situazione lidense, ripreso da il Gazzettino e da La Nuova.
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Intervengo in merito all'articolo “Gusso si ripresenta, la sinistra si ribella”. Sono noti i motivi di contrasto che ci sono stati tra Rifondazione Comunista e il presidente Gusso nel corso della precedente consiliatura, (in particolare in tema di ambiente, sull'operazione finanziaria Palazzo del Cinema-Ospedale al Mare, sulle modalità di coinvolgimento dei cittadini...) così com'è noto il tentativo di Rifondazione Comunista di costruire un'ipotesi di presidenza diversa, che garantisse una discontinuità rispetto ai temi citati. L'accordo sulla ripresentazione di Giovanni Gusso è avvenuto a livello comunale e non lidense, nell'ambito del quadro complessivo delle sei municipalità. La scelta di presentare comunque la lista Rifondazione-Comunisti Italiani al Lido e a Pellestrina è dovuta, oltre che alla considerazione della necessità primaria di evitare la conquista del nostro territorio da parte della destra e della Lega, anche e soprattutto all'accordo in cinque punti raggiunto (e garantito) a livello comunale riguardo ai temi controversi, con particolare attenzione verso le operazioni speculative che interesseranno il Lido in un prossimo futuro. Ci candidiamo quindi ad essere garanti di quei punti, in coerenza con le posizioni da noi espresse e sostenute nel precedente quinquennio. Perché questo avvenga è però necessario che la Federazione della Sinistra (Prc-Pdci) sia rappresentata e determinante in Consiglio, pertanto considero l'opzione astensionista lesiva e controproducente, in quanto impedirebbe la rappresentanza delle nostre posizioni.
Simone Stefan
segretario Rifondazione Comunista
Lido-Pellestrina
Non voteremo per la municipalità
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Non voteremo per il centrosinistra alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Municipalità di Lido Pellestrina. Non voteremo neanche a destra; semplicemente, non ritireremo la scheda.
La vicenda della designazione del Candidato Presidente della coalizione si è conclusa nel più avvilente e peggiore dei modi. Nell’unica Municipalità in cui forte si era levata la richiesta di una svolta nell’amministrazione del decentramento nel segno di una discontinuità col recente passato, la coalizione allargata al centro con l’UDC ripropone il vecchio Presidente che molti aveva lasciato perplessi per la sua per lo meno scarsa attitudine a considerare gli interessi generali della popolazione e del territorio, avendo egli sempre privilegiato il rapporto con i “poteri forti”, in special modo quelli della vecchia e nuova speculazione urbanistico – immobiliare.
La nostra non è una posizione puramente ideologica: sono i fatti, a tutti ben noti, a condurci a queste considerazioni. Ricordiamone alcuni:
- l’assoluta mancata aderenza ai programmi sottoscritti;
- la conseguente ambiguità sulla questione sanitaria, in particolare sul rapporto pubblico / privato, superata solo a seguito dell’ampia e trasversale mobilitazione popolare che chiedeva la difesa del Monoblocco senza se e senza ma;
- la non volontà di tutelare gli spazi verdi (ad es., il giardino storico del casinò), considerati aree da riempire con nuove costruzioni, parcheggi, cantieri, nel segno della “valorizzazione” e del “recupero” speculativi;
- l’entusiasmo incondizionato per operazioni urbanistiche che modificheranno l’assetto del territorio con l’aggravante dell’espropriazione del ruolo degli enti pubblici rappresentativi, ruolo che viene assegnato a un Commissario governativo che non deve rendere conto a nessuno;
- l’incapacità di pensare una seria ed efficace politica del traffico e della viabilità, a fronte di dati sull’inquinamento dell’aria quanto meno allarmanti;
- un appiattimento stucchevole sulle posizioni dell’Amministrazione centrale, indicativo di subordinazione culturale e di mancanza di prospettive strategiche di una qualche consistenza.
Oggi il Lido è tutto un cantiere e il peggio deve ancora arrivare. Se si sta costruendo l’isola del futuro (ma quale futuro?), è certo che il presente è assai triste e faticoso.
Altre soluzioni erano percorribili, meno traumatiche e maggiormente in grado di rendere coeso il raggruppamento. Ma non si è voluto dare ascolto a motivate e argomentate istanze, per cui ancora una volta dobbiamo registrare che è prevalsa la logica spartitoria sul rispetto delle specificità delle realtà locali.
Ciò che lascia maggiormente stupefatti è il fatto che nessuna forza politica abbia saputo resistere concretamente a questa china e che neanche dalla società civile, come invece ci sarebbe potuto aspettare data l’attenzione per le tematiche ambientali, sia pervenuto un segnale preciso e coerente di opposizione nella direzione della discontinuità.
Non voteremo a destra ma non voteremo neanche per questa coalizione che perseguirà gli obiettivi tipici della destra.
Venezia, 28.02.2010
Bruno AMENDOLA
Alessandro BIASIOLI
Oriella BUSETTO
Salvatore LIHARD
Sergio TORCINOVICH
Gianni VENEZIALE
Eliana ZENNARO
I 5 punti per la Municipalità del Lido e di Pellestrina
1. Rafforzare e rilanciare la partecipazione cittadina
La nuova Municipalità del Lido e di Pellestrina deve essere capace di ascoltare e di dar voce ai bisogni dei suoi abitanti e di interpretarli traducendoli in nuove forme di esercizio della democrazia.
La prossima Amministrazione si impegnerà a rendere effettivo il diritto alla partecipazione dei cittadini e delle loro espressioni associative, siano esse economiche, di categoria, culturali, sociali e a difesa dell'ambiente.
Con questo fine andranno rafforzati e rinnovati alcuni strumenti di democrazia diretta: dalla convocazione di periodiche assemblee cittadine, su temi di forte rilevanza per la comunità del Lido, alla promozione del bilancio partecipato, come momento permanente di valorizzazione della cittadinanza attiva e come strumento di successiva rendicontazione delle proposte e delle scelte effettuate, all’istituzione di uno sportello ad hoc per raccogliere tutte le istanze poste dai cittadini del Lido.
La democrazia e la partecipazione cittadina sono il bene più prezioso della comunità: nessuna deroga può essere pertanto consentita e nessuna gestione commissariale governativa può estendersi aldilà delle competenze e responsabilità assegnate.
2. Una visione coerente del governo del territorio
Il patrimonio territoriale del Lido e di Pellestrina deve essere concepito come un bene comune indivisibile. La salvaguardia naturale e/o monumentale non può essere disgiunta da una coerente gestione unitaria dell’intero territorio amministrativo; ciò significa innanzitutto impedire qualsiasi trasformazione distruttiva privilegiando esplicitamente il recupero e il riutilizzo del patrimonio immobiliare esistente. L’indicazione programmatica che informerà l’operato della prossima amministrazione sarà di assicurare una effettiva e permanente prevalenza dell’interesse pubblico per tutte e per ognuna delle scelte amministrative adottate.
3. La condivisione delle scelte urbanistiche
Le scelte urbanistiche dovranno essere ricondotte nell’alveo delle normali procedure urbanistiche: ciò significa che la logica del commissariamento è da considerarsi estranea e dannosa per lo sviluppo armonico ed equilibrato della comunità locale. In particolare, la prossima amministrazione si prodigherà per un controllo costante delle trasformazioni urbane più sensibili (area ex Ospedale al Mare, aree militari dimesse, etc.) e chiederà la revoca di tutti i compiti del Commissario che esulino dalla realizzazione del Palazzo del Cinema.
4. La solidarietà come elemento di aggregazione sociale
Per affermare una più alta qualità della vita in comunità, è indispensabile un rinnovato sforzo in materia di politiche sociali. L’attenzione alle fasce di popolazione più fragili ed esposte alle difficoltà economiche e al disagio sociale costituirà un punto caratterizzante per la nuova Amministrazione.
Il volontariato sarà valorizzato e reso sinergico rispetto ai servizi sociali in essere. La crescita di maggiori e potenziati spazi pubblici da destinare alle associazioni locali costituirà un contributo effettivo allo sviluppo comunitario.
5. La sanità e il diritto alla salute come diritti inalienabili
La prossima amministrazione si impegna ad assicurare in modo concreto e preciso il potenziamento dei servizi che costituiscono il servizio sanitario di prossimità. Ciò significa, in particolare, il ripristino di alcuni servizi essenziali (idroambulanza di stanza al Lido e presenza del medico rianimatore 24 ore su 24).
Il “Monoblocco” per il Lido e la sede del “Distretto” per Pellestrina, dovranno continuare ad essere i contenitori di riferimento a garanzia del diritto alla difesa della salute di ogni abitante delle isole.
domenica 28 febbraio 2010
Presentata la lista della Federazione della Sinistra per la Municipalità

Negli scorsi mesi Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà e un segmento del mondo ambientalista isolano, raggruppato nel cartello "Ambiente, Salute e Solidarietà", hanno dato vita ad un laboratorio politico che chiedeva discontinuità rispetto alla precedente amministrazione Gusso. In particolar modo si è puntato a ricostruire un'alleanza di centrosinistra rimettendo al centro i temi ambientali e le modalità di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa delle nostre isole. La richiesta di sostituire il candidato presidente con qualcuno più disponibile a rappresentare queste istanze (ricordiamo che Rifondazione è stata costretta, unico caso nelle sei municipalità veneziane, ad abbandonare l'esecutivo municipale) non è stato raccolto dal tavolo comunale che si occupava complessivamente delle trattative sul decentramento. Purtroppo la mancata presentazione di una lista civica ambientalista ha indebolito la prospettiva di presentarci autonomamente, tenuto anche conto che per le elezioni municipali non esiste il ballottaggio.
Si è quindi sottoscritto un accordo tecnico, con lo scopo preciso di impedire la conquista da parte della Lega della nostra Municipalità, accordo in cui sono stati inseriti punti programmatici precisi rispetto alla discontinuità richiesta dalla sinistra e dal mondo ambientalista, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini nella vita amministrativa (assemblee pubbliche periodiche, bilancio partecipativo), sostegno alla sanità pubblica, ridimensionamento del ruolo del commissario governativo (che dovrà limitarsi a seguire i lavori del Palazzo del Cinema).
Perché la prossima amministrazione sia realmente discontinua è necessario però che la nostra forza politica, che ha rappresentato la voce critica della maggioranza negli ultimi cinque anni, sia determinante nel prossimo consiglio municipale e quindi possa fungere da sentinella dell'accordo sottoscritto a livello centrale.
Per questo vi chiediamo di darci la vostra fiducia, forti del lavoro fatto nella precedente consiliatura, e di votare FEDERAZIONE DELLA SINISTRA (RIFONDAZIONE-COMUNISTI ITALIANI).
Pubblichiamo di seguito la nostra lista
STEFAN Simone
BRAVO Margherita
BERTAZZO Giulia Diletta
BERTOTTO Alessandra
BONICELLI Valerio
CANCIAN Alberto
COGO Flavio
D'ANTIGA Luca
DORDIT Valeria
FERRO Willy
GAETANI Sandra
GIUMAN Manuel
PILON Elena
SASSO Silvestro
SECCHI Lorenzo
ZANETTI Cristiano
lunedì 15 febbraio 2010
La Municipalità boccia il piano del traffico. Determinante il voto di Rifondazione
Il gruppo PRC ha votato contro il Piano Generale del Traffico Urbano. Il piano è stato respinto dal Consiglio della Municipalità con il solo voto favorevole del Partito Democratico, incaponitosi sulla questione quando anche gli interventi del pubblico erano stati estremamente critici.
La promessa dell'assessore Mingardi di realizzare un biciplan per il Lido, non è stata ritenuta garanzia sufficiente, soprattutto dato che l'amministrazione è in scadenza. È stata respinta anche la proposta dei Verdi, sostenuta anche da noi, di ritirare il piano e ripresentarlo dopo alcuni giorni integrato dalla proposta di biciplan. Non è rimasto che votare contro. Pubblichiamo in parte l'intervento del nostro capogruppo con le motivazioni del voto contrario di Rifondazione Comunista.
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Innanzitutto poniamo una questione di metodo: ancora a dicembre 2008 abbiamo presentato una serie di osservazioni sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) al protocollo generale. Tali osservazioni non sono state considerate in quanto, apprendiamo dalla stampa, presentate all'ufficio sbagliato. Ci chiediamo quindi che fine abbiano fatto. Abbiamo già posto il problema in commissione e lo riponiamo qui in consiglio. Al di là della questione tecnica qui c'è anche una questione politica: ci viene chiesto il voto sul piano del traffico, quando le nostre osservazioni su di esso non sono state non dico approvate, ma neanche rigettate in maniera motivata: non sono state prese minimamente in considerazione!
Lasciando perdere questa questione, anche perché diverse osservazioni presentate dai cittadini riprendono anche i temi da noi sollevati, entriamo nel merito. Crediamo che il piano sia insufficiente, soprattutto alla luce del fatto che è stato elaborato in ben dieci anni. In larga parte fa una fotografia dell'esistente, esistente che è stato proficuamente realizzato dalla Municipalità in questi anni, che ha dimostrato indubbiamente una sensibilità dell'istituzione sul tema. Tuttavia adesso è ora di andare oltre.
Le nostre osservazioni riguardavano essenzialmente due punti: le piste ciclabili e la previsione di un parcheggio di 456 posti nel campo dei lagunari di S. Nicolò.
Per quanto concerne le piste ciclabili: il piano non le prevede, disegnando al loro posto le corsie riservate, come quelle che oggi si trovano in via Sandro Gallo, da via Colombo verso via Malamocco. Per quanto anche le corsie riservate contribuiscano a dare ordine al traffico, non offrono assolutamente la stessa sicurezza delle piste ciclabili in sede propria. Ricordo che l'introduzione di tali corsie aveva suscitato molti dubbi in commissione e anche critiche da parte della Polizia Municipale ed erano infatti state introdotte in via sperimentale.
La mancata previsione delle piste ciclabili viene giustificata da tre ragioni: innanzitutto dall'”esiguità del traffico veicolare”. Questo ci lascia molto perplessi, il traffico veicolare è notevole ed è certamente eccessivo rispetto alle necessità dell'isola. Poi si adduce una mancanza di spazio: se questo è vero per alcune strade, in altre (per esempio nelle riviere S. Nicolò e S. M. Elisabetta, nella parte di via S. Gallo in cui la carreggiata si allarga, in via Malamocco, nell'ex galoppatoio del tram nei lungomari...) lo spazio è sufficiente. Infine si parla di mancanza di fondi: pochi giorni or sono è stato dato risalto sulla stampa all'inaugurazione del circuito di piste ciclabili di Trivignano per cui é stata spesa una cifra ingente. Siccome il Comune di Venezia è unico, ci chiediamo come mai il Lido non sia stato considerato nel progetto della piste ciclabili: una parte dei fondi stanziati per la terraferma potevano essere impiegati anche nella nostra isola.
Ci si accusa di avere un “approccio ideologico” sulla questione. Ci chiediamo se non sia ideologico l'approccio del sindaco Cacciari che afferma che le piste ciclabili al Lido sono “ridicole”. Non sono ridicole, sono necessarie per la sicurezza!
L'altro punto, dicevo, è la questione del parcheggio di 456 posti auto presso la stazione del Ferry Boat di S. Nicolò. Scopo dichiarato in premessa del Piano del Traffico (PGTU) è la “riduzione del traffico veicolare”. In sede di illustrazione del Piano Urbano della Mobilità (PUM) è stato detto che strumento per realizzare questo obiettivo è la riduzione dei parcheggi, che scoraggia l'uso dell'automobile. Bene, il PGTU del Lido che quindi si pone lo steso obiettivo del PUM, prevede questo mega-parcheggio che peraltro sarebbe destinato alle autovetture dei residenti del centro storico di Venezia, attualmente parcheggiate nelle strade dell'isola. A noi pare che il problema non sia di come “stipare” meglio le auto, ma invece di come evitare che queste arrivino al Lido.
Simone Stefan
capogruppo PRC-SE
Che fine ha fatto il Piano degli Arenili del Lido? Verrà stravolto?
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Simone Stefan
Capogruppo Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Municipalità Lido – Pellestrina
Alberi del Lido
Un altro albero verrà abbattuto al Lido. E’ morto, probabilmente di cancro. Si tratta di un platano centenario, posto all’incrocio tra via Emo e Lungomare Marconi, di fronte all’Excelsior. Presto entreranno in funzione le motoseghe e un alberello verrà messo al suo posto. Ma l’area cambierà i suoi connotati. Quando ero delegato all’ambiente della Municipalità, mi era venuta l’idea di valorizzare quell’albero, segnalandolo in una piccola guida al pari di altri significativi per età ed espansione. L’idea non fu apprezzata e non ebbe seguito, ma col senno di poi è stato meglio così. Infatti, troppi sono gli alberi di grosso fusto abbattuti o in via di abbattimento nell’isola. C’è un piano dell’Amministrazione comunale di abbattimenti e sostituzione, in corso di esecuzione da parte di Veritas. Gli alberi grandi creano problemi: costano per le necessarie potature e sono pericolosi per gli schianti di rami o della stessa pianta in caso di fortunali. Allora è meglio risolvere il problema segando. Avete mai visto curare un albero ammalato? Quello è un lavoro da botanici e giardinieri esperti; in tempi in cui anche la cura delle persone è materia di discussione, figurarci se ci sono risorse disponibili per curare gli alberi! Ormai, la figura del giardiniere responsabile di un’area verde non esiste più: troppo costosa e anacronistica nell’epoca dell’outsourcing. Anche la scelta politica (nazionale) di creare società in mano pubblica per i vari settori di intervento pubblici non è estranea alla poca disponibilità di risorse per la cura (e non solo del verde): l’aumento dei costi di gestione (CdiA, collegi sindacali, strutture burocratiche e quant’altro) sottrae risorse agli interventi istituzionali. La parola, dunque, alle motoseghe. Purtroppo, penso che sic stantibus rebus un altro tipo di interventi sia impensabile: se fossi amministratore di Veritas non credo avrei margini per fare altrimenti.
C’è un’altra questione. Gran parte dei problemi degli alberi derivano dai lavori di edificazione o per i sottoservizi (fognature, telefonia, luce, acqua, gas) che a ritmo incessante e continuativo interessano il territorio. La presenza di apparati radicali confligge col rispetto del cronoprogramma: è più semplice e, forse, economico, tirar dritto, magari senza rispettare il Regolamento del verde, eventualmente pagando per alberi nuovi in sostituzione di quelli irrimediabilmente danneggiati. Ma non sarà più la stessa cosa. Infatti, il profilo paesaggistico del Lido in questi anni è sensibilmente cambiato.
Alberi ce ne sono ancora molti (circa 7.000, contando solo quelli di proprietà comunale): la situazione è certamente invidiabile. Ma di questo passo, il patrimonio arboreo verrà impoverito e appiattito. Se poi consideriamo la scarsa sensibilità in genere verso tutte le aree verdi, che comporta ad es. l’inutile distruzioni di roveti proprio nel periodo della riproduzione dell’avifauna, per il nostro territorio le prospettive ambientali si fanno cupe: meglio mobilitarsi subito, prima che quel che resta di un patrimonio secolare venga dilapidato in pochi anni. Ma nn basta tutelare il singolo albero o una pineta: la consapevolezza che il problema è assai più ampio deve divenire senso comune.
Sergio Torcinovich –
consigliere Rifondazione comunista S. E. - Municipalità Lido Pellestrina
giovedì 30 aprile 2009
Una nuova antenna alle Terre Perse
L'installazione di antenne presso i centri abitati, se non altro per il giustificato allarme sociale che produce, è questione che va sicuramente e al più presto ripresa, a tutti i livelli. Così come va riproposta, con forza e decisione, l'opzione per l'utilizzo delle tecnologie alternative meno pericolose per la salute.
Sebastiano BONZIO - Capogruppo PRC-SE Comune di Venezia
Simone STEFAN - Capogruppo PRC-SE Municipalità Lido-Pellestrina
Sergio TORCINOVICH - Consigliere PRC-SE Municipalità Lido-Pellestrina
venerdì 10 aprile 2009
Via Anita Mezzalira: approvata la proposta di Rifondazione

La realizzazione di tre nuove strade nell'area del P.I.P. delle Terre Perse ha portato la necessità della loro intitolazione. Le prime proposte d'intitolazione erano a Mario Tiso, Antonio Marceglia e San Camillo de Lellis. Tenuto conto che ad Antonio Marceglia è già dedicata la piscina comunale e che a S. Camillo è intitolato l'ospedale dei camillani, si era votata solo l'intitolazione a Mario Tiso, imprenditore lidense, rinviando ad un secondo momento la discussione sulle altre due vie.

giovedì 29 gennaio 2009
Torcinovich lascia la delega all'ambiente
Ciò che invece ha indotto me e il Partito della Rifondazione comunista a questa decisione è stato, innanzitutto, lo scarso interesse dimostrato dalla maggioranza in Municipalità, salve alcune lodevoli eccezioni, nei confronti delle questioni ambientali, in palese violazione del patto programmatico. Se il buongiorno si vede dal mattino, giusto all’indomani della riconferma dell’amministrazione di centro sinistra per Lido Pellestrina, l’Esecutivo, senza alcuna motivazione plausibile, ha bocciato la mia proposta di ricostituzione del “Gruppo ambiente” che prevedeva la partecipazione attiva di cittadini e associazioni. Eppure, nella precedente consiliatura tale gruppo aveva svolto un apprezzabilissimo lavoro …
Da lì in poi il mio ruolo di delegato all’ambiente è stato più volte misconosciuto e scavalcato in una sorta di autoreferenzialità presidenzialistica. Da ultimo, il caso dell’importante progetto ambientale sulle tegnue realizzato dal Comune col decisivo apporto della Municipalità … all’insaputa del delegato all’ambiente! I miei tentativi di stimolare un lavoro collettivo, “di squadra” sono falliti anche a causa della vuotezza della delega. Finché si trattava di votare innocui documenti, costituenti mere petizioni di principio, non sorgevano problemi; ma quando si è trattato di operare concretamente in difesa del verde e dell’ambiente, magari operando scelte e impegnando risorse, c’erano sempre altre priorità e tutto finiva in studi di fattibilità, mai del resto approntati. Così è stato per il recupero di un’area verde a Malamocco, per dotare il parco di terre perse di un’area cani agibile, per la realizzazione di piste ciclabili
Soprattutto, ciò che è mancato e manca è una visione complessiva e prospettica in cui inserire le varie questioni affrontate. Si procede per scelte singole, senza delineare una comune e condivisa visione di insieme, perché la sintesi è affidata a pochi fedelissimi decisori, per di più ossequioso ai (presunti) poteri forti locali. In questo quadro, l’ambiente particolarmente prezioso di Lido e Pellestrina diventa questione di “valorizzazione”, il che ha finora comportato nella migliore delle ipotesi rendere giardino o “parcheggio a verde” aree che andavano ben altrimenti tutelate.
Eppure, nel programma del centrosinistra che ancora considero e consideriamo valido, gli elementi per una buona politica ambientale c’erano e in misura notevole.
L’ altro riguardo che mi obbliga a rinunciare alla delega è appunto la sua inefficacia pratica. In questi anni, nonostante i miei solitari sforzi per invertire la tendenza, mi sono accorto che non potevo contare su nessun reale potere di intervento. Le Municipalità non sono state fornite di deleghe sull’ambiente. E ciò ha dato luogo a un solo apparente paradosso: l’aumento del potere dei funzionari e degli uffici comunali, a dispetto delle intenzioni di fornire ai cittadini uno strumento di controllo e di decisione politica a loro più vicino. Infatti, le proposte, i suggerimenti e le indicazioni avanzate all’Amministrazione comunale andavano e vanno sempre sottoposte al vaglio del dirigente del settore competente, il quale si riserva di decidete assumendo di fatto il ruolo di decisore politico, nel mentre la responsabilità politica relative alle scelte (o alle non - scelte) rimane comunque in capo al delegato / consigliere. Lo stesso vale all’interno della Municipalità stessa. Non essendovi deleghe specifiche sull’ambiente, tutte le opere e gli interventi che incidevano su questo spesso non venivano neanche anticipati e discussi col Delegato. Così è stato, solo per fare due esempio, per la realizzazione del parco di terre perse e per la bretella per gli autobus dell’ACTV a Malamocco; pure i parcheggi nel verde dell’intervento di Piazze S. Antonio e Traù, inseriti in corso d’opera, sono stati fatti all’insaputa del delegato all’ambiente.
Addirittura anche per cose previste da norme e regolamenti bisogna aspettare il placet degli Uffici: così è per l’affidamento delle aiuole di piazza Traù alla cura dei residenti. Incontri spiegazioni e accordi non sono bastati , adesso la decisione (ripeto: per una cosa prevista dal regolamento per il verde pubblico!) spetta agli Uffici comunali. E intanto gli anni passano.
Quattro ne sono passati da quando ho segnalato la pericolosa discarica dietro il cimitero di Pellestrina, suggerendo di mettere una barra per impedire il suo riformarsi una volta bonificata l’area. La barra non è stata messa, né la bonifica stata fatta, nonostante solleciti, incontri, sopralluoghi e richiami. E che dire dell’impianto fotovoltaico per la piscina energivora di Ca’ Bianca? Ho portato il progetto a costo zero fino all’Assessore ai Lavori pubblici ma non si è potuto fare nulla … bisognava percorrere altre strade … nulla di fatto, insomma.
Quasi due anni di discussioni, a volte anche aspra, è costato l’esame del Piano dell’arenile. La proposta elaborata dalla Municipalità è stata, in quell’occasione, condivisa e articolata in modo dettagliato: ora il Piano è fermo in qualche Ufficio e sono stati annunciati cambiamenti da autorevole membro della Giunta comunale, sulla cui natura nulla ufficialmente si sa. E gli anni passano.
Mi rimane il rammarico per il fatto che tali questioni le avevo individuate e segnalate ancora anni fa ma tali analisi non sono mai state prese in considerazione. Anzi, le prese di posizione politiche mie del mio gruppo politico sono state per lo più ridotte al rango di questioni personali o di semplice ricerca di visibilità giornalistica. Per noi è stato veramente difficile operare in queste condizioni. Tuttavia, poiché riteniamo ancora valido il patto programmatico del centrosinistra a suo tempo siglato, cercherò assieme al mio Gruppo di contribuire alla sua realizzazione dai banchi del Consiglio, anche per rispetto del voto di preferenza che gli elettori mi hanno assegnato.
Venezia Lido, 29 Gennaio 2009
Sergio TORCINOVICH
Consigliere Municipalità Lido e Pellestrina
Gruppo Rifondazione comunista - Sinistra europea
giovedì 8 gennaio 2009
Chiediamo una nuova convocazione della commissione sanità
Politiche Sociali ed Educative – Sanità
Pietro BALLARIN
e, p.c. Al Delegato alle Politiche sociali ed educative e sanitarie
Giannandrea MENCINI
MUNICIPALITÀ LIDO PELLESTRINA
Oggetto: Richiesta riunione IV Commissione
Venezia-Lido, 8 gennaio 2009
Notizie di stampa danno ormai per certo il trasferimento del servizio di radiologia presso la struttura privata del S. Camillo. Questa scelta della Regione ci pare quantomeno contraddittoria con le assicurazione di USSL 12 e del Sindaco che promettevano il trasferimento di tutti i servizi sanitari al Monoblocco. Inoltre, ci pare assurdo delocalizzare un servizio così importante in un luogo lontano dal punto di primo intervento, fatto che costringerebbe i traumatizzati a dolorosi, costosi e pericolosi trasporti da una parte all’altra dell’isola prima di venire, se del caso, trasferiti nella struttura ospedaliera del Civile.
Fra la popolazione serpeggia un’altra fonte di preoccupazione, relativa alla sostanziale chiusura del sevizio di rianimazione presso il Punto di primo intervento che non sarebbe più assegnato a medici specializzati. La preoccupazione è anche nostra, sia in quanto cittadini che amministratori. Ci chiediamo infatti cosa potrà succedere in caso di pazienti che necessitino di stabilizzazioni salvavita; ma ci chiediamo anche cosa potrà avvenire, per l’economia turistica, se si venisse a spargere la voce che a Lido Pellestrina mancano i servizi sanitari di base.
Ricordiamo che il territorio della nostra Municipalità, proprio per le sue caratteristiche insulari, ha bisogno di servizi ad hoc e di attenzioni particolari che l’USSL non ha mai dimostrato di avere.
Tutti questi motivi ci inducono a richiedere una riunione della commissione nella quale sia prevista la partecipazione dei massimi responsabili dell’USSL 12 per chiarire le motivazioni di queste scelte e, soprattutto, per permettere al Consiglio di prendere una posizione politica in merito.
Simone STEFAN – Capogruppo
Sergio TORCINOVICH - Consigliere
lunedì 1 dicembre 2008
Osservazioni Piano del Traffico
PARCHEGGI
-Parcheggio a S. Nicolò (4.4.2): si prevede la costruzione di un parcheggio a pagamento per circa 400 posti nell'area verde situata tra via G. Selva, R. Morandi e riviera S. Nicolò. Il parcheggio sarebbe in particolare dedicato alle autovetture dei residenti del centro storico.
Questa previsione ci pare contraddittoria rispetto agli obiettivi del piano, che dovrebbero essere incentrati sulla diminuzione del traffico veicolare e quindi sul portare meno automobili possibili in isola. Sarebbe invece da disincentivare l'arrivo di automobili di non residenti, non solo per limitare il più possibile il traffico, ma anche per decongestionare il ferry-boat, il cui utilizzo, specialmente nei mesi estivi, spesso versa in condizioni di criticità.
L'area indicata inoltre, è di particolare pregio per la presenza degli antichi bastioni del forte che andrebbero ripuliti dalle erbacce e dai rovi e contornati da uno spazio erboso, realizzando magari un percorso pedonale o ciclo pedonale che li seguisse da S. Nicolò fino ad oltre i capannoni delle ex officine aeronavali. Inoltre, data la posizione relativamente centrale e la vicinanza alla spiaggia ed al ferry-boat, l'area potrebbe essere utilizzata ad altri scopi: ricordiamo, a titolo d'esempio, la proposta avanzata dal Delegato Stipitivich di realizzare lì il “Lido Village”, ipotesi poi abortita per la mancata concessione dell'area da parte dell'Esercito.
PERCORSI CICLABILI (cfr. 4.1.3; 4.4.3; 4.4.4)
È stato sottolineato durante l'illustrazione del Piano in commissione, come non sia prevista la costruzione di piste ciclabili. Si prevede invece la realizzazione di “corsie riservate monodirezionali” per le biciclette, come già realizzato in un lungo tratto delle vie S. Gallo e Malamocco.
Ricordiamo come la realizzazione delle corsie avesse carattere sperimentale e come abbia comportato una serie di polemiche e di critiche, anche da parte della Polizia Municipale. Se è certamente vero che queste corsie hanno dato maggiore ordine alla circolazione ed hanno contribuito a rallentare il traffico, è anche vero che non offrono nemmeno lontanamente la protezione che offrirebbero vere e proprie piste ciclabili.
Riteniamo pertanto necessario valutare la possibilità di inserire nel piano la realizzazione delle piste ciclabili, laddove l'ampiezza della carreggiata lo consenta. In particolare
-Nei lungomari G. D'Annunzio e G. Marconi, anche in caso utilizzando in parte la sede dell'ex galoppatoio del tram.
-In riviera S. Nicolò e S. M. Elisabetta e nei tratti sufficientemente ampi delle vie S. Gallo e Malamocco, utilizzando una porzione del marciapiede.
Inoltre vanno ridefiniti gli accessi alla pista ciclabile di via G. Selva: attualmente è impossibile la svolta in via R. Morandi, è difficoltoso l'accesso dal lato laguna (a causa della presenza di un pannello per affissioni pubblicitarie e di una baracca già in uso all'Actv) ed inoltre l'uscita verso la laguna è contromano.
Riteniamo positivo il disegno del percorso ciclabile di progetto, così come indicato nelle tavole 4.01 a, b, c. comprensivo dei Murazzi, di via Lepanto e delle piste ciclabili esistenti.
Proponiamo però di ampliare detto percorso avanzando le proposte riportate di seguito che, se accolte, permetterebbero di ottenere un percorso ciclabile che coprirebbe tutto il Lido e che avrebbe valenze paesaggistiche e naturalistiche notevoli. Questo, oltre a rendere usufruibile il percorso a tutti i cittadini, potrebbe anche potenziare un turismo (che già esiste a livello embrionale) di percorsi in bici assistiti.
Lido Nord:
-Realizzare un tratto che colleghi via G. Selva con Piazzale Ravà e via U. Klinger, comprendendo poi la strada sterrata che attraversa l'oasi di San Nicolò fino alla riva della bocca di porto del Lido. Da questo punto valutare la possibilità di arrivare, girando intorno al muro perimetrale dei cantieri del MoSE (per esempio mediante passarelle di legno posate su sabbia), all'inizio della diga per proseguire poi fino al faro di San Nicolò del Lido.
-Da Via Selva verso S. Nicolò: prevedere una diramazione a Nord per la riviera S. Nicolò verso la chiesa San Nicolò e la zona militare con ritorno per Via dei Sammichieli.
-Da via Selva verso Santa Maria Elisabetta: prevedere una diramazione a Sud utilizzando la passeggiata pedonale molto ampia a bordo laguna delle riviere S. Nicolò e S. M. Elisabetta per l'uso promiscuo con biciclette.
Da Rotatoria di via S. Gallo con Via Morosini ampliare il percorso con variante pista ciclabile che prendendo via V. Falier arrivi in Riva Corinto, riviera B. Marcello, via C. Colombo e si ricolleghi con via S. Gallo. Da qui il tracciato in direzione Malamocco prosegue utilizzando in parte il marciapiede per dare continuità al modello attuato dalla zona delle “Case Rosse” in poi.
-Dopo Malamocco, da via Doge Galla in direzione sud, deviazione lato laguna (valutando la possibilità di utilizzo del percorso pedonale in direzione Alberoni).
-Dall'imbarco ferry boat per Pellestrina continuazione per strada della Droma verso Faro Rocchetta, prosecuzione per la diga degli Alberoni costeggiando i cantieri del MoSE e da qui fino alla punta del Faro degli Alberoni.
-Dalla diga degli Alberoni, tramite la strada sterrata che attraversa l'oasi Alberoni, percorso fino ai bagni Alberoni (attrezzando la strada sterrata tramite la posa di passerelle di legno sul fondo stradale sabbioso o con una soluzione tipo nido d’ape in materiale plastico o lapideo).
-Dai bagni Alberoni prendendo strada vecchia dei bagni ricongiungimento del tracciato su strada della Droma.
Simone STEFAN
giovedì 4 settembre 2008
Tolto alla madre perché di Rifondazione: intervento in municipalità
Mi scuso se ruberò un minuto al consiglio ma volevo fare una dichiarazione che riguarda la mia organizzazione giovanile. Come forse alcuni sanno, io non sono iscritto a Rifondazione Comunista con la tessera del Partito bensì con la tessera della sua organizzazione giovanile, denominata Giovani Comuniste e Comunisti. Vorrei fare questa dichiarazione perché si è verificato nei giorni scorsi, come avrete appresso dalla stampa, un fatto che reputo parecchio grave. Un ragazzo a Catania, aderente ai Giovani Comunisti, è stato tolto alla madre ovviamente in seguito ad una situazione degradata e certamente triste come purtroppo ve ne sono ogni giorno troppe. Quello che mi ha colpito è che tra le carte allegate dagli assistenti sociali, per dimostrare l'indegnità della madre e la sregolatezza del figlio, è stata inserita la tessera del mio movimento, con la giustificazione che sarebbe un'organizzazione di estremisti dediti all'uso di alcool e di sostanze psicotrope (come il quotidiano la Repubblica ha riportato).
Un'organizzazione peraltro che ha inciso profondamente nel processo di rinnovamento che ha vissuto Rifondazione Comunista: un processo di ricerca che ha fatto sì che il mio Partito non sia solo un'accozzaglia di nostalgici dell'Unione Sovietica ma ben altro: non per niente il circolo di questo compagno è intitolato ai morti di piazza Tien An Men.
Pertanto ho sentito questo fatto come grave sia politicamente che culturalmente: mi scuso col consiglio se ho rubato questi due minuti del vostro tempo ma in quanto iscritto al movimento dei Giovani Comunisti mi sentivo in dovere, visto che ho il privilegio e l'onore di rappresentare una comunità in un consiglio e quindi ho una possibilità di visibilità maggiore rispetto ad altri compagni che lavorano in maniera più silenziosa di me, di esprimere la mia solidarietà al compagno catanese e di dirvi queste cose. Vi ringrazio.
lunedì 25 agosto 2008
Sanità al Lido e Pellestrina: richiediamo la convocazione di una commissione
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Al Presidente della IV Commissione Consiliare
Pietro BALLARIN
p.c. Al Delegato alla sanità
Giannandrea MENCINI
oggetto: richiesta convocazione commissione
Venezia – Lido, 25 agosto 2008
Il consiglio della Municipalità ha approvato recentemente la delibera che autorizza il Sindaco a partecipare alla conferenza di servizi finalizzata alla costruzione del nuovo palazzo della Mostra del Cinema e all'acquisto e successiva alienazione dei padiglioni dismessi dell'ex Ospedale al Mare. La delibera parlava di un (generico) impegno dell'Aulss 12 a potenziare i servizi sanitari al Lido.
Tramite stampa abbiamo appreso diverse notizie riguardanti la sanità locale. In particolare:
- privatizzazione del servizio di idroambulanza di Pellestrina;
- attuale mancanza del medico fisiatra nel distretto 2 e prossimo affidamento del servizio all'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare;
- acquisizione dell'ex Istituto Carlo Stebb da parte dell'Aulss;
Inoltre non abbiamo più notizie della situazione del Monoblocco (l'Aulss procede al trasferimento
dei servizi o continua a tergiversare?).
Riteniamo pertanto opportuno chiedere la convocazione della IV Commissione Consiliare per illustrare ai consiglieri ed ai cittadini queste operazioni, per avere notizie dell'attuale situazione del Monoblocco e per formulare eventuali proposte in merito.
Il capogruppo PRC-SE
Simone STEFAN
mercoledì 20 agosto 2008
Quarto Palazzo del Cinema: alberi da salvare e giardini perduti
Qui al Lido si levano voci sempre più accorate e indignate per il destino della piccola pineta che sorge, ormai da svariati decenni, là dove verrà costruito il nuovo palazzo del cinema. Eppure, era chiara fin dall’inizio la sorte di quei begli alberi: costituiva il prezzo da pagare per salvare il retrostante parco, nel cui sito secondo una prima ipotesi doveva sorgere l’edificio del quarto palazzo del cinema della Biennale.
E’ il caso di tornare indietro con la memoria. Nel 2004, inaspettatamente almeno per i più, viene ufficialmente comunicata la necessità della Mostra del Cinema di una nuovo edificio atto a contenere le proiezioni e le altre attività festivaliere per rimanere manifestazione di livello internazionale. Poiché tutti al Lido (e per fortuna, non solo al Lido) tengono al mantenimento della prestigiosa kermesse internazionale, la richiesta venne presa in serissima considerazione: fu solo contestata l’ubicazione prescelta per la costruzione, prevista all’interna del parco retrostante la pineta di cui si è detto. Si trattava di un giardino storico, quasi un orto botanico, si argomentò, censito dal PALAV (art. 32 sub C) in quanto “di non comune bellezza” e pertanto “meritevole di tutela rigorosa”: bisogna salvarlo e quindi trovare un'altra ubicazione per il nuovo palazzo. Alcuni individuarono un sito che pareva proprio adattarsi a meraviglia alle esigenze di rilancio della Biennale del cinema: gli spazi dell’ex Ospedale al Mare, da anni dismessi. L’area sembrava ideale per diventare una “cittadella del cinema”, poco distante dai luoghi storici della Mostra e ad essi facilmente collegabile. Idea non proprio peregrina, se è balenata anche all’interno del CdiA dell’Ente culturale e se è stata di recente rilanciata a livello universitario. Ci saremmo, inoltre, risparmiati tutte le a dir poco penose vicende dell’alienazione dell’ex OAM, con un’Azienda sanitaria divenuta prima stazione appaltante per la costruzione del palazzo del cinema, poi semplice venditrice degli spazi al Comune che però per rientrare nelle spese deve infilarsi in una rischiosa operazione i cui esiti sono ancora incerti. Invece no, la Biennale ha puntato i piedi: i luoghi della mostra dovevano essere contigui. Fu allora che maturò l’opzione di salvare almeno il giardino, che risaliva agli anni Trenta, a scapito della meno prestigiosa pineta. Questi erano gli accordi. Il grave è che oggi, a progetto in fase di realizzazione dopo l’ambaradam che conosciamo che riguarda anche i destini della sanità pubblica nelle isole di Lido e Pellestrina, veniamo a scoprire che manco il giardino si salva: l’edificazione del quarto palazzo del cinema se ne mangerà almeno 11 – 12 metri. Per adesso, vien da pensare.
Non credo che al Lido manchino all’appello 5000 alberi: conto comunque di verificarlo nell’assemblea pubblica con VERITAS, che ha curato per conto dell’Amministrazione comunale il censimento delle alberature, assemblea che mi impegno a organizzare entro l’autunno. Riscontro però che nell’isola, a fronte di un costante calo della popolazione, si continua a costruire, asfaltare e piastrellare. Gli standard di verde per mq rimangono elevati e invidiabili, ma non vorrei che commettessimo l’errore di considerare il verde e gli alberi un bene disponibile e di secondaria importanza. C’è bisogno di una svolta culturale ed è su questo che non solo le associazioni ambientaliste, ma anche i semplici cittadini si devono misurare. E, certo, anche la classe dirigente, politica e non.
Sergio Torcinovich
venerdì 8 agosto 2008
Al Lido manca il fisiatra, a Pellestrina l'idroambulanza
Che problemi ci sono per mettere definitivamente a regime la struttura del Monoblocco? Cosa verrà fatto dell'area dell'ex ginecologia, che rimane a vincolo sanitario? Che ne sarà dei servizi di Pellestrina e in particolare dell'idroambulanza, posto che sull'isola vivono cinquemila persone dal punto di vista sanitario praticamente abbandonate a sé stesse? Da consiglieri municipali e da cittadini, aspettiamo risposte.
lunedì 4 agosto 2008
Venga rifinanziata la raccolta di amianto presso i privati!
IL DELEGATO ALL'AMBIENTE CHIEDE IL RIFINANZIAMENTO DELLA RACCOLTA DI MATERIALE CONTENENTE AMIANTO PRESSO I PRIVATI
Subito la Municipalità chiese il rifinanziamento del progetto, nella speranza poi che venisse esteso a tutto il territorio comunale. Non ci fu alcuna risposta e oggi l'Assessore Belcaro preannuncia un finanziamento per la sola Mestre.
Ci chiediamo: perché non anche per Lido e Pellestrina?
Sergio Torcinovich
venerdì 21 marzo 2008
Rifondazione sulla "baraccopoli" del Mose a Santa Maria del Mare
Condividiamo totalmente il comunicato diffuso ieri dal movimento NOMOSE e vogliamo ribadire tutta la nostra contrarietà ed opposizione a questo ECOMOSTRO che in tutte le sue parti (anche nella creazione di alloggi per i lavoratori) ha un effetto devastante, ed incompatibile con il fragilissimo ambiente lagunare e con aree uniche nel Mediterraneo (e per questo vincolate).
L’anno scorso lo stesso progetto era stato respinto dalla Soprintendenza ai beni Ambientali ed Architettonici perché erano valutate come opere non compatibili con un'area sottoposta a ben quattro vincoli ambientali.Le motivazioni addotte oggi per approvare lo stesso progetto, escludendo soluzioni alternative, sono inconsistenti e insostenibili. Tra queste ipotesi viene scartata quella, avanzata anche dalla Municipalità, di usare le ex colonie degli Alberoni.Questi immobili, dopo qualche lavoro di ristrutturazione, avrebbero potuto ospitare anche più dei 500 lavoratori previsti e, a fine lavori, essere riutilizzati per fini sociali. La motivazione per bocciare questa alternativa sarebbe il difficile trasferimento dei lavoratori, scusa assai risibile vista la vicinanza dei cantieri. Se il problema è il ferryboat ricordiamo come ogni giorno molti lavoratori di Pellestrina sono costretti a compiere tragitti molto più lunghi per raggiungere il luogo di lavoro. E' stata respinta anche l'ipotesi di "albergo galleggiante su nave".
E' DEL TUTTO INCOMPRENSIBILE IL CAMBIO REPENTINO DI PARERE DELLA SOPRINTENDENZA CHE PRIMA BOCCIA IL PROGETTO E POI RITIRA IL PARERE NEGATIVO.
Il progetto è stato approvato in totale assenza di una relazione paesaggistica prevista, per legge, per qualsiasi opera che modifichi lo stato dei luoghi.
Per ultimo ricordiamo che la nostra posizione è aderente al programma politico che Rifondazione Comunista ha sottoscritto assieme agli altri partiti della coalizione che ha vinto le elezioni per la Municipalità del Lido e Pellestrina, programma che sulla Salvaguardia dice cose estremamente precise.
Ne riportiamo solo alcuni passaggi:
"...In pratica, senza negare la possibilità di una soluzione di separazione tra mare e laguna in determinate condizioni anche con soluzioni alternative al MOSE maggiormente in grado di difendere Venezia dalle acque alte eccezionali nel caso di scenari di innalzamento dei livelli marini per effetto serra, si tratta di dare corso fin da subito, così come chiesto dal Consiglio Comunale ad azioni, di natura sperimentale, reversibili e di costi contenuti, nonché di minimo impatto ambientale, volte ad incrementare i fenomeni dissipativi alle bocche di porto per verificare sul campo gli effetti reali traendo utili indicazioni per il proseguo di tutti gli interventi di salvaguardia..."
"...Il Consiglio di quartiere di Pellestrina, il Consiglio Comunale di Venezia e il Consiglio della Provincia di Venezia hanno già espresso il loro pare contrario alla realizzazione dei Cantieri per la Costruzione dei cassoni e delle opere preliminari al Mo.Se. a Ca’ Roman e di Santa Maria del Mare; le suddette zone, per la loro alta valenza naturalistica, sono state classificate come Siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale e rischiano di essere stravolte dalla presenza di cantieri estremamente invasivi ed impattanti. La stessa preoccupazione esprimiamo per il cantiere sperimentale in area San Nicolò anche questo collocato in area SIC. Siamo convinti che esistono siti alternativi in altre aree lontane dal nostro territorio. ..."
Luciano Mazzolin
Segretario del Circolo Rifondazione Comunista del Lido e Pellestrina
Simone Stefan
Capogruppo Rifondazione Comunista Municipalità Lido e Pellestrina
Sergio Torcinovich
Consigliere Rifondazione Comunista Municipalità Lido e Pellestrina
Danny Carella
Consigliere Rifondazione Comunista (lista Insieme) Delegazione di Zona di Pellestrina
domenica 9 marzo 2008
Venezia crepa! Grande partecipazione e coda polemica
L'iniziativa ha infasidito il locale centrodestra che ha sollevato una polemica pretestuosa contro di noi: avremmo usato la sala illegittimamente e avremmo offeso il capogruppo leghista Lucio Sambo. Ciò ha portato alla presentazione da parte della destra di un Odg in cui si definiva "gravissima" l'iniziativa, si esprimeva solidarietà all'"offeso" Sambo e si chiedeva la predisposizione di un regolamento per precludere l'uso della sala ai gruppi politici. L'odg è stato ritirato con l'impegno del presidente Gusso a predisporre un regolamento.
Di seguito la risposta dei consiglieri del Prc alle risibili accuse.
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Interveniamo nel merito delle polemiche che hanno interessato l'iniziativa organizzata dal nostro gruppo consiliare, in collaborazione con alcune associazioni, domenica 2 marzo, sul tema "Venezia crepa: le grandi navi e il Mose".
Innanzitutto non si è trattato di un'iniziativa elettorale: in quel caso l'avremmo presentata a nome della Sinistra Arcobaleno (nome dell'alleanza in cui ci presentiamo alle prossime elezioni) e non di Rifondazione Comunista e, comunque, la richiesta della sala risaliva al 30 gennaio, quindi a prima della caduta del Governo.
è stato assicurato il contraddittorio: infatti chiunque è stato libero di intervenire dopo la proiezione dei filmati (prodotti peraltro dalle associazioni e non dal nostro partito) e saremmo stati certamente lieti di affrontare i temi in discussione anche confrontandoci con il consigliere Sambo.
In realtà la nostra iniziativa è stata invece provocatoriamente interrotta dal consigliere della Lega Nord che, invitato allora ad attendere l'apertura del dibattito, ha abbandonato la sala. Questo dopo che aveva già tentato di fermare la nostra assemblea pubblica chiamando addirittura la Polizia Municipale (bella prova di democrazia!), che non ha potuto che constatarne l'assoluta legittimità. Peraltro tutti i capigruppo erano stati previamente avvertiti dell'intenzione di svolgere la nostra iniziativa, del tema in discussione e della data in cui avevamo effettuato la richiesta per l'uso della sala: non essendoci giunte lamentele di sorta fino al giorno dell'evento è del tutto evidente l'assoluta strumentalità della polemica. Evidentemente un partito che riesce a fare iniziativa politica dà fastidio!
Per quanto riguarda l'uso della sede della Municipalità ricordiamo come essa sia abitualmente usata per le iniziative più varie: dalla presentazione di libri, alle conferenze di storia navale, dalle primarie del Partito Democratico, alla visita del Patriarca. Come è giusto che sia: non solo perché l'area centrale del Lido manca di altre sale pubbliche, ma anche perché crediamo che la Municipalità debba essere un luogo il più possibile aperto ai cittadini. E' curioso che si proponga oggi di impedirne l'uso proprio ai gruppi consiliari, che hanno il dovere di svolgere in quel luogo la loro attività politica.
Simone Stefan
Sergio Torcinovich
consiglieri Rifondazione Comunista
Municipalità Lido-Pellestrina
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L'introduzione di Simone Stefan

L'intervento di Sergio Torcinovich

Le conclusioni di Luciano Mazzolin, a nome delle associazioni

La Polizia Municipale, chiamata da un consigliere di centrodestra, si apposta davanti all'ingresso del Palazzo della Municipalità dove si sta svolgendo la nostra assemblea pubblica. Se ne andrà molto presto, verificata la legittimità dell'iniziativa.
