Il 20 aprile si è tenuto il dibattito sulla legge elettorale. Buona la partecipazione del pubblico ed interessante il confronto tra le diverse posizioni. Il segretario del nostro circolo, che interveniva in qualità di membro del coordinamento provinciale dei Giovani Comunisti, ha sostenuto la necessità del ripristino del sistema proporzionale. Una testa, un voto senza trucchi e senza inganni.
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lunedì 7 maggio 2012
martedì 23 marzo 2010
Spritz Hour dei Giovani Comunisti
Ottima riuscita dello spritz hour pre-elettorale dei Giovani Comunisti di Venezia a S. Margherita, lo scorso 19 marzo. Presenti i compagni GC del nostro circolo Sandra Gaetani (candidata alla Municipalità) e Simone Stefan (candidato al Consiglio Comunale e alla Municipalità). A Venezia ci sono ancora tanti giovani antifascisti e di sinistra che vogliono (e devono) dir la loro!
giovedì 4 settembre 2008
Tolto alla madre perché di Rifondazione: intervento in municipalità
In seguito ai fatti di Catania descritti in un recente articolo de La Repubblica, il capogruppo in Consiglio della Municipalità Simone Stefan è intervenuto sulla questione all'inizio del consiglio del 28 agosto scorso, prima dell'apertura dell'Ordine del Giorno. In seguito all'intervento il Presidente della Municipalità ha espresso la solidarietà del Consiglio.
Riportiamo la trascrizione dell'intervento
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Mi scuso se ruberò un minuto al consiglio ma volevo fare una dichiarazione che riguarda la mia organizzazione giovanile. Come forse alcuni sanno, io non sono iscritto a Rifondazione Comunista con la tessera del Partito bensì con la tessera della sua organizzazione giovanile, denominata Giovani Comuniste e Comunisti. Vorrei fare questa dichiarazione perché si è verificato nei giorni scorsi, come avrete appresso dalla stampa, un fatto che reputo parecchio grave. Un ragazzo a Catania, aderente ai Giovani Comunisti, è stato tolto alla madre ovviamente in seguito ad una situazione degradata e certamente triste come purtroppo ve ne sono ogni giorno troppe. Quello che mi ha colpito è che tra le carte allegate dagli assistenti sociali, per dimostrare l'indegnità della madre e la sregolatezza del figlio, è stata inserita la tessera del mio movimento, con la giustificazione che sarebbe un'organizzazione di estremisti dediti all'uso di alcool e di sostanze psicotrope (come il quotidiano la Repubblica ha riportato).
La realtà che io vivo nell'organizzazione dei Giovani Comunisti è molto diversa: ho conosciuto ragazze e ragazzi che amano molto la politica (cosa non facile da trovare oggi, credo per nessuna forza politica), gente con idee certamente contestabili (da parte di molti lo sono e vengono contestate anche in maniera accesa), ma mossi, questo ve lo assicuro, da una volontà di conquistare una maggiore eguaglianza ed equità sociale. Ragazze e ragazzi che cercano di darsi da fare: magari, come il sottoscritto, riuscendo ad entrare in un consiglio di circoscrizione, magari lavorando in uno spazio sociale, creando momenti di socialità, oppure partecipando alle carovane della pace che vengono organizzate ogni anno (un esempio quelle in Messico e in Palestina) e vorrei ricordare che due anni fa, il 10 agosto, un nostro compagno Angelo Frammartino è stato ammazzato in Palestina proprio mentre partecipava a un programma di solidarietà per i bambini di quella terra martoriata.
Un'organizzazione peraltro che ha inciso profondamente nel processo di rinnovamento che ha vissuto Rifondazione Comunista: un processo di ricerca che ha fatto sì che il mio Partito non sia solo un'accozzaglia di nostalgici dell'Unione Sovietica ma ben altro: non per niente il circolo di questo compagno è intitolato ai morti di piazza Tien An Men.
Il giudice ha dichiarato che non ha utilizzato questo documento, ossia la tessera del mio movimento, per giustificare il provvedimento, ma certamente il fatto che un pubblico ufficiale, qual'è un assistente sociale, arrivi ad allegare la tessera di un movimento giovanile di un partito, che peraltro esprimeva fino a pochi mesi fa il Presidente della Camera (non le Brigate Rosse, insomma), per giustificare l'indegnità di una madre, mi sembra una cosa molto grave, inaudita se non in epoche che penso nessuno qui voglia rivivere.
Pertanto ho sentito questo fatto come grave sia politicamente che culturalmente: mi scuso col consiglio se ho rubato questi due minuti del vostro tempo ma in quanto iscritto al movimento dei Giovani Comunisti mi sentivo in dovere, visto che ho il privilegio e l'onore di rappresentare una comunità in un consiglio e quindi ho una possibilità di visibilità maggiore rispetto ad altri compagni che lavorano in maniera più silenziosa di me, di esprimere la mia solidarietà al compagno catanese e di dirvi queste cose. Vi ringrazio.
Simone STEFAN
capogruppo PRC-SE municipalità Lido - Pellestrina
coordinamento provinciale GC Venezia
lunedì 25 agosto 2008
Segnali di una svolta autoritaria
Il mio docente di Diritto Costituzionale diceva che la libertà non è un concetto assoluto ma è come un'area che può essere più o meno ampliata o ristretta. Mi pare che l'area si stia restringendo. Ma cosa mi dà questa sensazione? Una serie di fatti, slegati tra loro, ma che credo siano complessivamente sintomo di un rigurgito autoritario che sta colpendo trasversalmente istituzioni e forze politiche. Primo fatto: i militari affiancano le forze dell'ordine nel controllo del territorio. Al di là che non mi piace vedere i soldati pattugliare le strade (mi ricorda Lhasa) e al di là anche della facile ironia che suscita vedere i nostri militi passare dalla difesa dei “sacri confini” alla difesa delle città dal commercio abusivo di borsette, mi chiedo se non ci fosse una ragione per cui nei paesi democratici si è sempre distinta la tutela dell'ordine pubblico dalla difesa militare. D'altronde è per questo che qualche mese fa si parlava addirittura di smilitarizzare la Guardia di Finanza. Ora si va invece verso la militarizzazione dell'ordine pubblico. Secondo fatto: le impronte digitali. Ha suscitato giusta indignazione l'ipotesi di prenderle solo ai rom. Soluzione? Prenderle a tutti, ossia schedare l'intera popolazione (sull'esempio della Germania Est?), col plauso dell'opposizione parlamentare. Terzo e quarto fatto: da un lato l'impedimento della realizzazione della commissione d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova e le blande condanne o assoluzioni per i presunti responsabili di violenze contro i manifestanti, dall'altro l'immunità per le alte cariche dello Stato. Si sa: l'Autorità non si mette in dubbio! Se ogni tanto è un po' “cattivella” le si perdona tutto. Quinto fatto: sette in condotta (meglio prenderli da piccoli). Mi chiedo: uno studente che organizza un'occupazione o uno sciopero studentesco sarà passibile di bocciatura? Ultimo fatto: un adolescente viene tolto alla potestà della madre. Tra i documenti che dimostrano l'incapacità della madre e la sregolatezza del figlio viene allegata la tessera dell'organizzazione giovanile di Rifondazione Comunista, ossia di un partito che, per esempio, fino a pochi mesi fa esprimeva il Presidente della Camera. Qui davvero la realtà supera la fantasia e rimanda a periodi ben tragici della nostra storia. Inizio a preoccuparmi.
Simone Stefan
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