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venerdì 21 settembre 2012

Festa di Liberazione: alcune foto dei compagni del circolo del Lido

Il dibattito sulla TAV il 31 agosto, con Checchino Antonini, giornalista di Liberazione; Marco Simionato, coordinamento No Tav Venezia-Trieste; Simone Stefan, segretario circolo del Lido di Rifondazione Comunista; Rosa Rinaldi, segreteria nazionale Rifondazione Comunista; Gianni Foffano, onsigliere comunale di Quarto d'Altino, Rifondazione Comunista.  
 Il banchetto dei Giovani Comunisti: Simone Stefan e Giovanna Piccoli
Flavio Cogo al banchetto del comitato No Grandi Navi, con Luciano Mazzolin, dell'Associazione Ambientevenezia
Federico Di Giandomenico in cucina, con Sofia Marri

Gianni Veneziale (a destra) ascolta un dibattito con l'inseparabile cagnolina Asta.


La festa, con grande successo di pubblico si è tenuta dal 24 agosto al 2 settembre in campo S. Giacomo da l'Orio. Di particolare rilievo i due dibattiti con Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: il primo con Pierre Laurent del Front de Gauche e con Gianni Rinaldini dirigente della Fiom-Cgil, il secondo con Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom-Cgil e Alexis Tsipras, leader della Federazione della Sinistra Radicale greca - Syriza. Il video completo del secondo dibattito è interamente scaricabilem dal sito provinciale del partito http://www.prcvenezia.org

sabato 2 giugno 2012

Presidio unitario FDS SEL IDV in difesa dell'art. 18, 29.05.2012

Abbiamo partecipato al presidio unitario della Federazione della Sinistra, di Sinistra Ecologia e Libertà e dell'Italia dei Valori, in difesa dell'articolo 18, del diritto a non essere licenziati senza giusta causa e quindi ad essere reintegrati nel luogo di lavoro. La riforma votata ieri, anche dal Partito Democratico e tra i balbettamenti della Cgil distrugge diritti conquistati in decenni di lotta. C'è bisogno di sinsitra e di unità, per costruire l'alternativa.



 In ricordo del compagno Alessandro Sabiucciu, improvvisamente mancato la sera prima.
 Renato Panciera, Renato Darsiè (Pdci), Flavio Cogo


lunedì 7 maggio 2012

Questo PAT non passerà!

Il 26 aprile il nostro circolo ha organizzato una raccolta di firme in Gran Viale, in sostegno della osservazione proposta dal gruppo consiliare della Federazione della Sinistra in Comune, in modifica del Piano di Assetto Territoriale. L'osservazione chiede in particolare la eliminazione della previsione della costruzione di Tessera City e il mantenimento dei vincoli urbanistici vigenti che prevedono già la possibilità di edificazione per lo stadio e per la cittadella dello sport. Siamo fermamente contrari alla speculazione sulle aree agricole e al raddoppio dell'aeroporto, che avverrebbe in un'area ad altissimo rischio idrogeologico. Ricordiamo che la Federazione della Sinistra è stato l'unico partito della maggioranza che si è schierato contro questo Piano d'Assetto Territoriale. Continuiamo la mobilitazione contro altro cemento e per proporre un'idea diversa di città.

Gianni Veneziale, Flavio Cogo, Simone Stefan

Riproponiamo la registrazione del dibattito

"Un nuovo PAT per il Comune di Venezia"

che si è tenuto alla Festa di Rifondazione Comunista il 31 agosto 2011.
Nel video ci sono gli interventi completi di Simone Stefan (Rifondazione Comunista), della prof. Maria Rosa Vittadini (Docente Iuav), dell'Assessore Ezio Micelli (assessore all' urbanistica Comune di Venezia).
Dal pubblico interventi di Giancarlo Ghigi (Blog Giudecca), del prof. Stefano Boato (Iuav), di Ambra (Ca' Tron Città Aperta), e
e la prima parte di Nicola Calenda (Ca'Tron Città Aperta).
Il video è diviso in 10 parti. Trovate il primo segmento qui:

http://www.youtube.com/watch?v=kjA__fwO4zk&feature=g-upl&context=G28e1619AUAAAAAAAGAA


Grazie a Stefano De Piccoli che ha realizzato e fornito la registrazione

lunedì 21 novembre 2011

Ripartiamo! E cominciamo dal Congresso di Circolo

Si è svolto sabato 19 novembre il congresso del circolo Giobatta Gianquinto del Lido e di Pellestrina di Rifondazione Comunista, componente della Federazione della Sinistra. Il congresso, svoltosi nell'ambito dell'VIII congresso nazionale del Partito, ha visto l'affermazione unanime del documento n. 1 “Unire la sinistra d'alternativa, uscire dal capitalismo in crisi”.
E' stato riconfermato segretario Simone Stefan, 29 anni, già consigliere della municipalità nella precedente consiliatura. Nel Direttivo, oltre al Segretario, saranno presenti Flavio Cogo, Gloria Ferro, Giovanna Piccoli e Gianni Veneziale. Eletto Presidente del Collegio di Garanzia il diciottenne Federico Di Giandomenico.
Per quanto riguarda i temi di politica nazionale, il circolo sostiene la decisa opposizione del Partito al governo Monti e la partecipazione attiva ai movimenti che, a livello globale, si stanno muovendo contro le soluzioni liberiste alla crisi. Per questo propone, sul piano di movimento, una costituente del lavoro e dei beni comuni, foro di dialogo per le molteplici vertenze che si stanno esprimendo nei territori, e, sul piano istituzionale, la creazione di un polo della sinistra d'alternativa, una proposta unitaria e federata aperta a tutte le forze a sinistra del Pd che, a partire dalla Federazione della Sinistra, inverta finalmente il processo di frammentazione della sinistra.
Per quanto riguarda le politiche riguardanti il Lido e Pellestrina, Rifondazione conferma il suo impegno nel territorio, in particolare per la difesa dell'ambiente e dei servizi pubblici, a partire dalla sanità. Sottolinea il fallimento del commissariamento del Lido finalizzato alla costruzione del nuovo palazzo del cinema, che ha stravolto le normali procedure urbanistiche, e rivendica averne contestato sin dall'inizio l'istituzione e l'ampliamento dei poteri, sostenendo invece l'imprescindibile centralità delle istituzioni elette dai cittadini, quali il Consiglio Comunale e di Municipalità.

Simone Stefan
Segretario Rifondazione Comunista
Lido - Pellestrina

martedì 23 marzo 2010

Spritz Hour dei Giovani Comunisti



Ottima riuscita dello spritz hour pre-elettorale dei Giovani Comunisti di Venezia a S. Margherita, lo scorso 19 marzo. Presenti i compagni GC del nostro circolo Sandra Gaetani (candidata alla Municipalità) e Simone Stefan (candidato al Consiglio Comunale e alla Municipalità). A Venezia ci sono ancora tanti giovani antifascisti e di sinistra che vogliono (e devono) dir la loro!



I Candidati GC

I No Mose accolgono Brunetta: doveva parlare all'auditorium S. Margherita ma ha rinunciato


Punti programmatici delle/dei Giovani Comuniste/i


agli spritz. I compagni del nostro circolo Flavio Cogo e Nicola Calenda



Candidati: Simone Stefan, Sandra Gaetani

sabato 28 febbraio 2009

In ricordo del compagno Beppe Tasca

Omaggio al compagno Beppe Tasca, fondatore dell'ArciGay, militante dei diritti civili, ambientalista. E COMUNISTA.



Venerdì scorso, sfogliando Il Gazzettino, mia madre sbianca in volto e mi chiede: "Ma è Tasca, è morto!!! Lo sapevi?" Così, con lo stesso stupore incredulo di centinaia di compagne e compagni, ho appreso la fine di un caro amico, morto nel sonno assieme al suo amato cane, a causa di una banalissima fuga di monossido di carbonio dovuta al malfunzionamento della caldaia domestica.
Non lo sentivo dai primi giorni di gennaio. Da quando si era trasferito definitivamente a Marghera e si era ritirato dalla politica attiva, i contatti che manteneva con gli amici e le amiche erano prevalentemente telefonici, e ultimamente per via e-mail.


Fondatore dell'ArciGay durante i primi anni Ottanta, Beppe Tasca si era distinto per il suo attivismo a 360 gradi, lavorando attivamente a far da ponte tra la comunità gay, la sinistra, il volontariato e la società civile. Utilizzando la generosa "copertura" dell'Arci veneziana riesce a rendere visibili le tematiche dell'omosessualità e del diritto alla libertà sessuale e affettiva, collegandola alla lotta per i diritti sociali e civili dell'intera società italiana, praticando una militanza attiva quando essere omosessuali era "pericoloso" e disdicevole (ad esempio, ricordo che prima della legge Basaglia l'omossessualità era considerata una "malattia" da curare mediante botte, psicofarmaci, iniezioni di ormoni ed elettroshock). Allo stesso tempo Beppe e l'ArciGay veneziana si occupò attivamente dei malati di AIDS quando ancora nessuno ne parlava.
Nato monarchico, Beppe diviene comunista negli anni sessanta. "Uguali ma diversi, Diversi ma uguali" era lo slogan veneziano dell'ArciGay da lui coniato, e il biglietto da visita che presentò a tutti nel suo vivere quotidiano. Coniugò l'impegno per i diritti degli omosessuali con una discreta militanza nelle file del PCI, partito dal quale esce dopo la svolta di Occhetto, rifiutando la tessera del PDS. Entra e esce, a varie riprese, dal PRC, con una brevissima parentesi nel Partito Radicale. Si considerava ancora comunista mai pentito, pur confidandomi che faticava a seguire le traversie che avevano colpito il PRC dalla svolta del 2005 fino ai nostri giorni. Deluso dalle nuove leve dell'ArciGay locale che lo avevano di fatto messo alla porta alla fine degli anni novanta dopo anni di dura, efficace e visibile militanza (non è un caso che dopo il suo abbandono l'attività dell'ArciGay sia praticamente scomparsa nel nostro territorio), continuava ad operare nel sociale e nel volontariato, nonostante a 72 anni dovesse ancora lavorare: pur avendo praticato mille mestieri non aveva maturato la pensione minima per vivere!


Troppi sono i ricordi che ho di Beppe, e nel dolore mi risulta difficile ordinarli. Lo conobbi presso i locali mestrini dell'ARCI provinciale nel dicembre 1986, quando l'ArciGay e Legambiente ne facevano ancora parte. Grande fu la mia sorpresa quando lo scoprii iscritto alla stessa sezione del Partito Comunista di Cannaregio! Mi colpì da subito la sua ironia disarmante e la sua profonda e anticonvenzionale cultura, che metteva a proprio agio le/i giovani militanti e gli obiettori della Lega per l'Ambiente (vecchio nome di Legambiente) Circolo Fandango, con cui condivise un lungo percorso concluso nel dicembre 1994 con la radiazione dalle strutture nazionali del circolo veneziano, noto per la sua radicalità, voluta dai vertici nazionali. Ricordo in particolar modo il suo impegno a Mestre nella raccolta di firme dei referendum caccia-pesticidi nel 1989, sia nei banchetti che nel lavoro "d'ufficio", invisibile ma indispensabile. Grande la sua propensione ad aiutare Legambiente o gli studenti della Pantera, mettendo a disposizione le strutture dell'Arci, naturalmente "a scrocco", arrivando a danneggiare un costoso fotocopiatore a furia di stampare migliaia di volantini in carta riciclata contro la caccia! Per non parlare delle migliaia di copie di opuscoli informativi contro l'Aids, con relativi preservativi in omaggio, distribuiti assieme tra il 1989 e il 1990 presso le sedi universitarie a più riprese. Con le inevitabili schermaglie verbali con bigotti, fascistelli e ciellini, in cui Beppe usciva sempre vincente grazie alla sua caustica ironia.
Fin dal 1993 Beppe s'era reso conto che il paese stava pericolosamente scivolando a destra, e considerava deleteria per la libertà di tutti la nascita del Polo delle Libertà. Non a caso la prima riunione veneta per promuovere la prima manifestazione (25 aprile 1994) a Milano contro le destre in difesa della Costituzione fu tenuta nel primo centro sociale gay del Triveneto, il Centro sociale occupato La Vida di S. Giacomo dell'Orio a Venezia, originale laboratorio di idee creato da Beppe e dall'ArciGay dove per anni il movimento gay si incrociò/incontrò con i movimenti della sinistra sociale ed ambientalista veneziana. Tra le tante iniziative di "meticciato culturale" importante fu la copromozione nel 1994, assieme all'associazione Italia-Cuba di Venezia, del primo film cubano distribuito in Italia, Fragola e cioccolato dei registi Tomás Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabío, in cui si denunciava il clima persecutorio subito dagli omosessuali cubani negli anni settanta.


Beppe aveva ideato il primo Gay Pride a Venezia nel 1997, un grande corteo acqueo gioioso e colorato quando ancora parteciparvi non era "di moda", soprattutto tra i "normali". L'Arcigay vinse la scommessa della visibilità, contribuendo a "rompere il ghiaccio" tra il mondo gay e gli eterosessuali favorevoli alla loro causa, seme che i diktat omofobi del Vaticano e delle destre faranno gioiosamente germogliare di lì a pochi anni.


Particolare importanza hanno avuto le lunghe chiacchierate con Beppe e gli esempi concreti di militanza e altruismo che, a dispetto delle centinaia di articoli volantini libri dibattiti e comizi che ingollavamo, sono stati una vera scuola di laicità, tolleranza, libertà e democrazia che ha dato a decine di noi (allora, ahimè!) giovani ambientalisti di sinistra l'opportunità di vedere il mondo in maniera diversa, in un'epoca in cui il Partito Comunista si stava trasformando rapidamente in un soggetto liberaldemocratico e liberista, e l'impegno sociale e ambientalista veniva mutando in business sponsorizzato, serbatoio di voti per scalate istituzionali, opportunità per fare rapide carriere in aziende pubbliche e private, o in sfogatoio settario e avulso dalla realtà.
Beppe il mondo voleva cambiarlo. Cambiarlo, non riformarlo. Perché, come mi diceva spesso, senza la speranza di rivoltare la realtà, il senso del nostro impegno è inutile. Ed è con questo assillo che se ne è andato. Sta a noi non deluderlo, e continuare la lotta, per un mondo libero pregiudizi e barriere sessuali e etniche, a misura dell'uomo e dei suoi bisogni, e non modellato in funzione del Capitale, dell'Industria, della Religione e degli Eserciti.



Flavio Cogo


Lido, passerella di via Lepanto - via Pisani, agosto 1988. Beppe Tasca e Flavio Cogo

mercoledì 6 agosto 2008

Marghera: fuga tossica e storica intervista a Gabriele Bortolozzo

Il 9 luglio scorso una nube tossica si è sollevata da Marghera in seguito ad un guasto al procedimento di cracking. I valori tutti nella norma (Ovviamente!), peccato che la nube fosse piena di idrocarburi. La foto che pubblichiamo mostra cosa si vedeva dal Lido.





Su segnalazione del compagno Flavio Cogo riproponiamo poi un'intervista da lui effettuata a Gabriele Bortolozzo nel 1995, pubblicata in "Tera e Aqua" dell'agosto di quell'anno. Per leggere ingrandite le immagini cliccandole.








Per maggiori informazioni visitate il sito dell'Associazione Gabriele Bortolozzo

domenica 11 maggio 2008

'900 a Venezia. Una riflessione sul "secolo breve": prima tappa la

Segnaliamo questa interessante iniziativa promossa dall'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea e dal Circolo Culturale Rosa Luxemburg del Lido di Venezia

'900 a Venezia. Una riflessione sul "secolo breve": prima tappa la
Resistenza e la sua memoria

Ripensare il Novecento attraverso le vicende, i personaggi e i movimenti che hanno segnato la storia cittadina, è questo il filo conduttore di un ciclo "itinerante" in diversi spazi della città.

Questa tappa alla Mondadori ci conduce nel biennio 1943-1945: il tempo della violenza e della sofferenza, ma anche del riscatto, della speranza e delle "scelte" più autentiche e senza
ritorno. Se ne discute a partire dal volume Memoria resistente. La lotta partigiana a Venezia e provincia nel ricordo dei protagonisti (pubblicato nel 2005) dove le voci dei giovani veneziani di "ieri" diventano uno stimolo di riflessione per i giovani veneziani di "oggi" e un'occasione per conoscere una pagina fondamentale, e irrinunciabile, della storia recente della loro città.


Ne discutono

Marco BORGHI

Flavio COGO


Venerdi 16 maggio, ore 18.00

Libreria Mondadori, S. Marco, Venezia

martedì 11 marzo 2008

Vietnam - Venezia '60 '70: breve storia della solidarietà veneziana per il Vietnam

Pubblichiamo il volantino di presentazione della mostra "Vietnam - Venezia '60 '70" dell'associazione Italia Vietnam, curata dal nostro compagno Flavio Cogo. La mostra, che sarà esposta stabilmente al Museo della Rivoluzione di Hanoi, presenta gli episodi che hanno visto la mobilitazione della città di Venezia in favore del Vietnam durante la guerra degli anni '60 e '70.

Clicca sulle immagini per ingrandirle






giovedì 8 novembre 2007

Commento al Processo ai No Mose

Lunedì 5 novembre, presso il Tribunale di Venezia, si è aperto il processo per l'occupazione di un cantiere del Mose, con il rinvio a giudizio di 22 attivisti di area noglobal, come da richiesta del sostituto procuratore Stefano Buccini.
A cosa si deve questo processo, a oltre due anni dal fatto? È l'effetto, a scoppio ritardato, del clima allarmistico scatenato nel settembre 2005 dal Consorzio Venezia Nuova, dal Magistrato alle Acque, dal Governatore del Veneto Giancarlo Galan, e da gran parte dei mass media, nel cui coro si distingueva il quotidiano "la Repubblica", che il 7 settembre imputava ai dimostranti "recinzioni abbattute e gru fuori uso… gomme bucate… trattori fuori uso".
Cos'è accaduto in realtà? Alle nove del mattino di lunedì 5 settembre centinaia di giovani, assieme ai militanti dell'Assemblea Permanente NoMoSe, avevano pacificamente invaso il cantiere di S. Niccolò, preceduti da uno striscione su cui era scritto "Il Mose si mangia Venezia". I numerosi "sabotatori", in pieno stile nonviolento, impedivano con i loro corpi sdraiati o seduti il passaggio di camion e trattori, esponevano striscioni e cartelli con slogan contro l'ecomostro chiamato MoSe, aprivano dei varchi in una rete metallica da quattro soldi, rendendo così finalmente possibile ai bagnanti e ai lidensi di vedere di persona lo scempio che avveniva nella - ahimè non più esistente - splendida punta di S. Niccolò e nell'area SIC di interesse comunitario (le cui valenze florofaunistiche sono state compromesse definitivamente), ottenendone la totale solidarietà. Gli unici danni di una guerriglia inesistente consistevano in poche decine di metri di recinzione abbattuta e da qualche scritta spray!!!
Il Consorzio Venezia Nuova e al Magistrato alle Acque hanno lamentato danni nell'ordine di decine di milioni di euro, DANNI INESISTENTI NON DIMOSTRABILI! L'INCONSISTENZA DELLE ACCUSE, raccolte servilmente da buona parte dei mass media nazionali, È TESTIMONIATA DALLA MANCATA COSTITUZIONE PARTE CIVILE DEL CONSORZIO VENEZIA NUOVA NELL'ATTUALE PROCESSO!
Cosa resta del clima intimidatorio e allarmistico sparso a piene mani due anni orsono? Solo un processo farsesco intentato ad alcuni esponenti dei centri sociali nel tentativo di dividere gli ambientalisti "cattivi" da quelli "buoni", ignorando la presenza durante l'occupazione di un cantiere illegittimo, privo delle necessarie autorizzazioni. A Venezia, come in Val di Susa e a Vicenza, si tenta maldestramente di dividere il movimento, agitando fantasmi di violenze contro chi agisce alla luce del sole per la difesa e il futuro del proprio territorio contro potentati economici e divoratori di pubblico denaro!
Purtroppo nessun processo in vista per i responsabili dell'irreversibile scempio ambientale e paesaggistico causato dai cantieri del MoSe, dichiarati più volte dal Comune di Venezia e dal Ministro dell'Ambiente "illegittimi e non conformi alle vigenti norme italiane ed europee", opere mastodontiche che hanno cambiato in maniera irreversibile l'aspetto delle bocche di porto e i fondali e della laguna con una colata di cemento che non ha pari in tutta Europa. Nessuna inchiesta governativa su un'opera costosissima ed inutile, che ignora la valutazione di impatto ambientale. Nessuna condanna per un ente pubblico, il Magistrato alle Acque, che opera come braccio destro di un cartello di imprese private, il Consorzio Venezia Nuova, che a sua volta agisce monopolisticamente in barba ad ogni legge sulla concorrenza, Nessun linciaggio mediatico per Antonio Di Pietro, accanito sostenitore di un progetto faraonico e inutile, finanziato dai fondi della Legge Speciale per Venezia destinati alla salvaguardia ambientale ed architettonica della città e della sua laguna!
Che fine farà il processo? Probabilmente finirà in una bolla di sapone, facendo fare a Gian Carlo Galan, l'unico che si è costituto parte civile contro i "presunti" danneggiatori, la figura (l'ennesima) di servo sciocco del Consorzio Venezia Nuova!
L'Assemblea Permanente NoMOSE promette battaglia per i 22 rinviati a giudizio e chiede la piena solidarietà per gli imputati a tutte le forze politiche, sociali e sindacali, nonché a tutti i cittadini che hanno a cuore la salvaguardia dell'ambiente, di Venezia e della sua laguna!

Flavio Cogo, Assemblea Permanente NoMose